Il canneto di Eridu

Un blog per tutti e per nessuno

#57. Generazione.

Qui nel canneto di Eridu, insieme, abbiamo parlato di alieni, di fate, di difensori della terra e di ribelli. Abbiamo processato per tradimento Tristano, assolvendolo, e Lancillotto, sul quale dei dubbi ci sono rimasti. Ci siamo identificati in Teseo, Orfeo e Narciso, e financo in una statuetta del presepe. Abbiamo bevuto l’acqua fresca del canneto di Eridu, l’acqua della prima civiltà. Abbiamo dato una pacca sulla spalla a Gilgamesh e CuChulainn, e un calcio in culo a qualche stronzo che se lo meritava. E abbiamo incontrato personaggi famosi ed eventi eclatanti con l’almanacco, confrontandoci su un sacco di cose.

E mentre ci siamo distratti in queste amene attività, forse mentre stavamo girovagando in barca nel canneto, cercando di pescare l’argenteo luccio, o la tinca nascosta nel fondo fangoso, fuori da qui deve essere accaduto qualcosa.

Ma facciamo un salto indietro di 17 anni, quando al mio primo anno di università ho incontrato un gioco eccezionale, che mi ha sconvolto per quanto era bello, e per la grande idea che poneva nella preparazione del proprio “mazzo”, più che nella partita vera e propria, il nodo centrale del gioco. Mi riferisco naturalmente a Magic the Gathering, il gioco do carte collezionabili di Richard Garfield che può a ben diritto essere considerato responsabile di un’autentica rivoluzione culturale nel campo dei giochi, imitato da una folta platea di merdate successive, da YuGiHo ai Pokemon, per dire.
Ebbene, questo cappello non c’entra una mazza con l’argomento che vado a trattare, ma ricordo che un ragazzo che conoscevo all’università giocava con un mazzo nero (diciamo una roba da tenebra e male) e quando stava vincendo soleva dire: «senti questo rumore? Sono le truppe delle tenebre che arrivano…».

Ecco, al giorno d’oggi ho questa sensazione, mi sembra di sentire un gran rumore di fondo, un ritmico picchiare di ferro sulla strada, di zoccoli nella nebbia, lo stridìo del nazghul, l’alito del drago che aleggia, panico e stridore di denti. In pratica mi trovo d’improvviso che si va verso le elezioni e non so vedere altro che armate maligne dietro ogni angolo. Come se la possibilità di fare buona politica non esistesse, la possibilità di essere ragionevoli sia stata spazzata via. O gente conforme a quanto visto finora, e si è visto del bello schifo, o cazzari sparatutto. Ma gente giovane e con idee convincenti, luce insomma, non ne vedo. Come se la mia generazione fosse morta prima di nascere (a livello politico), come se avesse abdicato anzitempo a favore dei padri o dei nonni. Siamo numeri, e numeri sbagliati, perdenti.

“People try to put us d-down (Talkin’ ‘bout my generation)
Just because we g-g-get around (Talkin’ ‘bout my generation)
Things they do look awful c-c-cold (Talkin’ ‘bout my generation)
Yeah, I hope I die before I get old (Talkin’ ‘bout my generation)”
[The Who, “My generation”]

Siamo quelli che non trovano lavoro e se lo trovano fa schifo e se non fa schifo lo perdono. Siamo quelli che non sono aiutati dai sindacati, né dalla politica. Siamo la canticchiante e danzante merda del mondo, e ci dividiamo tra quelli che vengono schiacciati e non reagiscono e quelli che vogliono distruggere tutto, a costo di distruggere se stessi.

Ma il nostro momento è ora, o non lo sarà mai più. Non è facile, ma è questo il momento in cui dobbiamo tirar fuori le palle e le idee. Siamo quelli malcagati dalle risposte? Ebbene, dobbiamo diventare la nostra risposta alle domande che abbiamo. Dobbiamo fare politica con la testa, perché farla con l’abitudine non ha funzionato, né col pugno, né col pisello.

La generazione prima della nostra ha avuto grandissimi sogni ma li ha dimenticati. La nostra non ha mai sognato: è ora di iniziare a farlo.

Perché se non lo facciamo, questo rumore di zoccoli, e ferro sulla strada, e l’alito gelido degli spettri, ci dividerà e confonderà e isolerà e ucciderà. E i caporali e i generali delle forze del male saranno gli unici ad uscire in piedi da questa guerra.

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11 pensieri su “#57. Generazione.

  1. E quindi alla fine apocalisse per tutti e il foggio a dorso di mulo che consegna la posta in Molise. 🙂

  2. Ho l’impressione che la politica sia morta. Io i miei sogni li ho, e come me tanti altri (anche tu, credo). Il problema è vivere in uno stato difficile, dove fare le cose per bene significa aggirare il comune senso di immobilità di cui le generazioni precedenti hanno responsabilità. Ma come si spiega a loro che le loro conquiste oggi non valgono più? Che loro non volevano per noi un lavoro di merda, ma a forza di difendere il loro, non vedevano le gabbie dove il mercato ci infilava. Discorso complesso, sarebbe come dire che noi siamo i cinesi della generazione prima. La politica in Italia è comunque in subordine ad interessi monetari. L’Europa ci chiede una politica perlomeno sveglia, spero tanto che noi non ci riaddormentiamo.

    • Quello che mi chiedo io è: può la generazione che ha causato la morte riscattarsi con un rinascimento? Possono i partiti che hanno distrutto tutto mettersi a ricostruire? Possono addirittura gli stessi uomini che negli ultimi vent’anni hanno bruciato tutto e pisciato sulle rovine fumanti permettersi di decidere del nostro destino, col nostro benestare?

      Adesso, che le generazioni precedenti abbiano lavorato per il nostro bene o per il nostro male, il male hanno fatto. E adesso non possiamo più delegare.

  3. Mauro in ha detto:

    Non è vero che non c’è dialogo intergenerazionale, è solo che sono sordi e ciechi percui….il problema è che sono tanti e quindi ovunque, li abbiamo perfino in casa nostra, li chiamiamo mamma e papa…e dopo è difficile combattere contro qualcuno con cui, anche se non ci vivi insieme, alla fine qualcosa gli devi.

    Il problema è che a volte ci credono pure, percui non è facile spiegare a pensionati e ultracinquantenni che marciano compatti per quelli che credono i tuoi diritti che non sono quelli i diritti che vuoi, ma ne vuoi altri e poi hanno una capacità di dissociazione che rasenta il caso clinico (a livello aggregato sia chiaro) .

    2.000.000.000.000 di € di debito pubblico senza che nessuno si ponga veramente il problema di come rientrare a livelli adeguati. Pensano che la “cura Monti” sia una dieta “estiva” non hanno capito che è (e deve) essere l’inizio di una dieta dimagrante e che bisogna decidere a quale cibo rinunciare in maniera strutturale, perchè con l’esercizio fisico (le tasse) puoi solo contenere l’obesità ma non sconfiggerla.
    Vuoi i servizi? Allora scordati cosi tanti impiegati nel pubblico, vuoi il “lavoro”? scordati i servizi (però poi mi spieghi che c…o te ne fai di una pubblica amministrazione che non produce servizi).
    Non ti va bene? Allora fai la Rivoluzione, quella vera, pero caro amico 68tino permettimi di dubitare, non hai fatto la rivoluzione 20 anni perchè ti sei “accontentato” di uno stato sociale bulimico (che forse ci si poteva anche permettere allora) e la vuoi fare ora a 60? In ogni caso buttare nel cesso il nostro debito pubblico (al netto di quello che succede all’estero) significa semplicemente non pagare interessi (ne rimborsare) i vari bot e btp…il che significa che chi ha risparmiato la prende in quel posto e chi non ha risparmiato ci guadagna, quindi vedete un po voi…noi presi come generazione under45 non abbiamo nulla da perdere, visto che di nostro non possediamo praticamente nulla…

    • Questa decisione qualcuno la deve prendere, e non può che essere qualcuno della nostra generazione.
      Purtroppo vedo che ogni volta che qualcuno sotto i 50 si affaccia, viene eliminato, abbattuto, corrotto, cooptato, spedito a occupare ruoli secondari.

  4. Ho meditato molto se rispondere o no, ma la mia risposta non cambierà nulla, al massimo farà un po’ riscaldare gli animi.

    Premetto che “Magic, l’adunanza”, era per me un “gioco per mocciosi” e che questo la dice lunga su che differenza di età ci sia tra te e me, e che forse non avrei diritto di rispondere per sopraggiunti limiti di età.

    Però voglio dire qualcosa anche io. Cos’è il rumore di zoccoli? Il rumore di zoccoli, la sensazione di freddo nel corpo di Frodo dopo essere stato colpito a Colle Vento, non sono le persone che seggono al Parlamento e al Senato italiani, o il loro Presidente. Loro sono solo dei ben miseri conniventi.
    Chi detiene quel potere è ad un livello molto più alto di quello. Come voler paragonare High Aldwin a Sauron. Un po’ come le carte di Magic o un personaggio di D&D.
    Ma qui non parliamo che raramente di persone fisiche, ma di organizzazioni.
    La struttura economica nota come capitalismo ha dato i natali al suo figlio oscuro, il neo-liberismo, di cui tutti noi, volenti o nolenti siano schiavi.
    Solo in pochi hanno del potere su di esso, perchè esso stesso ha una grande variabilità dovuta ad una enorme moltitudine di fattori, ed è come se vivesse di vita propria.
    Fuor di metafora hanno creato qualcosa che non riescono a controllare pienamente, ma in cui riescono a navigare, a patto che altri remino al loro posto.
    Noi siamo i rematori. Lo siamo sempre stati e continueremo ad esserlo finchè esisterà un sistema economico basato non sulla produzione ma sul consumo (cfr. Daniel Bell) e sul plusvalore non reinvestito nell’impresa.

    Io non so cosa dovrebbe fare la tua generazione, ma so che una buona parte della mia non si sente figlia di questa nazione, che una gran parte del popolo meridionale vorrebbe l’indipendenza da uno stato che li ha solo sbeffeggiati, depredati e insultati. Quello che vorrei dalla mia generazione sarebbe che leggesse, leggesse e prendesse coscienza di ciò che è iniziato per noi nel 1861 (e cosa si è concluso). E da ciò le logiche conseguenze.

    Non credrere, non sono una bombarola folle, e quando scrissi ad una delle prime domande che ponesti, che nome avrei dato ad un’astronave , scrissi “Gloria Mundi”. Perchè desidero davvero che il mondo intero si copra di gloria, e che noi avanziamo tecnologicamente e umanamente. ma questo non potrà mai avvenire solo con unioni cartacee (vedi Unione Europea) e disconoscimento delle identità dei popoli e della loro storia.

    E la brutta notizia, amico mio, e che non possiamo farci niente, perchè io e te siamo stati progettati, con formuile meno fantascientifiche ma altrettanto ingegnose di quelle descritte ds Aldous Huxley, per essere dei remissivi, dei proni acquiescenti. Ci hanno allevao come degli esecutori, e non sapremmo fare nient’altro che questo. E chi viene dopo di noi sta anche peggio, e se vuoi averne una conferma, leggiti una delle domande difficili del quiz per gli insegnanti (del tipo: “Cos’è un’abluzione”).

    ma permettimi un rigurgito di speranza con una frase proveniente da un libro che non mi capita di citare spesso: Temi l’ira del giusto”.

    • Ok, c’è voluto qualche giorno per riprendermi dallo choc del “gioco per mocciosi”, ma in fondo non posso che dire “perdonali perché non sanno quello che dicono”.
      Ho da sempre una profonda “cultura del gioco”, e tra i moltissimi giochi che ho provato, riprovato e talvolta amato, Magic occupa un posto particolare, grazie alle enormi innovazioni che ha introdotto.

      Detto questo, che dire. Le spinte centrifughe sono sempre forti quando il centro non è un buon padre di famiglia, ma un fastidioso aguzzino, o anche solo quando in tempo di crisi è percepito come tale.
      Per questo non mi stupisco di fiamminghi, scozzesi, catalani, e financo i pittoreschi “lumbard” di qualche anno fa (certo oggi è tutt’altra storia). E bada bene: spesso le rivendicazioni sono piucchelegittime. Ci sono ragioni storiche, culturali, linguistiche, amministrative e sociali per cui ciascuno dei suddetti popoli (ma anche i sardi, i corsi, i tirolesi, i giuliano-dalmati, i due-siciliani, i bretoni, e infine e soprattutto i baschi) può volere, anelare o pretendere l’indipendenza.
      Ma dobbiamo tener presente che noi europei siamo gente grama, disposta a dividersi valle dopo valle, e ne sanno qualcosa i mongoli che conquistarono il mondo ma rinunciarono all’Europa, perché conquistare una valle o una città qui non significava nulla. Abbiamo una tradizione di città stato, ascendente ai greci che sono i nostri padri spirituali, e di tribù germaniche indipendenti le une dalle altre.
      Ma arriva un momento in cui questo schema non funziona più e diventa insufficiente ad affrontare le nuove sfide che il pianeta ti pone.
      E se da un lato siamo grami, dall’altro, quello delle conquiste sociali, siamo mostruosamente avanti, ed è ora che la voce europea non sia più la voce dei saggi sumeri, autorevole ma solo tramandata dai sovrani accadici, ma sia la voce di Ur-Nammu.

      • Il punto è proprio questo: noi non siamo europei, non lo siamo mai stati. Siamo mediterranei.
        Credo che l’Europa, oggi come oggi non sia che una versione “oscura, malvagia” di ciò che hai in mente tu e di ciò che desidero io (e forse tutti). Uno stato sovrastatale, che ci protegga e ci aiuti a esplorare le nostre mille differenze, unendole.

        Magin non lo conosco, non ci ho mai giocato. Molti mi dicono che è bello, ma io vengo dalla “scatola rossa” di D&D, da “Consulting Detective”. Quando arrivò Magic in Italia, io facevo il corso superiore di illustrazione all’IED di Roma, e quando un pischelletto del primo anno portò un mazzo di carte, ce la facemmo sotto dal ridere per quanto erano disegnate male.
        Ma il senso era: sei giovane e io un po’ stagionata.

      • Oh beh, ma qui veniamo tutti dalla “scatola rossa”…

        L’Europa non è un’entità astratta distinta dagli stati che la compongono: ne è un’emanazione, ed è tanto più oscura e malvagia quanto più sono oscuri e malvagi coloro che la compongono (più un 10% dato dall’attrito tra gli opposti egoismi).
        Le differenze storiche e culturali non hanno necessità di riflettersi in confini territoriali (come in capoluoghi provinciali del resto).

      • In una “emanazione” rispettosa delle differenze culturali e commercilai questo sarebbe vero. Ma ora come ora l’Europa è il territorio di caccia (di soldi) della Germania.
        Perchè secondo te tante nazioni hanno chiesto l’indipendenza o continuano a chiederla?
        Evidentemente le risposte che ci sono adesso sono insoddisfacenti.

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