Il canneto di Eridu

Un blog per tutti e per nessuno

#54. Cineforum.

“Per me… la corazzata Kotiomkin… è una cagata pazzesca!”
[Paolo Villaggio, in “Il secondo tragico Fantozzi”]

Ah, la settima arte! La mervigliosa opera poietica su celluloide! Ah, la sublime realizzazione di una storia non più solo da leggere, sentire, immaginare… ma da vivere insieme ai personaggi!

Quale arte è più potente? Quale più capace di giungere immediatamente a segno?
E quale, quindi, più adatta per far respirare bellezza e meraviglia ai giovini studenti, senza la pesante mediazione del docente?
Nessuna! Solo il cinema! Eh, diciamo più o meno. Ecco.

Più o meno. Visto che da sempre il cineforum scolastico è croce e delizia di ogni alunno. E delizia spesso lo è solo perché taglia un giorno di lezione, e croce perché si è costretti a guardare impareggiabili merdate, e poi a scopiazzarci su un tema l’indomani.

Anche io, nel mio piccolo, ho qualcosa da raccontare in merito.

Per cominciare ricordo che alle elementari avevo un compagno di classe i cui genitori erano proprietari di due belle sale cinematografiche cremonesi – il Corso e l’Italia, oggi sostituite da un complesso di garage e da una sala bingo, per dire del tracollo della civiltà occidentale – di quelle belle di una volta, grandi, con platea e galleria. Sì, lo so, quelle di oggi a multisala con un blocco unico di posti molto ripidi sono più belle e funzionali, ma non vi mancano un po’ quelle grandi sale, con le poltroncine in velluto?
Ma torniamo alla mia infanzia. Dicevo: aveva questi cinema, e ogni anno a Pasqua ridavano un vecchio film Disney – che per noi erano tutti nuovi – ed era sempre un po’ una festa, perché invitava tutta la classe a una proiezione, ed era bello vedere questi super classici. L’univa cosa che non ricordo volentieri era il giorno successivo, con il “componimento”, perché era praticamente obbligatorio dimostrare entusiasmo. Anche se in fondo in fondo lo volevi dire che sì, “Fantasia” sarà pure una figata, ma un po’ le palle te le ha rotte.
Ma che dire, non lamentiamoci delle vacche grasse, dell’erba verde e dei ciccioli caldi, che il peggio era ancora ben lontano dall’arrivare.

Si manifestò, infatti, il peggio, una volta compiuti gli 11 anni e iniziato a frequentare le medie, con una consecutio di lagnose pizze di adolescenti suicidi o con ogni genere di disagio e/o problema esistenziale. Poi dicono che c’è il disagio giovanile.
Voglio vedere quale ragazzino può andare a vedere “Maramao” (una specie di “Incompreso”, ma senza la poesia, 4.2 su 10 su Imdb, per dire), o “Mignon è partita” (psicodramma su una famiglia di cazzoni in cui un ragazzino si innamora della cugina francese ma non riesce a dichiararsi), senza poi pensare che è una fottuta vita di merda.

E agli albori del liceo il cineforum insiste a rivelare dischiudendosi la sua infame natura di patacca, continuando a narrare le storie di adolescenti con tutte le sfighe del mondo (forse per farci sentire meno sfigati?) con “Mary per sempre”, ambientato nel carcere minorile di Palermo.
Ma si avverte chiaramente che qualcosa sta cambiando (in meglio) e così ci concedono “Un mercoledì da leoni”, “Fusi di testa”, “Il tagliaerbe”, “Alien 3″… vuoi vedere che i professori hanno capito che il cinema può essere generazionale senza piangere sul disagio giovanile, può essere dissacrante, visionario sulle nuove tecnologie, cupo e sociologicamente interessante senza per questo parlarci di coetanei suicidi?
Forse, forse.

Ma ecco che sul filo di lana ci propongono (e sono gli anni di tangentopoli) un’astuta manovra commerciale con un film sulle tangenti di Margareta von Trotta, seguita da dibattito in sala alla presenza della regista. Manca, davvero, solo Guidobaldo Maria Riccardelli e Italia-Inghilterra. Ma la vendetta è in agguato, anche se sottile, e quando alla domanda della più viscida delle Calboni in sala, che vuole renderci partecipe del fatto che nella sua visione la scena del giudice che passeggia tra le rovine romane indica lo stato in rovina, e la regista risponde che no, non ci aveva pensato, ma la userà come spiegazione nel prossimo dibattito studentesco, ecco che cade il velo di maya, e la verità, come stronzo estruso un metro sott’acqua, viene a galla in tutto il suo splendore: sì, sì amici. Il cineforum è una cagata pazzesca.

E ora parlate. Ditemi: il più bello ed il più sgrauso tra i film che siete andati a vedere con la scuola. Parola a voi.

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26 pensieri su “#54. Cineforum.

  1. Matteo, detto "Smith" in ha detto:

    Il film migliore visto a scuola fu, sicuramente, “Akira” di Otomo… il peggiore “Il Decalogo parte I, Non Avrai Alcun Dio All’Infuori Di Me” di Kieslovski… peggio della “Corazzata Potemkin” di Eisenstein (che, invece, è un capolavoro!)

    • Grazie per il contributo, Smith!
      Devo dire che al liceo ho sempre evitato con un’accuratezza da cesellatore compulsivo tutte le proiezioni del Decalogo di Kieslowski, dacché erano nell’ambito di cine-off che era facoltativo e pomeridiano.
      Anni dopo l’ho recuperato, e previo dialogo interlocutorio con grande amante del maestro francopolacco ho guarsato i primi quattro. Che dire, sì, ci riconosco l’idea, un bel lavoro cinematografico, forse, ma due palle grosse come la gomma di scorta di un Hummer II, porco mondo. Ora mi sa che regalerò il cofanetto, risparmiandomi gli altri 6.

      La corazzata Potemkin mi ha tirato analoghe palle, anche se, per esempio, del grande maestro Eijzenstein amo moltissimo l’Aleksander Nevskij con le sue dodici inquadrature dell’alba e il combattimento magnifico sul lago ghiacciato, ripreso (citato? plagiato?) in King Arthur.

  2. Non ci sono riusciti. Avevo già visto “Guerre Stellari” da un pezzo e dopo quello, come la storia degli ultimi trent’anni insegna, non si può non amare il cinema.

    Hail to Lucas! Hail!

  3. Sappiamo bene che il Foggio ama la supercazzola a base star wars. Lasciamo perdere lo stasr troll 🙂 . io dico solo che con l’accoppiata mirabile glory e Malcolm x, il cineforum è riuscito nell’ impresa non piccola di farmi odiare Denzel Washington. Mi ci è voluto Tony Scott(pace all’anima sua) per Carmelo riscoprire 10 anni buoni dopo

  4. A noi veramente ci portavano al cinema solo alle elementari.
    per cui il più bello, su cui ho versato le mie calde lagrimucce di bimba e ora verso i miei lacrimoni di quarantenne, è “Red e Toby”.
    Quello che invece mi piacque meno fi ” Le avventure del barone di Münchausen”. Non sono riuscita a capire quale versione. Credo, purtroppo, quella di Terry Gilliam.
    Poi ci hanno portato a vedere “Heidi diventa principessa” e “Mazinga contro Goldrake”. Ed è tutto, credo.

    • Luca in ha detto:

      Quoto il Tala su Malcom X.

      Non so se hai notato, ai liceali facevano vedere Alien 3, fusi di Testa e compagnia briscola, mentre noi geometri vedevamo film soft tipo Vittime di Guerra (che in effetti a 15 anni un pochino mi aveva traumatizzato, solo un pochino però) ^^

      • Noi avevamo un responsabile cineforum che era il nostro professore di filosofia, un individuo atipico, diciamo, a casa del quale abbiamo fatto le 4 ascoltando musica punk… e soprattutto era un critico cinematografico con tanto di testi tecnici sulla cinematografia alle spalle, quindi comunque non il penultimo dei cazzoni.

        Poi, diciamocelo, come professore di storia e filosofia avrei preferito avere chiunque, persino Pacciani.

      • no cazzo vittime di guerra dove stupravano le vietnamite davanti a michael j fox che poi ci restava male per tutta la vita…. cineforum di merda

    • Red e Toby non ha mai divelto gli argini del mio interesse. È uno di quei film che non riesce a prendermi, come Bambi.
      Tra i disneyani ho sempre preferito Robin Hood, by far, o Alice, o la spada nella roccia, o gli aristogatti, o la carica dei 101. Tra i recenti credo Lilo & Stitch.

  5. Topus in ha detto:

    “Fusi di testa” è stata una Sirio luminosa nel buio firmamento del cine-forum (e tutto merito del professore di filosofia).
    “Mary per sempre” è stato il buco nero divoratore di luce e materia posto al centro della galassia. Uno schifo ignobile. Però mi rendo conto che forse non si trattava del valore del film in sè, ma del suo parlare di una realtà degradata, cruda e brutta, che non interessava al me svagato di quegli anni. Troppo reale, troppo crudo e vuoto di speranza per poter suscitare il mio interesse. Il film della Von Trotta, invece, mi era parso proprio brutto. Devo ammettere che molto brutti lo sono stati anche “Il Tagliaerbe” e “Eelieeen Chiuuuubb”, mentre JFK era stato parecchio entusiasmante nonostante le sue tre ore di film. In ogni caso quello del cineforum, indipendentemente dal film da visionare, era giorno di giovialità che non ha mai intaccato la mia passione per il film fantastico e di intrattenimento, ma forse un po’ ha influito sulla mia sospettosità verso il cinema pacco, quello intellettuale e quello francese.

    • C’è poi da dire che, com’è come non è, ma il cinema italiano degli ultimi trent’anni quando affronta un argomento crudo e depressivo ti fa a tua volta deprimere. Per me il cinema non dovrebbe deprimere, ma interessare ed appassionare ad una vicenda anche deprimente.

      • Topus in ha detto:

        Eh, sì. Non dico di spettacolarizzare tutto al limite del baraccone, ma la narrazione visiva ha le sue regole, come quella scritta. Ci passa una bella differenza tra un film fatto male e un film fatto bene, indipendentemente dal soggetto. Poi, diciamo che per me il cinema è più fiction che verità e lo vedo più come uno strumento artistico/espressivo che non sociale/pragmatico; per quello c’è la documentaristica. E anche quella negli ultimi anni ha decisamente virato verso la docu-fiction, perchè, non ci sono cazzi, è più interessante e avvincente da vedere.

      • Poi è chiaro, una docu-fiction ci mette una parte di pensiero dei personaggi e di dialoghi che giocoforza è inventato, ma l’effetto è spesso notevole.

        Io amo molto Lucarelli e le sue trasmissioni, che usano diverse modalità espressive: dal giornalismo, all’intervista, al pezzo di fiction vera e propria, il tutto intervallato dai suoi monologhi che hanno quasi creato uno stile.

  6. andrea cisi in ha detto:

    Come scrivevo in bacheca ‘Il raggio verde’ di Rohmer è una delle peggiori esperienze cinematografiche cui ho mai assistito. Ma all’epoca la scuola viaggiava su quel livello, anche se non ho mai capito come si potesse far vedere ‘Salaam Bombay’ e ‘Top gun’ (due anni dopo l’uscita!!!!) nella stessa rassegna. Cmq il cinema non mi affascinava ancora così tanto, anche se senza rendermene conto causa passione materna stavo già buttando giù l’amore incondizionato per due generi che mi avrebbero segnato, il western e il muscal.
    Un film che mi fa odiare il cinema degli ultimi anni è ‘8 donne e un mistero’ di Ozon.
    Sono uscito prima dal cinema.

    • Topus in ha detto:

      Ciso se ti piace il western e non sei digiuno di videogiochi, devi giocare a Red Dead Redemption, è una figata clamorosa. Sta al western come Fallout sta al postapocalittico.

  7. La questione è che qui buona parte dei commentanti ha visto gli stessi film negli stessi cineforum… La vedo dura citarne di diversi 😉 Una eccezione ce l’avrei perché non credo che tutti abbiano avuto l’onore o l’onere (dipende dai punti di vista) di vedere Forrest Gump in lingua originale in 4a liceo… Impatto psicologico devastante, dato che il 95% dei presenti non aveva idea di cosa fosse la lingua inglese…

    • Topus in ha detto:

      Ora che l’hai citato ricordo che anche noi abbiamo visto Forrest Gump al cinema in inglese. Effettivamente la nostra conoscenza della lingua era scarsina, ma tutto sommato il film nel suo svolgimento era abbastanza capibile. Anzi la scena con John Lennon che parlando tira fuori le prime frasi di Imagine è molto più chiara in inglese che in italiano 😉

  8. Mauro in ha detto:

    Dunque, elementari forse un Red e Toby, ma forse è un falso ricordo, mentre ricordo di aver visto un film su credo una rielaborazione di una favola di Grimm, perchè credo? Perchè era in danese sottotitolato in italiano, il cui principale contributo alla mia formazione è stato l’odio viscerale per qualunque purismo linguistico in campo cinematografico.
    Alle medie noi poveri sfigati di provincia guardavamo i film in sala tv, ma solo quando vi erano le ore buche.
    Alle superiori, miglior film: Il muro di gomma.
    Peggior film “Jona che visse nella balena” il quale al di la di tutto deve il mio giudizio ad un mio scazzo con il preside dell’epoca, il quale da ottimo burocrate non poteva essere un buon pedagogo e pertanto boccio “Schindler’s List” perchè la durata eccedeva l’orario delle lezioni.
    Si scelse quindi un film dallo stesso argomento ma che permettesse di essere trasmesso tra le 9.00 e le 12.00, burocraticamente l’uovo di colombo, praticamente una c****a pazzesca (giusto per rimanere in campo di citazioni cinematografiche).
    Tuttavia il mio miglior ricordo assoluto ai cineforum è legato alla scoperta di una panetteria lungo il tragitto dalla scuola alla sala, ad una delle ultime proiezioni del quinto anno, forti dei nostri “consistenti” budget avevamo comprato in 7-8 giusto quella “quattro o cinque” pizzette/focaccine/paste tali da inondare tutta la sala del profumo tipico della panetteria.
    Ricordo il disappunto della prof di francese, che era addetta alla sorveglianza di sala, che venendo a “redarguirci” mi ingraziai dicendo “professoressa se vuole favore non faccia complimenti” e siccome un po mi aveva in manica, sorvolò 🙂

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