Il canneto di Eridu

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Bestiario, II

Seconda pagina del Bestiario del Canneto di Eridu.
Il sirrush

Mesopotamia. Con questa pagina del Bestiario il Canneto di Eridu torna a casa, nell’antichissima terra tra i due fiumi che ha visto nascere la città, la scrittura, la birra e gli insaccati.
La figlia più splendente di queste terre fu di certo Babilonia. E le sue mura, e la sua porta più bella, detta la porta di Ishtar, vennero ricoperte da Nabucodonosor II da piastrelle vetrificate blu, e in oro mise dei leoni, dei tori e dei sirrush a difesa della città.

«E che minchia è il sirrush?» direte voi. E sarete portatori di ben poco rispetto, tanto per cominciare, viso che la «bestia» di cui stiamo parlando era una specie di drago, una creatura-chimera con il corpo da leone, ricoperto da squame, con i quarti posteriori da uccello e la testa da rettile. Secondo alcuni un varano (poteva essere un animale inventato visto che era ritratto con leoni e tori?), secondo altri una creatura allegorica, una specie di essere ideale che univa le caratteristiche di vari animali. Secondo altri l’evidentissima prova che le divinità babilonesi erano alieni…

E ora a voi: create una chimera. Unite le caratteristiche fisiche o morali di creature esistenti, e date corpo alla vostra invenzione.

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8 pensieri su “Bestiario, II

  1. Topus in ha detto:

    Se non sbaglio era anche parte del tuo segno zodiacale sumero 😉

    Io adoro gli Apkallu, con la loro testa da uccello, più per una questione visiva, hanno un aspetto aggressivo e incutono senso di rispetto.
    Per la chimera da inventare vado sul gargantuesco, un elefante-balena, con testa da pachiderma e corpo da balena, con coda dotata di rostro velenoso, tipo scorpione.
    E chiaramente usa la proboscide anche tipo snorkel, per respirare fuori dall’acqua 😉

    Il nome? Boh, Balefante Scorpione? Scorpiofante Balena? Balefantone? Scorbalefante?

    • Bellissima creatura. Ma è bestia orrida e laida che si nutre di poveri marinai strappandoli giù dalle navi, o timido e schivo gigante che usa il veleno solo in estrema necessità per salvare i cuccioli, si nutre di alghe e salva i marinai caduti a mare?

      Incidentalmente, e in linea con l’attualità, se fossi il capo della coalizione o il fottuto candidato premier di qualche schieramento politico, userei il Sirrush come simbolo.

      • Topus in ha detto:

        La coda velenosa suggerirebbe una natura aggressiva, però lo vedo più come una bestia mite, comunque temuta dagli stolidi e superstiziosi marinai, salvo il caso in cui un marinaio finisce in mare a viene salvato da uno di essi e fa amicizia e impara a conoscerli meglio, ma poi arrivano i balenieri cattivi e ne esce un film di Cameron.

      • Finale atroce… soprattutto perché Cameron ne fa un film 😉

  2. sarah in ha detto:

    il sirrush sbaglio o è riprodotto sulla porta di Ishtar? è una meraviglia archeologica ben valorizzata nel museo del Pergamo di Berlino!mozza il fiato..in quanto chimera io ho scarsa fantasia

    • esatto! non hai idea di quanto tempo sono rimasto a fissare quella porta, e l’idea di vederla in mezzo alla piana mesopotamica invece che in un museo nord-europeo… da brivido.

  3. Opporkann!Confesso la mia ignoranza. E’ la corpertina di un libro d’arte che ho e a cui tengo moltissimo, ma non sapevo che i bravi tedeschi se la fossero portata a casa loro, credevo stesse dovre dovrebbe stare. Insomma, un po’ come il fatto che il secondo museo egizio per importanza sta in inghilterra. Che cacchio. Se ne parlò di queste cose e dissero qualche panzana in proprosito ma non ricordo quale. per pezzi di tale importanza il luogo di esposizione è fondamentale. mah.
    Come chimera, che ne diresti di un Vittorio Sgarbi con la voce di Daverio e il corpo di Ferrara?
    Come si potrebbe chiamare? Sgarveriofer?

    • Ti dirò, in un mondo ideale sarei d’accordo con te. Nel nostro mondo sono felicissimo che i tedeschi mi abbiano dato la possibilità di vedere la porta di Babilonia senza portare alle stelle la mia probabilità di decesso nell’intorno del momento della visione. Vorrei fosse in Europa anche la ziqqurat di Ur-Nammu. Magari a Brescia, giusto per fare almeno mezz’oretta di strada per vederla con il brivido del viaggio.

      La tua chimera è insopportabile per la mia psiche. Ora comprendo l’indicibile lovecraftiano.

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