Il canneto di Eridu

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#33. Olimpica.

Nell’antichità le Olimpiadi erano sacre. Ma proprio sacre davvero, nel senso che erano disputate (celebrate?) in onore di un dio. E che dio, visto che si parla di Zeus, mica dell’ultimo dei pirla. Il suo stesso nome si rifà al Di̯ēus protoindoeuropeo, il cielo. Quello che poi diviene Dyeus phatēr (Padre Cielo), Iuppiter (in latino), Dyaus Pita (in sanscrito), eccetera. Il dio celeste (per favore, per favore, non si parla di bassa politicanza, per favore) delle antiche religioni indoeuropee. Forse anche per questo il cristianesimo non li vide mai di buon occhio, e appena fu saldo il suo potere in seno all’impero, i giochi olimpici vennero vietati (393 d.C.) dall’imperatore Teodosio.

Erano sacri, dicevamo, e protetti dall’ἐκεχειρία (mani ferme), la tregua olimpica. È vero che non era – come invece spesso si crede – una tregua volta a fermare tutte le guerre, ma solo a garantire un corretto svolgimento dei giochi (e quindi vietava le guerre nell’intorno dei giochi), ma nell’immaginario collettivo ormai è entrata così. E anche se, da ché io mi ricordi, non c’è stato un anno in cui le guerre hanno rispettato la tregua olimpica, mi fa un po’ male vedere la situazione in Siria. Un po’ di più del solito.

Mi fa più male perché è una guerra civile. Mi fa più male perché potrebbe essere fermata in pochi giorni, ma l’Europa ancora non esiste, e i membri dell’Unione Europea sono occupati in esercizietti di economia domestica quotidiana con cui tirano ogni giorno una copertina cortissima, invece di tesserne nuovi pezzi. La Russia protegge Assad, la Cina chi lo sa, gli Stati Uniti hanno troppe cose a cui pensare – tipo le elezioni – e poi la Siria confina con Turchia, Israele, Libano e Iran… cioè, per dire, ce ne fosse uno bello pacifico e senza conflitti nei dintorni.

Mi fa più male perché nei primi giorni dell’Olimpiade veniva bombardata Aleppo. Sulla terra le due città più antiche tutt’oggi abitate sono Damasco e Aleppo, che vantano 5 millenni di storia ininterrotta. Quando Roma nasceva, quando Alessandro conquistava il mondo, Aleppo aveva già più di duemila anni. Aleppo ha visto nascere Babilonia, Gerusalemme, Atene, Costantinopoli. Aleppo era capitale di Yamkhad, ha visto gli hittiti fare guerra agli egizi. Ha visto nascere la scrittura. Cioè rendiamoci conto, la scrittura non c’era, e Aleppo c’era già.

Lo so, lo so. La guerra è tragedia ovunque sia. Persino a Milano2, dice il Pino, e ha ragione. Non c’è una guerra bella anche se fa male. Non c’è una guerra meno grave. Ma queste città hanno visto il piedi assiro, il giogo babilonese, e hittita, e persiano, e macedone, e romano. Hanno visto arrivare gli arabi, con la loro fiammante conquista, e poi i crociati. Hanno visto i turchi, i mongoli, gli inglesi.

Evidentemente non basta ancora. Oggi per le strade di Aleppo si ammazzano.
E a Londra ci sono le Olimpiadi.
E io non posso fare a meno di pensare a Eracle che misura lo stadio, e agli elleni che difendono la tregua olimpica dai facinorosi spartani.
E non molto distante, ai commerci nei mercati di Aleppo, con i colori delle stoffe fenice e delle spezie dell’India. E non posso fare a meno di esser triste.

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6 pensieri su “#33. Olimpica.

  1. Luca in ha detto:

    Ti dirò, mi risulta che i facinorosi spartani fungessero un po’ da” forza di polizia” tra le bellicose poleis greche più che far casino, o perlomeno venivano spesso interpellati come sorta di forza di pace. Tra l’altro, essendo gli spartiati in numero ridotto – pur con la qualità nettamente superiore dei loro opliti – avevano poca convenienza a cimentarsi in guerricciole per rischiare di veder assottigliare le loro fila, tanto più che durante le guerre messeniche le donne spartane avevano avuto figli con i loro servi (spediti poi a fondare Taranto) 🙂

    La cosa che invece mi inquieta è che le gare di pancrazio erano vietate agli spartani per il fatto che tendevano ad uccidere l’avversario…

    • Spartani, brutta gente…
      Come ci si poteva affidare a cuor leggero a loro per il servizio d’ordine?!

      • la società spartana è un’affascinante esempio di specializzazione. che purtroppo portava con se mille contraddizioni, che gli spartani hanno finito poi per pagare. A me ha sempre fatto specie che gli spartiati una volta l’anno, per assottigliare le fila degli iloti, gli dichiarassero guerra. linkettino. http://it.wikipedia.org/wiki/Iloti

      • In genere le società troppo specializzate e troppo conservatrici tendono a estinguersi. Cosa valida anche per le specie animali: una mutazione climatica, ambientale o sociale può rendere lo smilodonte, l’uomo di Neanderthal o Sparta assolutamente obsoleti, e quindi seppelliti dalla storia.

        Cioè, voglio dire, Atene c’è ancora. Per ora, intendo.

      • Luca in ha detto:

        Piuttosto che alla società a cui è stata affidata la sicurezza delle Olimpiadi di Londra mi affiderei agli Spartani! Le credenziali erano sicuramente d’effetto discendendo da Eracle e avendo una certa predilezione (spintarella) da parte dell’Oracolo di Delfi…
        Pensaci: gli davi il servizio d’ordine, loro menavano qualche facinoroso e così si sfogavano (oltre che all’annuale caccia all’ilota): due piccioni con una fava! 😀

  2. Luca in ha detto:

    Come i samurai giapponesi, i mongoli…

    In effetti sì, il problema di Sparta è il troppo conservatorismo che di fatto l’ha chiusa alle innovazioni, ad esempio in campo militare dove, dopo aver fatto il mazzo & umiliato Atene, alla fine è stata spazzata via da Tebe (se non ricordo male spazzata via a sua volta dai Macedoni di Filippo).

    C’è da dire che Sparta per certi versi è stata obsoleta e al contempo innovativa, si pensi alla condizione delle donne, molto più emancipate che nel resto della Grecia (oh, ad Atene erano proprio pezze da piedi, a Sparta si occupavano di amministrazione), al governo oligarchico (di fatto IMHO le democrazie attuali sono rette da pochi, saranno pur eletti, ma alla fine il popolo non è che conti come nell’Atene antica)… aggiungiamo anche il pizzico di propaganda e nazionalismo estremi. Qualche “lascito” alla fine c’è. 🙂

    Atene sì, la culla della “democrazia” (possiamo parlarne anche qui, democratici tra loro e basta, vedi lega Delio-Attica) e della filosofia, ha un lascito ben più vistoso – in tutti i sensi – Sparta invece era proprio una cittadina. Dopotutto anche i bizantini avevano riportato in auge un po’ di grecità 🙂

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