Il canneto di Eridu

Un blog per tutti e per nessuno

Almanacco, VII

Settima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu.
18 ottobre 2012

Prima dell’Almanacco vero e proprio, cito un evento capitato il 18 ottobre, un evento collegato ad una delle discussioni precedenti: nel 202 a.C. Si svolse la battaglia di Zama, che oppose i romani guidati da Scipione l’Africano e i cartaginesi, comandati da Annibale.

Ma non volevo legare l’almanacco di oggi a un’altra battaglia, e quindi eccomi a parlarvi del 18 ottobre 1989. In quella data si dimise da tutti gli incarichi Erich Honecker, segretario per 18 anni del partito socialista della Germania Est e organizzatore della costruzione del Muro di Berlino. Da lì il precipitare degli eventi portò il suo successore Egon Krenz all’apertura del muro, il 9 novembre.

Il muro. Tante volte ho pensato all’incredibile tragedia di una nazione spartita in quattro, di cui tre parti poi vengono divise ma non la quarta. E la capitale divisa in quattro segue la stessa sorte, con famiglie, amici, amori divisi.

Il muro. Quanti, quanti film hanno basato la loro fortuna sul muro. Quanti hanno sfruttato la sovrapposizione dell’iconografia tedesco-nazista e russo-comunista per dipingere il perfetto nemico dell’occidente filo-americano… già… quanti? In particolare, ne ricordate qualcuno? (Top Secret non vale… anzi, vale, ma l’ho già detto io).

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21 pensieri su “Almanacco, VII

  1. Non ricordo il nome del film, però la battuta si:
    “Schlemmer!!!” “tac”
    E qua Topus sicuramente mi saprà aiutare 🙂
    Grazie

  2. Ok trovato: “Uno, Due, Tre”

    • Ostrega, non l’ho mai visto, ma ricordo che il pack darksuniano ne parlava più e più e più e più volte…

    • Topus in ha detto:

      Sì, hai già provveduto da solo. Brillantissima commedia con un ritmo altissimo. Per certi versi risponde alle richieste di Del. C’è il militaristico rigore dei tedeschi dell’ovest e una caricaturale rappresentazione dei sovietici e dei tedeschi dell’est, imbevuti di dottrina comunista. Molto divertente 🙂
      Film simbolo dello scontro Usa-Urss e di un certo pensiero degli anni ’80 è sicuramente Rocky IV, con una iconografia buono-genuino-americano cattivo-alterato-sovietico tutt’oggi insuperata nel suo manicheismo. Un film invece molto serio, e consigliatissimo, è “Le vite degli altri” film sulla Stasi e sul totale controllo che cercava di attuare nella vita dei cittadini della Germania dell’est. Consiglio anche una visita al museo della DDR a Berlino, molto interessante e molto orientato agli aspetti della vita quotidiana dei comuni cittadini della ddr.

  3. Sul “Muro” non ho un film ben preciso in testa, ma documentari.
    Però ho un aneddoto. Avevamo, al liceo, una professoressa di matematica svampita e poco amante della cultura (scientifica o umanistica, indifferentemente). Il giorno che “cadde il Muro”, per evitare lezioni e interrogazioni, iniziammo a parlare del “Muro”, cercando di coinvolgere l’insegnante. “Professoressa, ma lei lo sa che è caduto il Muro di Berlino”?
    “Oh, Santo cielo!- esclamò- e s’è fatto male qualcuno?”.
    Ecco,diciamo che la prof non aveva ben capito l’entità e la collocazione del fabbricato edile in questione e pensava si trattasse di una costruzione locale.
    E’ antologia da scuole superiori, questa, ragazzi, guardate che vi ho regalato un pezzo di me.

  4. Mauro in ha detto:

    Anche per me è “Un due tre” (di cui solo ora scopro il titolo, per me era sempre stato il film “La coca cola vince contro il comunismo” 🙂 )
    Per altro il muro venne costruito durante le riprese del film, distruggendo completamente le possibilità di “sdrammatizzare” la situazione Est-Ovest.

    • Tra le altre cose, in The Wall dei Pink Floyd il muro di cui si parla è un muro metaforico, ma le scene della sua costruzione non possono che chiamare alla mente il muro di Berlino, e il concerto di Roger Waters a Berlino è di certo uno degli eventi più clamorosi e colossali nella storia della musica, rock o meno.

  5. Andrea Cisi in ha detto:

    “Good bye Lenin.”, germania, 2003, regia di Wolfgang Becker.
    Storia tragicomica del periodo di coma di una attivista colpita da infarto quando vede il figlio pestato dagli agenti della Polizia Popolare (detti, tra l’altro ‘i verdi’). Nel mentre del coma le abbattono il muro, quando si risveglia, per non traumatizzarla, la sua famiglia le fa credere per un pò che tutto sia come prima e la fa vivere nell’appartamento, ma un giorno lei esce di sua iniziativa. le passa davanti un elicottero che porta via un’enorme statua di Lenin. Film consigliatissimo, la parabola dell’invasione capitalistica occidentale nel quotidiano dopo la caduta del muro è tristemente reale, purtroppo.

    « – Che strano, non è cambiato niente.
    – Perché, doveva cambiare qualcosa? »
    (Dialogo tra Christiane e suo figlio Alex, da Wikipedia eh 🙂 )

    • Stai migliorando, sei arrivato alla tragicommedia! Bravo, bravo. Che mica è sempre necessario perire gravati dalla somma pesantezza del maestro Eijzenstein… 😉

      • Andrea Cisi in ha detto:

        Ricordo un pesante scambio di opinioni in merito col buon Vitto sul vecchio Forum della Cumpa, preferisco non riprendere quei toni >:O

      • Eheh, ok, ok. Che poi in realtà a me piace anche il cinema un tantino greve, a dirla tutta. E comunque (se eri tu) mi devi fare una lista di film western per avvicinarmi al genere, se non ricordo male.
        Ma forse ricordo male. Dannazione, invecchiare.

  6. Mauro in ha detto:

    Forse quello ero io 🙂 (Film western)

  7. Topus in ha detto:

    Se vuoi per il western posso dirti qualcosa anch’io, ma sono molto spaghetti-oriented 😉
    I due trinità li hai già abbondantemente visti e apprezzati, per cui non ho bisogno di spiegarti alcunchè al riguardo. Trait d’union tra i film di trinità e gli spaghetti western potrebbe essere l’ottimo “Il mio nome è nessuno”, protagonista Terence Hill, con Henry Fonda (mostro sacro del western) soggetto di Sergio Leone. Divertente, con il solito personaggio alla Terence Hill, e pure malinconico verso la fine, bellissima colonna sonora e grande regia. Dopo quello puoi spostarti sulla cosiddetta Trilogia del Dollaro di Sergio Leone. Inizierei con il buono, il brutto, il cattivo, gran classico di Leone con tre grandissimi attori, Clint Eastwood, Eli Wallach e Lee Van Cleef, tre grandissimi personaggi, il figo che si fa i cazzi suoi (Eastwood), il figo sporco (Wallach), il figo in nero (Van Cleef). Bello, entusiasmante, con un sacco di topici linguistici leoniani (i primi piani strettissimi e i campi lunghissimi), un super duello decisivo e le parole finali più efficaci della storia cinematografica. Poi puoi passare a “Per un pugno di dollari”, più serio e ingessato se vogliamo, ma molto potente (in questo film la famosa frase “se un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto). Ottimo Gian Maria Volontè nella parte del cattivo. Strepitoso nella parte dell’indio in “Per qualche dollaro in più”, capolavoro a mio avviso. Colonna sonora da brivido, sostenuta dal tema portante del carillon, che non è solo elemento musicale extradiegetico (oooooh), ma è parte fondamentale della realtà filmica. Il suono del carillon all’interno del film è pura emozione. Grandiosi come al solito Eastwood e Van Cleef. Dopo i 3 filmoni della trilogia del dollaro puoi rimanere sempre nella frontiera ovest americana e andare su “C’era una volta il west”, capolavoro epico, monumentale, ma per questo meno leggero e d’intrattenimento degli altri 3. E’ più drammatico e lento nell’incedere, viene dato molto spazio alla musica di morricone (splendida, davvero, certe scene sono sostenute unicamente dalla colonna sonora) e anche in questo caso la musica entra a far parte della storia in modo prepotente, tanto da definire il protagonista “l’uomo con l’armonica”. Bellissima Claudia Cardinale, grandissimo Charles Bronson (l’uomo con l’armonica appunto), inedito Henry Fonda nella parte di uno spietatissimo cattivo. Non va visto con leggerezza e il ritmo forse non è molto adatto ai tempi moderni, ma è veramente epico.
    Più leggero come ritmo, ma ugualmente bellissimo e potente nelle emozioni, è “Giù la testa” di Leone, ambientato in Messico durante la rivoluzione messicana (mescalllll! :D). Non sono mai riuscito a vederlo tutto, accidenti, e quasi quasi adesso me lo scarico. Inutile aggiungerlo, grandissima colonna sonora di Morricone.
    Per il resto non ti saprei dire, il mio western si ferma ai film di Leone, grandioso registicamente, ma anche per aver introdotto personaggi sporchi in quello che era un ambiente stucchevolmente diviso tra buoni e cattivi.

    ti lascio con questo omaggio:

  8. Che ti ha fatto kevin costner? I western sono gli unici che fa bene

    • Kostner? Quella dei pattini?

      No, dai, resto ‘serio’. E vabbhè che Balla coi drupi si può guardare, ma IL film di Kevin Kostner è senza ombra di dubbio Robin Hood. Vale tutto il resto della sua produzione messo insieme.
      E questa foresta ha occhi, lo giuro.

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