Il canneto di Eridu

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#6. Bronzo.

Oggi vi voglio parlare di un lungo periodo storico, e di una lega metallica che gli dà il nome. Intanto diciamo che mica si parla semplicemente di un miscuglio rame-stagno: sia chiaro. Il bronzo è molto di più.
Perché se una lega dà il nome a un’era che in Europa-Vicino Oriente dura 20 secoli, vuol dire che era una lega importante, mica roba che dura un ventennio, per dire… anche se in quest’ultimo caso ci sono forse più facce di bronzo che in quella vecchia era lontana.

La parte che ci interessa, di quella era lontana, corrisponde al secondo millennio antecristiano.
È un millennio che si apre con navi cretesi che solcano le acque mediterranee e atlantiche, che toccano le sponde della Spagna, abitate dalle genti delle antichissime culture autoctone mediterranee pre celtiche. È il millennio degli hyksos, e poi della rivincita egizia, del faraone eretico Akenathon, di Tutankamon e della sua bella sposa Anksunamun, che cerca di sopravvivere ai complotti – che lacerano il regno alla caduta dell’eresia di Akenaton e alla morte di Tutankamon – e che cerca persino l’aiuto degli eterni rivali hittiti. E poi di Ramses e della battaglia di Qadesh contro gli stessi hittiti, e del primo grande trattato di pace tra le due “potenze” dell’epoca, trattato che oggi è conservato all’ONU.
È il millennio di Abramo, e dei padri del popolo ebraico. Ed è quindi l’era dell’Esodo biblico, e dell’arrivo degli ebrei nella terra promessa.
In Mesopotamia è l’era dell’affermazione di Babilonia, e del codice di leggi di Hammurapi, il primo codice scritto, o almeno il più antico arrivato fino a noi.
Ed è poi l’epoca delle migrazioni dei popoli del mare, che spazzano via i grandi regni dell’epoca.
L’era del sacco di Troia ad opera dei micenei.
E spostandoci verso oriente, troveremo la favolosa ed enigmatica civiltà dell’Indo che nel giro di un secolo scompare nel nulla, una civiltà di stirpe probabilmente antica quanto i mediterranei di Spagna, i sumeri di Eridu o il re scorpione. Una civiltà che ci ha lasciato impressionanti resti architettonici ma quasi nulla di scritto, a fronte degli indo-arii che li rimpiazzano nell’India settentrionale, dei quali abbiamo una grande produzione letteraria e inesistenti resti archeologici.

Di tutto questo ci parla, in un libro straordinariamente coinvolgente, Geoffrey Bibby. Ce ne parla con esempi che fanno ben capire le distanze di tempo, spazio e memoria tra gli eventi. Ce ne parla con le conoscenze dell’epoca (è un’opera del 1961), quindi all’oscuro per esempio dei ritrovamenti della civiltà di Jiroft nell’Iran sud-orientale o del complesso archeologico bactriano-margiano, ma pure riesce a farci comprendere quanto spesso stupide siano le nostre convinzioni, per cui ci immaginiamo in quel millennio un mondo sostanzialmente vuoto, con le ‘antiche civiltà’ studiate a scuola collocate qua e là, come macchie colorate su una carta muta, mentre probabilmente l’uomo, e la civiltà, erano molto più diffusi di quanto preferiamo o riusciamo a immaginare. È un gran libro, che vi consiglio con tracotanza, è un saggio storico che travalica i confini della saggistica per diventare, narrativa, letteratura e quant’altro!

Uno splendido affresco del secondo millennio avanti Cristo:
Geoffrey Bibby, “4000 anni fa”

Per le recenti, sconvolgenti scoperte di “nuove” antiche civiltà, di cui Bibby poteva solo sospettare l’esistenza, consiglio anche solo un primo giro su wikipedia:
Il complesso archeologico bactriano-margiano
La civiltà di Jiroft
… e, per i più interessati, gli approfondimenti:
Notizie e immagini dei ritrovamenti in Turkmenistan su Discovermagazine.com (ingl.)
Un articolo sulla civiltà di Jiroft collegata alla Aratta dei miti sumerici, su Repubblica.it

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6 pensieri su “#6. Bronzo.

  1. Mauro in ha detto:

    Bhe direi che c’è molto di più in quel periodo se consideriamo “un paio di fatterelli”visto che si ipotizza quanto segue:
    Gli ebrei non esistevano prima dalla “fuga” dall’Egitto.
    Solo dopo tale evento esiste “un popolo ebraico”
    Pero non vi è stata nessuna fuga dall’Egitto, semplicemente un popolo (tra i tanti che dimoravano nell’Egitto, che specie al Nord era una specie di zona multiculturale ed Etnica) se ne è uscito e si è stabilito in palestina. Questo gruppo di persone era un popolo perchè aveva propri legami culturale e soprattutto religiosi, cioè adorava un unico Dio: Jahvè. (Per rimanere in tema bronzeo questo accadrebbe verso la fine dell’età del bronzo: http://it.wikipedia.org/wiki/Esodo_(evento) )

    Questo popolo potrebbe essersi formato in Egitto nel periodo dell’Eresia di Tutankamon e di conseguenza aver fatto proprio il monoteismo.

    La fuga dall’egitto narrata nell’Esodo troverebbe giustificazione nel fatto che gli ebrei stanziati in palestina davanti all’espansione Egiziana si ricordavano che i loro tris-bis venivano dall’Egitto e quindi essendo gli egiziani “cattivi” per forza di cose dovevano aver maltrattato i loro tris-bis.L’ Esodo biblico non sarebbe altro che propaganda anti-egiziana al fine di creare un coagulante tra le tribu d’israele, che solo unite poteva sperare di “resistere” alla pressione egiziana.

    Tra i sostenitori di questa teoria vi sono due storici israeliani uno dei quali è consulente per il Vaticano…ne consegue che la religione cattolica altro non è che il culto pluriformato di Amon?

    • Cestinante in ha detto:

      Cioè, in pratica, il cristianesimo sarebbe un’eresia egizia?
      (Aton, non Amon… se no i sacerdoti di Tebe ci mummificano vivi!).

      • Ipotesi che avevo già sentito da più parti. E che non mi stupirebbe affatto. Sarebbe atipico se il Cristianesimo fosse arrivato ad oggi senza subire “ritocchi”, molto più plausibile che sia figlio di stratificazioni di eventi storici e racconti epici.

  2. Topus in ha detto:

    Grandissimo libro! Grazie alla sua esposizione a generazioni e alla impostazione molto narrativa, ho per la prima volta avuto un vero sguardo d’insieme di quella che sono stati 1000 anni di storia. Ed ho iniziato ad amare l’età del bronzo (prima ero molto più legato all’antichità classica) e il medioriente.

    Riguardo l’ipotesi dei legami tra Aton e l’ebraismo, ha avuto un certo seguito e del resto è difficile ignorare certi indizi. Già Freud in “Mosè e il monoteismo” ipotizzava che il culto di Aton fosse stato introdotto da Mosè (nome egizio, Khamose) presso gli ebrei.
    Però credo che si tenda a dare troppo peso al monoteismo di Akenaton, come rivoluzione teologica (aspetto che sicuramente in parte c’è stato, l’ex Amenofi IV aveva probabilmente una visione altra del mondo) ,senza considerare le implicazioni politiche di tale gesto. In quel periodo il clero di Tebe era potentissimo e controllava, di fatto, le decisioni del faraone. Esautorare il potere di Amon a favore di Aton, aveva implicazioni fortemente politiche in un periodo in cui, il prestigio di un dio andava di pari passo con quello della sua città (si pensi a Marduk in Babilonia, o agli dei delle varie città sumere). Inoltre non si parla mai di vero monoteismo. Era prassi, dall’Egitto alla Valle dell’Indo, innalzare lodi ad una divinità, esaltandola come unica, ma non escludendo, di fatto l’esistenza degli altri dei. Sicuramente l’influenza del culto di Aton sull’ebraismo c’è stata, basti confrontare l’inno di Aton con il Salmo 104 della Bibbia, ma questo non basta a dimostrare una origine egiziana del popolo ebraico, si tratta di testi che cicolavano a quell’epoca e da cui in molti hanno mutuato concetti. Io propendo più per una origine nomadica del popolo ebraico, nel medioriente, dati le numerosissimi similitudini linguistiche con l’accadico (più che con l’egiziano) e con concetti sumeri (come il concetto di Elohim, il nome di Dio, che letteralmente è un plurale, “Gli dei”, che coincide con quello di Ilum, accadico, ma di matrice sumera). Le stratificazioni assiro-babilonesi sono troppe e quelle egizie troppo poche, per trattarsi di un popolo che si è spostato da una zona con una cultura così dominante come quella egiziana. Propendo per l’origine semitica di ceppo accadico.

  3. Cestinante in ha detto:

    Intanto vi ringrazio per i commenti, che non sono solo commenti, ma anzi, veri e propri articoli in integrazione e risposta.
    Sull’argomento, per quanto la tesi akenaton-egizia si alquanto suggestiva, non posso fare a meno di sentirmi più attratto dalla tesi accadica, che si adegua molto bene alle mie conoscenze generiche sui popoli della zona. Anche perché i racconti biblici di Abramo e degli altri patriarchi chiamano immediatamente alla mente i popoli nomadi-pastori semitici della fascia “sub-lunare” (riferendoci alla mezzaluna fertile, diciamo).
    Ma considerando che quando parliamo di “popoli”, in genere, stiamo parlando di tribù dai numeri piuttosto esigui, non certo milioni di persone in cammino, diviene facile pensare che in realtà popoli diversi, con storie diverse, abbiano concorso a creare il corpus ebraico (un po’ come i pastori del deserto, i pescatori paleolitici pre-semitici della costa, e gli agricoltori della civiltà di Samarra hanno dato origine alla civiltà sumerica nella città di Eridu).
    Nulla ci vieta di pensare che tribù semitiche di ceppo accadico o amorrita, con le loro leggende e i loro riti legati alla pastorizia, e i loro miti circa il patriarca che se ne andò dalle terre più ricche della Mesopotamia per cercare una propria terra promessagli da Dio, si siano fuse con genti del delta del Nilo, sempre di origine semitica, e che i loro miti siano confluiti nella Bibbia.
    Poi, invece, non si trovarono molto bene con i Pheleshet, i filistei, “popoli del mare” passati da Creta all’Egitto, e poi in Canaan, di matrice forse indoeuropea, e forse questa alleanza tra “hyksos di ritorno” e “accadi in fuga” sconfisse i filistei…

  4. Mauro in ha detto:

    Preciso solo una cosa, origine del popolo ebraico “accadico” questa non è in contraddizione, forse non mi sono spiegato bene. In Egitto i popoli nomadi andavano e venivano abbastanza “tranquillamente” per dire i libici finivano di solito nei quadri militari perchè la vera “carriera” per l’egiziano purosangue era fare lo scriba. Questi studiosi ritengono che queste tribu “sparse” entrarono in Egitto senza essere una cultura/nazione/popolo e ne uscirono come tale.
    Il discorso che l’ebraismo influenzo il culto di Akenaton: questo sarebbe piuttosto coerente con l’approccio tradizionale storico che vede la “primogenitura” monoteista nell’ebraismo nell’area, il contrario è abbastanza devastante specie per la cultura ebraica.

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