Il canneto di Eridu

Un blog per tutti e per nessuno

Archivi per il mese di “dicembre, 2012”

Almanacco, L

Cinquantesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu.
26 dicembre 2012

Ok, vi ho fatto attendere un po’, mi sono preso qualche giorno di ferie anche dal blog.
L’evento di cui facciamo memoria oggi risale al 1991, quando il Soviet Supremo sancisce formalmente quello che stava già accadendo nella sostanza: la fine dell’Unione Sovietica.
Dalla fine del colosso russo nacquero 15 stati. Accanto alla Russia, l’Ucraina, la Bielorussia, la Moldavia, le repubbliche baltiche Estonia, Lettonia e Lituania, gli stati caucasici Armenia, Georgia (no, non quella) e Azerbaigian, e infine le repubbliche asiatiche, Kazakistan, Uzbekistan, Tagikistan, Turkmenistan e Kirghizistan (per conoscere qualcosa di questi ultimi consiglio il reportage di viaggio di Colin Thubrow “Il cuore perduto dell’Asia”).

Finisce con questo scioglimento una contrapposizione che ha segnato 45 anni di storia, quella tra USA e URSS (guarda caso due Unioni di stati, non due semplici stati nazionali).

Se mi seguite da un po’ sapete che subisco il fascino dei “secondi” (no, non arrosti e costate), ovvero dei grandi stati perdenti nella loro epoca (hittiti, cartaginesi, sovietici). Qual è la vostra nazione perdente preferita?

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Almanacco, XLIX

Quarantanovesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu.
22 dicembre 2012

Oggi compie gli anni la Costituzione.
C’è chi (Benigni?) dice che è sostanzialmente un testo perfetto.
C’è chi la percepisce vecchia e figlia del contrasto tra le due anime, cattolica e comunista, che l’hanno scritta.

E voi? Se pensate che vada corretta o addirittura riscritta, qual è l’emendamento, il paragrafo, la frase che vorreste scritta nella costituzione del vostro stato?

Almanacco, XLVIII

Quarantottesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu.
21 dicembre 2012

È il gran giorno, dunque. Infine ci siamo.
Lo so, lo so. Starete dicendo: «ma come, ‘sto pirla si scaglia contro indovini, angelologi, criptoarcheologi e gente convinta che gli inca fossero alieni, entusiasmologi e ciarlatani in genere, e adesso crede nelle profezie dei maya?». E avete anche un briciolo di ragione, a dirla tutta.

Ma no, suvvia. Cerchiamo di sospendere per un attimo l’incredulità. Fingiamo che sia tutto vero e che ne siamo assolutamente certi: alle 11:20 (ora italiana) il mondo finirà con la fine del 133° baktun maya. Non sappiamo ancora come finirà, ma finirà. Alla fine i maya avevano ragione: pensate un po’ ‘sto popolo, dal suo angoletto di mondo scavato in un paio di aree della foresta dello Yucatan ha previsto la fine del mondo, ma non la propria.

Eagioniamo ora di conseguenza: mancano poco più di due ore alla fine del mondo, se foste certi del suo ineluttabile arrivo, cosa fareste in queste due ore? Come immaginate di voler passare le ultime ore di sempre?

Almanacco, XLVII

Quarantasettesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu.
19 dicembre 2012

Oggi facciamo gli auguri a Christian Hamill, nato il 19 dicembre 1958. E chi dannataminchia è, direte voi. E avete anche la vostra parte di ragione, perché il frontman dei Kajagoogoo è di certo più famoso con il nome d’arte di Limahl. E ancor più famoso del nome è la sua più celebre canzone, The neverending story, ovverosia La storia infinita, memorabile canzone portante dell’omonimo film.

Sì, memorabile, perché ci sono canzoni che, pur non essendo magari capolavori, si legano tanto indissolubilmente al film da simboleggiarlo come e più del titolo. Penso alla canzone di Ghostbusters, o a Unchained melody per Ghost, alla canzone di Flashdance, al tema di Rocky. E in epoca più recente direi che le canzoni di Titanic, Armageddon e Il gladiatore poco hanno da invidiare ai predecessori.

C’è una canzone o un tema musicale legato a un film che trovate talmente perfetto per quella pellicola (o almeno per il passaggio del film che sottolinea) che non riuscite più a scindere musica e immagini? Vi faccio un esempio: per me Goodnight moon È ormai Uma Thurman in bianco e nero che guida con le lacrime agli occhi…

Almanacco, XLVI

Quarantaseiesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu.
18 dicembre 2012

Bene bene, ormai i giorni che mancano alla fine del mondo ipotizzata dai sapientissimi maya sono davvero pochi, e sappiate che se la supereremo vedrete la nascita di una nuova rubrica (già annunciata nel menu “sorpresa”). Ma per ora accontentatevi del vostro almanacco, e dei fiocchi di neve che imbiancano l’abzu.

La storia che ricordiamo oggi è quella di una famosa e clamorosa bufala, iniziata il 18 dicembre del 1912, esattamente un secolo fa, alla riunione della Geological Society di Londra. In quell’occasione Charles Dawson presentò i resti di un ominide rinvenuto nella miniera di Piltdown, considerato al momento il perfetto anello di congiunzione tra uomo e scimmia… talmente perfetto da non essere vero, visto che il cranio “rinvenuto” altro non era che un falso costruito con pezzi di calotta cranica di un teschio umano medievale, una mandibola di orangutan risalente al ‘400, e alcuni denti di Scimpanzé. Messa in dubbio fin da subito, la bufala fu però definitivamente acclarata e smascherata solo nel 1953, una bufala resistita per ben 41 anni (ed è davvero notevole per l’era contemporanea).

E ora suvvia, amici cari, mentre addobbiamo il canneto per Natale, narriamo di qualche altra clamorosa bufala, qualche falso epocale della nostra era. Ditemi la più bella, la più clamorosa. Raduniamo tutte le bufale che riusciamo a trovare, e portiamole nel grande recinto approntato nel Canneto. Col bestiame potremo iniziare la rivoluzione neolitica e costruire la città di Eridu…

Almanacco, XLV

Quarantacinquesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu.
17 dicembre 2012

In questi ultimo giorni le visite nel canneto vi portano a spasso in posti lontanucci. Anche oggi, tranquilli, anche oggi.
Vi porto indietro nel tempo di soli nove anni, al 2003, quando supera per la prima volta la barriera del suono lo SpaceShipOne, una navicella suborbitale che sarà di lì a poco la prima “astronave” costruita esclusivamente con fondi e progetti privati in grado di raggiungere i 100 km di altezza, la quota considerata “spazio” (ma ancora lontana dalle quote toccate in orbita dagli SpaceShuttle o dalle Soyuz).

Inutile che vi dica che ‘sta cosa mi piace un sacco!

Ma veniamo alla nostra domanda quotidiana. Tra le tante imprese spaziali fin qui compiute, tra le tante navette o sonde fin qui lanciate, qual è la vostra preferita?
Non vi faccio mistero fin da subito che ho sempre amato il Voyager 2 (ricordo da piccolo le dirette per il passaggio da Urano e la scoperta degli anelli, e poi da Nettubo) e il suo diretto discendente, New Horizon, che in un paio d’anni raggiungerà Plutone e dal quale mi aspetto moltissimo…

#57. Generazione.

Qui nel canneto di Eridu, insieme, abbiamo parlato di alieni, di fate, di difensori della terra e di ribelli. Abbiamo processato per tradimento Tristano, assolvendolo, e Lancillotto, sul quale dei dubbi ci sono rimasti. Ci siamo identificati in Teseo, Orfeo e Narciso, e financo in una statuetta del presepe. Abbiamo bevuto l’acqua fresca del canneto di Eridu, l’acqua della prima civiltà. Abbiamo dato una pacca sulla spalla a Gilgamesh e CuChulainn, e un calcio in culo a qualche stronzo che se lo meritava. E abbiamo incontrato personaggi famosi ed eventi eclatanti con l’almanacco, confrontandoci su un sacco di cose.

E mentre ci siamo distratti in queste amene attività, forse mentre stavamo girovagando in barca nel canneto, cercando di pescare l’argenteo luccio, o la tinca nascosta nel fondo fangoso, fuori da qui deve essere accaduto qualcosa.

Ma facciamo un salto indietro di 17 anni, quando al mio primo anno di università ho incontrato un gioco eccezionale, che mi ha sconvolto per quanto era bello, e per la grande idea che poneva nella preparazione del proprio “mazzo”, più che nella partita vera e propria, il nodo centrale del gioco. Mi riferisco naturalmente a Magic the Gathering, il gioco do carte collezionabili di Richard Garfield che può a ben diritto essere considerato responsabile di un’autentica rivoluzione culturale nel campo dei giochi, imitato da una folta platea di merdate successive, da YuGiHo ai Pokemon, per dire.
Ebbene, questo cappello non c’entra una mazza con l’argomento che vado a trattare, ma ricordo che un ragazzo che conoscevo all’università giocava con un mazzo nero (diciamo una roba da tenebra e male) e quando stava vincendo soleva dire: «senti questo rumore? Sono le truppe delle tenebre che arrivano…».

Ecco, al giorno d’oggi ho questa sensazione, mi sembra di sentire un gran rumore di fondo, un ritmico picchiare di ferro sulla strada, di zoccoli nella nebbia, lo stridìo del nazghul, l’alito del drago che aleggia, panico e stridore di denti. In pratica mi trovo d’improvviso che si va verso le elezioni e non so vedere altro che armate maligne dietro ogni angolo. Come se la possibilità di fare buona politica non esistesse, la possibilità di essere ragionevoli sia stata spazzata via. O gente conforme a quanto visto finora, e si è visto del bello schifo, o cazzari sparatutto. Ma gente giovane e con idee convincenti, luce insomma, non ne vedo. Come se la mia generazione fosse morta prima di nascere (a livello politico), come se avesse abdicato anzitempo a favore dei padri o dei nonni. Siamo numeri, e numeri sbagliati, perdenti.

“People try to put us d-down (Talkin’ ‘bout my generation)
Just because we g-g-get around (Talkin’ ‘bout my generation)
Things they do look awful c-c-cold (Talkin’ ‘bout my generation)
Yeah, I hope I die before I get old (Talkin’ ‘bout my generation)”
[The Who, “My generation”]

Siamo quelli che non trovano lavoro e se lo trovano fa schifo e se non fa schifo lo perdono. Siamo quelli che non sono aiutati dai sindacati, né dalla politica. Siamo la canticchiante e danzante merda del mondo, e ci dividiamo tra quelli che vengono schiacciati e non reagiscono e quelli che vogliono distruggere tutto, a costo di distruggere se stessi.

Ma il nostro momento è ora, o non lo sarà mai più. Non è facile, ma è questo il momento in cui dobbiamo tirar fuori le palle e le idee. Siamo quelli malcagati dalle risposte? Ebbene, dobbiamo diventare la nostra risposta alle domande che abbiamo. Dobbiamo fare politica con la testa, perché farla con l’abitudine non ha funzionato, né col pugno, né col pisello.

La generazione prima della nostra ha avuto grandissimi sogni ma li ha dimenticati. La nostra non ha mai sognato: è ora di iniziare a farlo.

Perché se non lo facciamo, questo rumore di zoccoli, e ferro sulla strada, e l’alito gelido degli spettri, ci dividerà e confonderà e isolerà e ucciderà. E i caporali e i generali delle forze del male saranno gli unici ad uscire in piedi da questa guerra.

Almanacco, XLIV

Quarantaquattresima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu.
14 dicembre 2012

Ed eccoci al 14 dicembre. Nel 1911, 101 anni fa, il 14 di dicembre abbiamo una delle più grandi e belle imprese geografiche di sempre: Roald Amundsen e quattro suoi compagni di viaggio, con 16 cani da slitta, sono i primi esseri umani a raggiungere il polo sud.

E la domanda di oggi è questa: qual è il vostro esploratore, la scoperta geografica o l’impresa esplorativa che più vi piace e affascina?
Colombo? Cook? Magellano? Vasco da Gama? Amundsen? Scott? Marco Polo? Messner? Gagarin? Armstrong?
A voi!

Almanacco, XLIII

Quarantatreesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu.
12 dicembre 2012

Stanotte arriva santa Lucia! Avete preparato il fieno per l’asinello? E un bicchiere di latte e biscotti?
Andate a nanna presto, o arriva la sabbia negli occhi e domani vi trovate solo il carbone!

E ora, tornate un attimo bambini, e raccontate qual è stato il regalo che vi ha portato santa Lucia (o Babbo Natale, o la Befana, o Gesù bambino, o il Grande Cocomero, o chessoio) che ricordate con più affetto, quello che vi ha fatto più gongolare, il top.
E poi esplodete di infantilismo e ditemi che regalo vorreste ricevere oggi. Niente utopie: un posto di lavoro decente, un governo serio e onesto e la pace nel mondo non sono risposte accettabili, santa Lucia non ci può fare niente, lì. Accontentatevi di un gioco per l’icsbocs o delle paste, eh…

Almanacco, XLII

Quarantaduesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu.
11 dicembre 2012

Oggi compie ha compiuto (uso il passato perché manca davvero poco alla mezzanotte) un’icona della canzone italiana, quel Gianni Morandi le cui canzoni scatenano invariabilmente, ancora oggi, allegri cori non appena vengono intonate.

Oggi ho letto che i vertici RAI, visto l’imprevisto approssimarsi delle elezioni (con conseguente poderoso calcio in culo ai decreti sulla spending review non ancora convertiti in legge, come quello sulle province) pare stiano decidendo di rinviare il festival.

Da pochi giorni io e la mia compagna abbiamo deciso di dare un po’ di compagnia omospecista al nostro furetto, che porta il nome Lucio.

Morandi. Sanremo. E Lucio, come Battisti, come Dalla. Sommate tutto questo e ditemi se c’è una canzone sanremese alla quale non resistete, dovete cantarla a squarciagola.

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