Il canneto di Eridu

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#38. Sole.

Finché risplenderà il sole, non si potrà dire che è solo una palla di gas infiammabile.
[D.H. Lawrence]

Alzo gli occhi al cielo e vedo il sole. E penso alle civiltà al sole di Ceram. Penso agli egizi, col loro occhio di Ra, il dio-sole. Penso alle civiltà nate sotto il sole rovente della Mesopotamia, del Messico, dell’altopiano iranico. Penso ad Helios, e al suo carro, al suo viaggio nel ciele. E penso che se non distolgo lo sguardo alla svelta la mia retina è fottuta.

Ed ecco che nell’abbaglio completo, nel fantasma verde che mi obnubila la vista, sono colto da un’intuizione: ho appena sperimentato la perfetta comunione degli opposti. Il sole, ciò che ci permette di vedere, e quindi la luce, la vista, ma anche la verità, in questo momento è per me l’opposto: quello che abbagliandomi mi sta togliendo la possibilità di vedere, mi costringe al buio, intride i miei occhi di falsi bagliori verdastri e fantasmi inafferrabili.

Del resto Helios – il dio solare greco – porta il sole su un cocchio di cavalli bianchi, e il cocchio trainato da cavalli (ma neri) è simbolo attribuito anche ad Hades, il dio dell’oltretomba all’opposto del disco solare.

Ma cos’è il Sole?

Se rispondiamo con le parole della scienza, ci troviamo a descrivere la stella più prossima a noi, una stella giallo, di classe G (nella sequenza principale del diagramma Hertzsprung-Russell che mette in relazione temperatura, e quindi colore, con la luminosità), che sta al centro del sistema al quale dà il nome. Una stella come tante. Una grande sfera di gas ardente, con la sua fusione nucleare, il suo stato plasmatico con gli elettroni che sciamano indipendentemente dal nucleo (da quando ho imparato, al liceo, questa definizione, non ho mai potuto evitare di pensare agli elettroni come a una massa di folli esaltati e festosi in mandria, tutti in corsa sanza ragione e sanza meta). Con i suoi brillamenti e le sue macchie solari, la cui attività tanto intimorisce i nostri bravi ingegneri, sempre alla ricerca di una minaccia che giustifichi la loro presenza sul libro paga delle grandi aziende.

E se da un lato queste parole scientifiche sono comunque affascinanti e interessanti, siamo costretti a dare ragione allo scrittore inglese D.H. Lawrence (sì, quello dell’amante di Lady Chatterley) quando dice «è mera presunzione credere che noi vediamo il Sole così come lo vedevano le antiche civiltà». C’è la stessa differenza che c’è tra il vedere un ammasso di carne e sangue e tendini, e vedere tuo padre. Entrambe le cose sono vere. Chi vede il composto organico e tu che vedi tuo padre, avete entambi ragione. Guardate nello stesso punto, ma non vedete la stessa cosa, e lo stesso accade a noi o ai greci antichi guardando il sole.

Loro ci vedevano il padre. Ci vedevano chi aveva elargito energia e vita, e al quale rendevano offerte. Come dice Kerenyi: noi vediamo ancora il Sole, ma abbiamo perduto Helios (e infatti, nel momento in cui Helios e il Sole non sono più coincidenti, ecco che diventa accettabile persino per la Chiesa l’eliocentrismo, ché collocare una palla di gas qua o là fa pochissima differenza, mentre mettere una divinità pagana al centro dell’universo è un tantino pericoloso).

E così, per quanto noi possiamo essere naturalisti, animalisti eccetera, per quanto possiamo cercare di vivere in simbiosi con la natura e amarla e proteggerla, nel momento in cui abbiamo perduto la natura Madre e abbiamo solo l’insieme di animali e piante ed ecosistemi, non potremo mai più percepirla come gli indiani d’America, non potremo mai più esservi partecipi.

E il Sole, lungi dall’essere il padre, sarà il fuoco che ci abbronza e ci brucia, e ci riscalda, il terribile fuoco che arde al centro del sistema solare e che, se non avessimo un campo magnetico forte quanto quello che abbiamo, ci cuocerebbe non dissimilmente da poveri polletti in un forno.

Sto leggendo uno splendido – ma duro – testo, “Figlie del sole” di Károly Kerényi, e già il primo capitolo mi ha spinto a scrivere un post. E sì che l’attualità mi farebbe parlare d’altro. Ma non è escluso che ci arrivi nei prossimi giorni.

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2 pensieri su “#38. Sole.

  1. Whitto in ha detto:

    Lawrence dovrebbe spiegarsi con Pumba

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