Il canneto di Eridu

Un blog per tutti e per nessuno

#8. Alieni.

Sono atterrati duecento milioni
di Gothamiani, Blue Noah.
[I Superobots, “Blue Noah”]

Qui non troverete né risposta, né tantomeno domanda, sulla possibilità o meno dell’esistenza di alieni. Non troverete testimonianze, e nemmeno sbucherà improvvisamente Giacobbo con un filmato girato a Caracas con un cellulare che mostra un alieno di caucciù che cerca di ghermire dei passanti. E non troverete nemmeno un malassortito gruppo di modelli e modelle della Compagnia delle Indie che, con verve da settimana santa – e con la guida difficilmente intelligibile di Raz Degan o Paola Barale – cerca di dissertare di teorie parascientifiche con lo stesso sguardo competente che potrebbero vantare dei fisici nucleari al minchiacesimo giro di uischi parlando di cicli di lavastoviglie.

No, niente di tutto ciò.

E quindi mi par già di sentire quelli che sono capitati qui per caso, sfruttando le tags che wordpress infila in google, dopo che io le ho infilate a tradimento in lui. Mi par di sentire quelli che dicono «Ecco, un altro sito stronzo che mette tags di roba di cui non parla per attirare qui i gonzi». E li vedo che stanno già cambiando sito. E sbagliano.

Sbagliano.

Sbagliano innanzitutto perché questoqquà è un signor blog, e il bloggante medesimo qui sottoscritto (sempre alla ricerca di alternative umanamente audibili dei neologismi a matrice bloggistica) si fa in quattro pur di cavar fuori sempre un argomento interessante su cui pontificare ad minchiam. E sbagliano perché poi, alla fin fine, davvero in questo post si parlerà di alieni, e davvero nel senso di creature senzienti provenienti da altri mondi. Solo che gli altri mondi sono quelli della fantasia.

Intanto possiamo notare come più l’inventore di alieni è autorevole, più l’alieno inventato è interessante. Per cui se si parla di cazzoni in preda ad allucinazione e manie persecutorie l’alieno è quasi sempre umanoide (quasi che l’universo non avesse abbastanza fantasia per trovare forme diverse, ma forse è l’essere umano che non può concepire niente di intelligente e molto diverso da sé…) e soprattutto dimostra di aderire sempre a una buona serie di cliché. Che sia perché esistono davvero e quindi gli alieni vengono descritti così perché sono così, oppure se l’immaginario collettivo ha elaborato questi archetipi, lo lascio dire agli ufologi e ai [loro] psichiatri. Qui mi limiterò a descriverne qualcuno.

Il “grigio”, ovvero l’ometto ignudo magrolino coi grandi occhioni neri, da “Roswell”, diciamo. Ovvero quello che si vede nel famoso filmato “Santilli” (dal nome della persona che disse di averlo acquistato) mentre viene sottoposto ad autopsia dopo il millantato incidente di Roswell, New Mexico. A scanso di equivoci, prima di far sbrodolare gli appassionati, diciamo subito che il filmato è un falso, per la stessa ammissione dell’autore, girato a Londra nel ’95. Il grigio è anche detto nell’ambiente degli ufologi “reticuliano”, da Z Reticuli, loro mondo di provenienza.
I grigi compaiono in molti film di fantascienza. Sono presenti in Incontri ravvicinati del terzo tipo, tanto per dire. E sono molto somiglianti agli alieni di Signs. A questo proposito, in questo film gli alieni sono una razza avanzatissima tecnologicamente pronta a razziare il pianeta terra, che fa cerchi nel grano per segnare i punti di atterraggio (eh, queste razze avanzatissime che non hanno Google Maps), caratterizzata da un piccolissimo difetto: sono maledettamente allergici all’acqua. E attaccano un pianeta ricoperto per 2/3 d’acqua. Senza neanche una tutina isolante, così, gnudi come mammaliena li ha fatti. Cioè, con un monsone era un genocidio. Probabilmente era allergico all’acqua anche lo sceneggiatore, e per questo era dedito ad un abuso compulsivo di liquidi fermentati ad alto tenore alcoolico. Altre spiegazioni io non ne trovo.

Oltre ai grigi sono diffusamente riportati incontri con alieni detti “nordici”. Provenienti dalle Pleiadi, questi alieni ricordano molto gli svedesi, o gli elfi, e i loro avvistamenti sono molto comuni in Europa (in Svezia, direte voi… e lo direi anch’io, e invece pare li vedano spesso in Gran Bretagna). Voglio dare una coltellata agli amici che hanno letto con interesse i post su sumeri e età del bronzo: siccome non ci facciamo mancare niente, Zecharia Sitchin, complottista russo, sostiene che gli Annunaki (gli dei sumerici Anunna, passati poi in accadico) altro non sarebbero che alieni nordici provenienti dal pianeta Nibiru. Che s’ha’dda fa pe’campà.

Tra gli alieni più avvistati ci sono anche i rettiliani. E siccome ibridi uomo-rettile ci sono un po’ in tutte le mitologie, ovvio che la spiegazione sia esogena per tutti i complottisti del pianeta. Che ci siano ibridi uomo-qualsiasi-altro-animale-di-cui-vogliamo-assorbire-le-caratteristiche, ovviamente, per i complottisti non sembra importante. Meglio pensare che su un altro pianeta si sia formata una razza intelligente casualmente composta da caratteristiche di due specie differenti terrestri. Tipo “suca teoria del caos”, ecco. E “suca statistica”. Del resto si sa che, appena si hanno due dadi in mano, la statistica è una puttana.

Devo però dire che tra gli alieni sauromorfi, in un racconto del buon dottore Isaac Asimov ne ho incontrati di interessanti. Si trattava dei “Kloro”, creature che, guarda un po’, venivano da un pianeta dove invece di acqua e carbonio i mattoni della vita erano cloro e ammoniaca. Almeno lo sforzo di immaginare una struttura molecolare di base diversa Asimov l’ha fatta. Del resto non parliamo dell’ultimo dei cazzoni, anche se non è famoso per le sue storie di alieni. In un altro romanzo, per esempio, dal titolo Neanche gli dei, Asimov – tra altre intuizioni basate sul fatto che si sta parlando di uno scienziato e non di un cazzone – immagina una razza aliena piuttosto eterea, composta da tre “sessi”, che si devono fondere per avere un rapporto sessuale, e quando si fondono definitivamente creano un “duro”, ovvero una creatura concreta, che unisce le caratteristiche diverse dei tre sessi (razionale, emotiva, paterno). Di sicuro più difficile da immaginare rispetto a un grigio, e forse proprio per questo molto più interessante.

Robert Anson Heinlein, un altro scrittore di fantascienza che ha fatto la storia del genere, ci presenta gli alieni insettoidi chiamati «ragni» in Fanteria dello spazio (romanzo che nel 1959 postula l’esistenza nel futuro di due blocchi: anglo-russo-americani e blocco cinese…), che svolgono un po’ la funzione di nemici alieni con cui non bisogna empatizzare, con caratteristiche di mente collettiva poi riprese – e approfondite assai – da O.S. Card con la serie di romanzi de “Il gioco di Ender” e la razza degli Scorpioni, in cui la regina è la mente centrale e i vari operai, guerrieri, eccetera, altro non sono che “appendici” sacrificabili. Col proseguio della serie incontreremo un’altra razza aliena veramente particolare, i pequeniños, che hanno un complesso ciclo vitale durante il quale attraversano lo stadio di larve, di piccoli esseri umanoidi simili a maiali, di vegetali di tipo arboreo, e che questo sistema sta in piedi grazie a un virus che agisce sul patrimonio genetico.

Tornando a Heinlein, molto più interessanti dei ragni sono di certo i marziani di Straniero in terra straniera, un libro che, secondo me, tutti dovrebbero leggere. Anche tu. E lo stesso protagonista, Michael Valentine Smith, è umano ma cresciuto su Marte, ed è forse l’alieno più interessante della letteratura, per il suo sguardo veramente alieno con cui guarda e cerca di capire il nostro mondo. Anzi, di grokkare il nostro mondo. Per cui assume una funzione che sempre la fantascienza di qualità tende ad assumere, quella di usare l’altro per capire qualcosa in più sul noi.

Ed eccoci alla fine di questo viaggio su mondi immaginati, talvolta da grandi scrittori, talvolta da oscuri psicopatici. Molti altri ce ne sarebbero da descrivere, ma per fare un testo che parla di così tanti libri servirebbe un libro a sua volta, e sarebbe decisamente poco pratico. E forse anche fuori dalla mia portata.

Difficile riportare fonti, stavolta. Ho tratto un po’ di notizie da Wikipedia, più che altro per non incorrere in errori circa le razze aliene identificate negli incontri ravvicinati. Per quelle di letteratura e cinematografia ho attinto dalla mia memoria, e non posso far altro che rimandare ai romanzi e film citati nel post.

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29 pensieri su “#8. Alieni.

  1. Pigi in ha detto:

    Ma Dune?

    • Cestinante in ha detto:

      In Dune c’è uno splendido esempio di eso-ecosistema, forse il migliore di cui abbia letto. Ma i fremen sono sostanzialmente umani.

  2. Al posto do blog potresti usare grok allora. Ti serve per grokkare, no?

  3. Mauro in ha detto:

    Almeno gli evroniani potevi citarli…
    http://it.wikipedia.org/wiki/Evroniani#Evroniani

    Riguardo al fatto che siano spesso umanoidi…bhe a livello di film/fiction lo sono per motivi di budget secondo me 🙂
    Nei romanzi è più facile inventare, non costa nulla 🙂
    Poi c’è da dire che comunque devi far empatizzare “‘l’alieno” con il lettore/spettatore terrestre e rappresentarlo in qualche modo umano/semi-umano è piu facile. Anche per motivi di interazione.
    Immaginati la terra invasa da miliardi di alieni dalle dimensioni di un moscerino non è molto fico che l’Eroe di turni li affronti armato di palette per le mosche… 🙂

    • Cestinante in ha detto:

      Ostrega degli evroniani ignoravo proprio l’esistenza! ^__^

      In compenso ho tralasciato i molti alieni di Star Trek & Star Wars, nel primo caso perché li conosco poco, nel secondo perché ci sarebbe voluto un articolo apposta solo per quelli, e comunque sono in genere variazioni estetiche con scarso approfondimento “xeno-etologico-biologico”.

      Ho tralasciato anche gli alieni della serie cinematografica di Alien, perché non mi hanno mai affascinato.

      Invece ho colpevolmente tralasciato il filone degli alieni mutaforma/ultracorpi e di quelli di tipo simbiotico/parassitario. Su questi sì, avrei avuto molto da dire, ma magari ci si potrà fare un post apposta.

      • Mauro in ha detto:

        Star Trek è noto per usare gli alieni più in contesti “sociali” che biologici, poi certo ogni tanto si lanciavano in alieni particolari ma alla fine erano tutti umanoidi o semi-umanoidi.

      • Cestinante in ha detto:

        infatti gli alieni di startrek, per quel poco che ne so, mi sembrano quasi più civiltà semi-umane di D&D che non veri e propri alieni

    • Luca in ha detto:

      In realtà l’idea di considerare gli alieni come umani/umanoidi è molto più vecchia, E. R. Burroughs considerava la razza umana come la più adattabile e quindi la più diffusa nell’universo, infatti nei suoi libri sia che si passi da Marte a Venere sino a Giove ci sono sempre umani quale razza intelligente dominante, sebbene la loro pelle sia dei colori più disparati, fino alla trasparenza degli uomini scheletro gioviani. Diciamo che è una sorta di esaltazione della “perfezione” dell’essere umano… vabbé, parliamo del 1912 o giù di lì.

      Che poi di fatto utilizzare gente truccata per interpretare degli alieni antropomorfi influisca in positivo sul budget è assodato, anche se i “pupazzi” di Farscape sono sempre bellissimi!

      • Cestinante in ha detto:

        Ricordo i cubotti gelatinosi mostrescenti del film di Spazio 1999… Non hanno speso davvero molto, quella volta 😉

  4. L’intro con la Barale e Degan è sbellicherrima.
    Ritorno al passato con tutti i fantastici libri citati, sopratutto Ender.
    Leggerò quello di Asimov che ancora mi manca.

    @Mauro: l’invasione degli ultracorpi?

    Non si potrebbe citare inoltre “la Guerra dei Mondi”?
    Lì gli alieni non sono umanoidi (anche se hanno fattezze simili a esseri terrestri), potrebbe essere una delle prime apparizioni di alieni nella ‘fiction’?

    • Cestinante in ha detto:

      Tra i rettiliani avrei anche potuto citare i “Visitors”, che sono stati assai a lungo incontrastati signori dell’immaginario alieno.

      Molte volte gli alieni, secondo me, tendono ad essere “umanoidizzati” perché sono rappresentazioni allegoriche di utopie o distopie molto terrestri, per cui vengono avvicinati per renderli più comprensibili. In questi casi, però, non è proprio «fantascienza» nel senso etimologico del termine. Cioè, se deve essere fantascienza, gli alieni dovrebbero essere scientificamente plausibili (scienza) ed affascinanti (fanta).

  5. Mauro in ha detto:

    @Ra: non ho capito a cosa ti riferivi riguardo agli ultracorpi, ma stando al film a parte i baccelloni , (non leggo fantascienza) alla fine replicavano gli umani, cosi come molti altri alieni di tipo “parassitario” e quindi “eludevano” il problema di rappresentare l’alieno.

  6. Topus in ha detto:

    Ho sempre trovato suggestivo lo sbarco dei duecento milioni di Gotamiani, rende proprio l’idea di migrazione di popolo, di un evento epocale e irreversibile.

    Comunque, argomento interessante. Ho appena finito di leggere una bellissima raccolta di racconri di Fredric Brown, “Cosmolinea”, in cui fanno la loro apparizione un sacco di razze aliene interessanti e nella quale si trova una delle più scioccanti descrizioni aliene della letteratura, quella di “Sentinella”.
    Il ciclo di vita descolada-pequeninos, da te citato, rimane una delle migliori performance intellettive che io abbia mai letto e devo dire anche emozionante nel modo in cui è stato svelato all’interno del romanzo. Mi è venuta una fottutissima voglia di rileggerlo.
    Ci sarebbe anche il concetto degli alieni-divinità demoniache, come gli Dei del Caos che Ra sicuramente ben ricorda, o le entità malvage evocate all’inizio del film Hellboy. O gli antichi Dei di Lovecraft, rivisti anche come antiche creature cosmiche.
    O come il Galactus della Marvel, che però, tecnicamente, più che una creatura costituisce un intero universo. Oppure la creatura di It, di Stephen King, il cui reale aspetto fa morire di orrore uno dei protagonisti (un po’ come gli Antichi di Lovecraft), che si nutre di paura e terrore e agisce sull’inconsco degli umani.

    • Cestinante in ha detto:

      Riguardo gli alieni-Dio, ricordo anche in Philip Dick il dio “zebra” di VALIS, oppure nel romanzo “Nostri amici da Frolix 8” due personaggi che discutono del fatto che «Dio è morto, hanno trovato la sua carcassa che fluttuava al largo di Alfa Centauri» e il successivo dibattito sul fatto che non è detto che una creatura potenzialmente in grado di alterare la materia e creare universi fosse proprio Dio.

  7. Petra in ha detto:

    Do il mio piccolo contributo aggiungendo una tipologia di alieni che pare esservi sfuggita: quelli di altre dimensioni.
    E qui uno scrittore serio e preparato può davvero costruire qualcosa di interessante, dato che oltre agli alieni deve mettere in piedi anche un diverso sistema di leggi fisiche, o per lo meno un diverso modo di interagire con la fisica del nostro universo.
    L’esempio migliore (e quello che personalmente amo di più) secondo me lo si trova nella trilogia di Perelandra di C.S. Lewis, purtroppo qui in Italia sconosciuta ai più (dato che tratta di tematiche cristiane e qui da noi se non sei anticlericale spinto non ti si fila nessuno). Per farla breve, se per noi umani, fatti di materia, lo spazio è vuoto, per queste entità extradimensionali lo spazio è l’ambiente naturale e percepiscono la materia (i pianeti) come buchi nel loro continuum ambientale.
    Una scena splendida nei romanzi è quella in cui una di queste creature si palesa a un essere umano, e si palesa perpendicolare al suo piano, non al nostro, quindi l’umano ha la percezione che sia la stanza ad essere storta, e che l’alieno si muova pur restando fermo, perchè per farsi vedere da noi devono “correre” in sincronia con il movimento del nostro pianeta.

    Altri alieni che mi sono piaciuti un sacco come concezione sono le creature a forma di croce di Hyperion (che trovo geniale, peccato che il finale non mi abbia soddisfatto, troppo fumoso).

    • Cestinante in ha detto:

      Carino. L’esempio dell’appalesarsi della creatura mi ricorda la sfera che entra in flatlandia di Edwin Abbott Abbott (un mondo a due dimensioni) e viene percepita come un cerchio che si ingrandisce e rimpicciolisce man mano che si sposta lungo la terza dimensione del suo piano di esistenza.

      Riguardo l’anticlericalità (più che antireligiosità o anticristianità) dell’offerta culturale-narrativa, sarebbe interessante capire come mai, in un paese in cui il Vaticano è stato (ed è ancora) comunque forte e presente.

  8. Petra in ha detto:

    Ti rispondo subito: semplicemente perché dalla fine della seconda guerra mondiale, gli “intellettuali” italiani sono tutti passati al comunismo più o meno spinto, e con immensa ristrettezza mentale hanno bocciato o impedito la diffusione di opere che fossero ideologicamente contrarie alle loro idee.
    La Chiesa non si occupa di diffondere opera di narrativa, e comunque parla in genere unicamente ai suoi seguaci (di sicuro non si mette a consigliare letture in generale e non partecipa alle manifestazioni di “cultura”).
    L’anticlericarismo è uno degli aspetti più manifesti del comunismo e/o di un tipo di cultura comunista, o comunque di ideologia di sinistra (vai a sapere poi perché… nemmeno il mondo scientifico è così ferocemente contro la religione!).

    • Cestinante in ha detto:

      Mi sono spiegato male, quello che intendevo è esattamente come mai è successo questo. Cioè, è evidente che in Italia l’ambiente intellettuale/letterario (anche in campi non strettamente nobili o radical-chic, come possono essere la musica popolare o la satira) la cultura è di sinistra e tendenzialmente anti-clericale.
      Ma come mai?
      Perché la destra e la Chiesa hanno abdicato dal ruolo di guida culturale che pure in passato hanno avuto?

  9. @Topus: Eh si che me li ricordo… Ah nostalgia di 3 sei di fila tirati 🙂
    @Petra+Topus: Interessanti segnalazioni, aggiorno subito la lista di libri da leggere.

    Aggiungo una citazione un po’ meno colta ma che mi ha affascinato: gli Angeli di Evangelion.

  10. Petra in ha detto:

    Eh, gli angeli di Evangelion sarebbero stati una figata, peccato poi che abbiano sputtanato tutto in finale di serie… uno di quei finali che ti rendono porcata anche i momenti più belli della serie, apocalittico nel senso peggiorativo del termine…

    Quanto al discorso più serio… sai che non lo so? Suppongo sia stato perchè nel dopoguerra la gente valida di idee liberali si è messa a lavorare per tirar su il paese, invece di perdere tempo a speculare, e quando ha cercato di reintrodursi negli ambienti della cultura, ormai erano già colonizzati dalle ideologie sinistroidi (che in molti casi sono né più né meno di una religione: dogmi intoccabili, divisione netta tra bene e male, si ha sempre ragione e chi non la pensa come te ha sempre torto, etc…).
    Quanto alla Chiesa Cattolica, aveva bisogno di rifarsi un po’ il trucco ma temo abbia preso la cosa con troppo slancio e si sia data al buonismo spinto e ora ci ritroviamo con ossimori viventi come i catto-comunisti e i preti no-global.
    Fortunatamente la Chiesa Cattolica è sopravvissuta a figuracce ben peggiori nella sua storia, e uno come Ratzinger mi fa ben sperare che riprendano una linea più “duri e puri” appena i tempi saranno maturi.

    • Cestinante in ha detto:

      Non so, non so. La spiegazione non mi convince.
      Non che ne abbia una migliore, sia chiaro.
      Catto-comunista non lo vedo come un ossimoro in fondo, se parti dal concetto che, come dicevi tu, non capisci perché la sinistra dovrebbe avercela con la religione. Forse è un ossimoro per tutti i collateralia che hanno assunto i termini “cattolico” e “comunista”, ma le teorie economiche non dovrebbero scontrarsi con i dogmi di fede, altrimenti uno dei due non sta funzionando come dovrebbe.

  11. Luca in ha detto:

    Ma il buon vecchio Alien?

  12. Ciao Cestinante! Mi hanno chiesto di scrivere qualcosa per controbattere a un’ intervista a Mauro Biglino e il suo Yahweh-ET su iutubbe! Alla parola “Annunaki” non ho potuto non pensare a te!

    • Fantastici. Questi interpreti traduttori veri conoscitori del pensiero antico, che vedono alieni in ogni divinità e in ogni scoperta dell’uomo. C’è chi li vede tra gli incas e i nazca, i maya, i sumeri, gli egizi. Ora anche gli ebrei. Magnifico.

      Ma la storia, l’archeologia e la mitologia non sono già sufficientemente affascinanti?
      Se le mischi con la fantascienza o sei un grande scrittore o sei un cialtrone. E questa gente non ha mai vinto il Nebula.

      Torta di riso finita…

  13. Ciao ragazzi, ho ripescato questo vecchio(?) post seguendo il tag “Blue Noah”.

    ma voi ve li ricordate i “Blobel”? Vi giuro, non bluebell, ma blobel. Sono creature di un racconto di Dick, “Essere un blobel”. Ora io devo ammettere tutta la verità, sissignori: Dick non mi piace proprio per niente, ma quello (ed altri) racconti li ho scolpiti in testa. In pratica ci sono questi blobel che sono come delle amebe che vivono solo in una determinata atmosfera, e che possono “sostare” in quella terrestre, assumendo anche la forma umana, solo per poco tempo alla volta. Una blobel e un umano si innamorano. Ognuno di loro cerca di incrementare il tempo in cui lei diventa umana e lui blobel. Alla fine si lasciano e la procedura era troppo avanti per essere fermata, per cui lui diventa blobel e felicissimo di esserlo, e lei umana.
    Be’, questo io lo trovo stramaledettamente geniale.

    • Mai sentiti. Però rilancio, sempre con Dick. Tempo fa ho letto un racconto in cui gli umani trovavano su un pianeta un maiale intelligente. Il capitano se lo faceva cucinare e lo mangiava (sebbene il maiale fosse la mascotte dell’equipaggio) e veniva posseduto dallo spirito della creatura.

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