Il canneto di Eridu

Un blog per tutti e per nessuno

#16. Festa.

Chissà se davvero esiste qualcosa come la sindrome post-festa. Se esiste, io ne soffro.

Quella sottile, liquida mestizia che a tre quarti di serata comincia a infilarsi tra i sorrisi, furtiva e non vista, e poi esplode più tardi, in macchina verso casa.

Quella sensazione che una cosa bella stia ormai per finire. Quell’atmosfera che cambia sapore quando il primo giro di amici se ne va, e si capisce distintamente che ormai l’estate sta finendo.

E saluti se vai via tra i primi. E raccogli bicchieri di plastica se sei tra gli ultimi. E gratti la griglia e riporti dentro le sedie se hai organizzato tu. Ma alla fine, docciato, stanco, senti il fresco delle lenzuola, e quel sottile magone al pensiero che domani non sarà festa. Che è andata.

La gioia agrodolce del natale, dei regali scartati, delle facce felici, delle persone cui vuoi bene riunite con te a tavola, e il pensiero dei natali futuri che forse non saranno così belli.

Ecco, questa la chiamo sindrome post-festa.
Perché se ogni grandezza contiene già il seme della rovina, se ogni altezza comprende il concetto di caduta, ogni bella festa comprende il ritorno alla normalità, del giorno qualsiasi.
Se non altro una volta mi bastava una qualsiasi festa o cena o uscita divertente per essere permeato dal fàntasma tramontizio, oggi mi serve un fine settimana come quello appena finito, con un addio al celibato che in realtà era una grigliata tra amici, con una seconda grigliata per un compleanno, e con gran finale con matrimonio di un amico che definire di vecchia data, ma anche che definire semplicemente amico, pare un po’ poco.

Può non esserci a questo punto un po’ di magone? No, non può.

Quindi perdonate il titolo fuorviante, che prometteva lazzi e svolazzi, e invece vi regala una bottiglietta di aranciata amara, una sdraio, una veranda, un tramonto, e qualche piatto di plastica per terra con gli avanzi per il cane.

Dissolvenza su suono di armonica.

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

5 pensieri su “#16. Festa.

  1. siamo troppo pessimisti, e per siamo intendo te, e per pessimisti, intendo che è il 2° post che ha per tema la malinconoia masiniana.
    mi congratulo che non sia più una cosa da pischelli, che dura infinita dopo il lampo di mezz’ora di festa, ma sia oramai il lamento molle sotto la scorza del festaiolo stagionato, ma è comunque troppo. Poi libero eh, ma il tema è appassionante per me solo fino ad un certo punto, e poi mi piace di più inception. Non si stava meglio quando si stava peggio, è solo che non vedevi niente fuori dalla merda che valesse la pena perdere. ora che sei circondato di cose e persone, la tua gabbia è familiare e amorevole. è sempre così.

    • Cestinante in ha detto:

      Non siamo pessimisti, solo un po’ malinconici. Se fossimo pessimisti penseremmo che da domani non ci sarà mai più una festa…

  2. fabio foggetti in ha detto:

    Codivido. Ho provato lo stesso molte altre volte, una sensazione crepuscolare l’ultima volta proprio questo fine settimana, in occasione di un matrimonio. Dover andare via a fine cerimonia perdendo la vera festa, quella pagana, fatta di risate in compagnia degli amici, alcuni dei quali sento sempre più importanti ad ogni anno che passa, mi ha dato un extramagone.

  3. Topus in ha detto:

    Non so perchè, ma leggendo queste belle righe mi sono venuti in mente i Sorapis, in numero indefinito, che infestavano gli ambienti giornueschi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: