Il canneto di Eridu

Un blog per tutti e per nessuno

Almanacco, II

Alla luce della nuova “rubrica” ho provveduto a correggere l’indice, quello che vedete là in alto. Spero di aver reso ancora più comoda la visita al blog.

Seconda pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu.
12 ottobre 2012

Il 12 ottobre del 1960 Nikita Kruschev, premier dell’Unione Sovietica e segretario del PCUS, all’Assemblea delle Nazioni Unite, durante l’intervento del delegato delle Filippine riguardo la situazione dell’Europa orientale, protestando veementemente sbattè con forza la scarpa sul tavolo, in uno dei gesti immortalati dalle telecamere più famosi della storia.

Ricordo che più di vent’anni dopo, quando vidi per la prima volta la scena in televisione, ne rimasi impressionato. E la scena della scarpa rimase da allora nella mia memoria come icona della paura della guerra fredda. Quello che chiedo a voi è questo: qual è la sequenza filmata “storica” che più vi è rimasta impressa? Il crollo del WTC? Il ragazzo che ferma il carrarmato in piazza Tienanmen? Ditemi, ditemi.

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

5 pensieri su “Almanacco, II

  1. Topus in ha detto:

    Quella della scarpa di Kruschev è una delle scene più iconiche che si possano immaginare, tanto che sembra quasi studiata da un astuto pubblicitario. Le grandi scene che rimangono impresse credo che siano quelle più emotivamente impattanti, indipendentemente dal significato reale che ci sta dietro. Quella del ragazzo di Tienanmen è quella più clamorosa, a mio avviso, e mi sono reso conto della grandiosità del suo impatto vedendone le immagini in uno spot della swatch (http://www.youtube.com/watch?v=02pXCdZ69Ek). Pare però che il tizio che ha fermato i carrarmati fosse ubriaco e nemmeno sapesse cosa stesse facendo, ma non importa, il messaggio è tutto lì, è un uomo solo che ferma una colonna di carri, è l’uomo all’interno del carro che si ferma e si chiede cosa sta facendo e cosa dovrebbe fare. In questo caso si guarda il dito e non la direzione in cui punta.

  2. Sì, anche per me il ragazzo con le buste di plastica in mano che ferma i carri armati, e il cannone che ruota sulla piattaforma per intimorilo. Certo, il venire a sapere che fosse ubriaco non mi fa piacere, anzi, sminuisce la cosa in maniera indicibile. Non sono d’accordo che sia tutto nel simbolo, il simbolo è tale perchè è sostenuto da un contenuto etico, sociale, ecc.
    Ma siamo sicuri che sia vera questa cosa?
    Il crollo delle Torri Gemelle, ad esempio, come non esserne rimasti colpiti? Soprattutto vedendo i corpi cadere nel vuoto: non ci sono parole, erano persone, quelle lì. Ma sapendo, con assoluta certezza, che non furono gli aerei a farle crollare, ma un ben preciso piano di demolizione, certamente architettato dall’Intellicence Usa con la complicità delle massime cariche di Stato (presidente, segretario alla difesa, ecc), le rende non già il simbolo della fine del sogno americano, ma quello del trionfo del capitalismo parassitario.

  3. Sì, be’, comunque il disastro del Columbia lo sento veramente tanto. Paradossalmente più del Challenger, perchè ero più piccola. Le scene in cui il Columbia precipita spezzandosi in mille stelline d’argento è annichilente.

    • Cestinante in ha detto:

      Tra i due ho sentito di più il Challenger. Forse proprio perché ero piccolo e avevo una smodata fiducia nella tecnologia, e avvertivo come allucinante il restare “disintegrati”. La scena dei motori del Challenger che se ne vanno volando staccati dalla navetta è ancora oggi agghiacciante.

  4. Topus in ha detto:

    Lidia io ci andrei molto cauto prima di dire “con assoluta certezza” che il disastro dell’11 settembre è stato orchestrato da CIA e governo americano. Molto cauto. Io apprezzo molto l’uso consapevole del condizionale e delle ipotetiche.
    Tornando alle immagini, anche tutti i filmati della seconda guerra mondiale in cui compaiono le parate naziste sono impressionanti. Quella che sembra iconografia da film, ci viene sbattuta in faccia come reale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: