Il canneto di Eridu

Un blog per tutti e per nessuno

Almanacco, XXXVII

Trentasettesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu.
30 novembre 2012

Siamo nel 1979, e nel giorno del 30 di novembre viene pubblicato uno dei dischi che davvero possono essere definiti mitici. La storia del rock non sarà più la stessa dopo il successo di The Wall, dei Pink Floyd, opera rock nella quale il gruppo diventa un meta-gruppo, e l’alienazione di un cantante diventa la base di uno spettacolo epocale.
Il film, con Bob Geldolf come protagonista, ottiene un successo analogo, e lancia un’iconografia inquietante e di successo, con il muro che si costruisce man mano, i martelli che marciano costruendo temi grafici svasticheggianti, i bambini messi nel tritacarne dal professore che si tramutano in vermi…

Quale altro disco può vantare un impatto del genere sull’immaginario estetico collettivo?
Quale copertina di un disco (a parte forse l’altro mito pinkfloydiano del prisma di The dark side of the moon) è più famosa e ha fatto più storia?
Ebbene, ditemelo: qual è la vostra copertina di disco preferita?

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8 pensieri su “Almanacco, XXXVII

  1. Nella storia della musica ci sono copertine che hanno lasciato il segno, piccole opere d’arte. Famose quelle dei Queen, che ad ogni album sfoggiavano uno stile diverso, esattamente come per la loro musica, oppure i King Crimson, psichedelici non solo nella musica. Ma la copertina del cuore, quella che mi porta indietro nei ricordi è comunque Dark Side of the Moon. Per anni ho tenuto un prisma sul comodino…

    • Come darti torto. Rimanendo in campo pinkfloydiano, anche “Atom earth mother” con la sua vacca frisona ha fatto epoca, purtroppo il disco non mi piaceva quanto gli altri due citati, e quindi anche la copertina è stata per me meno mitica.

  2. Atom Earth Mother è il disco più sperimentale dei Pink Floyd… Forse sono l’unico a cui piace, ma ne possiedo orgogliosamente una copia originale 🙂

  3. azza in ha detto:

    La storia del rock e’ stata sconvolta, credo, ben dieci anni prima… 10 ottobre 1969 con “In the court of the crimson king” tutto il disco merita, ma la copertina e la prima traccia, per l’epoca, erano da paura…
    Come gia’ scritto su facebook il disco che ha aperto nuove porte e’ “keeper of the seven keys part I” …e che copertina

  4. Non ascolterò molta musica, ma credo che anche più del prisma dei Pink Floyd si possa scegliere la copertina di “Abbey Road” di un gruppo inglese, aspetta, come si chiamavano…ah si… 😛

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