Il canneto di Eridu

Un blog per tutti e per nessuno

Almanacco, IX

Nona pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu.
22 ottobre 2012

Esattamente cinquant’anni fa il mondo è sull’orlo della guerra atomica. JFK annuncia che gli aerei spia statunitensi hanno visto che i sovietici stanno installando basi missilistiche su Cuba, a uno sputo di lamantino dalle coste americane, e ha per questo ordinato un blocco navale dell’isola.
Le cronache complottiste dietrologiche tamarroidi posteriori narreranno addirittura di qualche comandante (capitano? ammiraglio? commodoro?, mai stato forte sui gradi militari) di sommergibile con l’ordine di sparare un suppostone nucleare, che ha tentennato, risparmiando al mondo l’inverno nucleare.

La domanda di oggi è atipica. Come vi organizzereste in caso di sopravvivenza a guerra atomica? Occupazione di base, vita itinerante da sciacallo, solitudine, ricerca di sopravvissuti… come insomma?

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9 pensieri su “Almanacco, IX

  1. Penso che in caso di sopravvivenza a guerra atomica, nel giro di qualche mese non sopravviverei.
    Lasciando da parte radiazioni & c., mi ritrovo a pensare che per molti di noi l’autosufficienza, senza le comodità che per noi ormai sono la normalità, sia molto difficile.

    [lol mode on]
    A meno che non si siano viste tutte le puntate di Bear Grylls 🙂
    [lol mode off]

    • Se affronti l’impresa con la certezza di fallire, fallirai…
      Il che non rende vero il contrario, naturalmente (niente è più insopportabile dei cazzoni che “insegnano” l’ottimismo e l’entusiasmo, mi fanno troppo venire voglia di liberarli nel recinto dei leopardi), ma ti pone di fronte all’inevitabile: se vuoi salvarti (e si suppone che tu lo voglia) comincia a organizzarti.
      Io sono convinto che nelle difficoltà ci dimenticheremmo in breve tempo degli agi della vita moderna, e che la voglia di sopravvivere avrebbe il sopravvento.

      • Di sicuro ci dimenticheremmo gli agi della vita moderna, sicuramente la voglia di sopravvivere sarà al top, però per molti sarà la CAPACITA’ di sopravvivere a venir meno.
        Con capacità intendo quelle conoscenze che anche solo pochi decenni fa erano dei nostri bis-parenti, che ora per molti sono dimenticate o comunque poco conosciute che potrebbero aiutare e non poco in situazioni del genere.
        E non intendo cominciare con l’idea di fallire, anche perchè quando ci si trova lì, col cazzo che mi rassegno a fallire 🙂

      • No, no, tu sei già rassegnato! Sarai un agnello in mezzo ai lupi… :-p

        Comunque un buon punto di partenza potrebbe, intanto, cercare di trovare alcuni amici sopravvissuti. Si possono così mettere in comune alcune di quelle conoscenze: io non so riparare un motore, ma so per esempio coltivare piante. Sono sicuro che qualcuno dei miei amici sa far funzionare delle macchine. Qualcuno ha le competenze per decidere come erigere un muro, qualcun altro sa come fare il cemento…
        E poi bisognerebbe razziare il prima possibile il maggior numero possibile di supermercati, per avere sementi e cibo in scatola nell’attesa che le sementi producano cibo.

  2. Luca in ha detto:

    Mi guardo tutte le puntate degli Apocalittici su NatGeo (http://natgeotv.nationalgeographic.it/gli-apocalittici) che sono ricche di consigli utili (e di gente fuori di testa, ma questo è un effetto collaterale di quando vivi in funzione dell’attesa di una qualsivoglia catastrofe)

    In ogni caso ho giocato a Fallout 3, quindi so cosa aspettarmi! ^^

  3. Se sopravvivessi ad una guerra atomica mi considererei la persona più sfortunata del mondo. Cercherei di andare a piedi nei punti di esplosione per beccarmi il maggior numero possibile di radiazioni e morire prima. Oppure cercherei in un ospedale dei farmaci per suicidarmi. Oppure starei solo a guardare il mondo degli uomini che finisce, avverando un mio grande sogno.
    Ma -realisticamente- di me farebbero polpette e sapone dopo avermi stuprata.
    ah, che bel principio di mattinata!

    • Pensa che io invece sono sempre affascinato dagli scenari post-apocalittici. Ma questo devo averlo detto in qualche post, è inevitabile.
      E penso che lasciarsi sfuggire l’occasione di costruire una civiltà diversa sia proprio un peccato.

      • Anche io sono terribilmente attratta dagli scenari post-apocalittici (interessante sintagma), ma tu ci hai messo in mezzo le radiazioni. E a quelle mica sfuggi facendo il postino o coltivando l’orto. In breve saremmo tutti morti, a meno di non ficcarci in quei cunicoli fantascientifici che chiamano “arche”.
        Inizia a togliere le radazioni, e non oscurare il sole, forse avremmo più chance!
        In una società basata sul furto, la violenza e la prevaricazione per accaparrarsi le risorse disponibili cosa ti vuoi ricostruire?
        Polpette e sapone, te l’ho detto.

      • Un esempio di società basata sul furto, la violenza e la prevaricazione è la natura. Quindi è su quella che devi edificare qualcosa. Infatti si parla di progresso, che vuol dire andare verso qualcosa di meglio, ma anche che quello che hai alle spalle è peggio…

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