Il canneto di Eridu

Un blog per tutti e per nessuno

Almanacco, LXV

Sessantacinquesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu
14 febbraio 2013

Salto indietro nel tempo, per questo terzo post odierno. Dopo il bestiario e il racconto, eccoci qui di nuovo per un bell’almanacco. E chissà che gli idoli d’argilla di Eridu non finiscano per portarmi lume anche per un tema, e fare un clamoroso en plein giornaliero di tutte e quattro le rubriche (e a proposito di rubriche: ci saranno novità).

Il salto indietro di oggi ci riporta all’anno del Signore 842, quando abbiamo un evento di un certo peso per la storia europea.
Si è soliti considerare Carlo Magno uno dei padri dell’Europa, memori del suo lungo governo su francesi, tedeschi e italiani contemporaneamente. Eppure già possiamo imputargli una mancanza che fino a oggi perdura: la mancata estensione dell’Europa fino a Costantinopoli, a causa di un mancato accordo per le nozze con l’Imperatrice bizantina Irene la Grande.

Il figlio Ludovico il Pio, poi, diede un deciso colpo di grazia ulteriore all’unità dell’Impero, dividendolo tra i figli Carlo il Calvo (cui lasciò la Francia occidentale, l’odierna Francia), Ludovico il Germanico (erede della Francia orientale, odierna Germania) e Lotario (Imperatore).

I fratelli Carlo e Ludovico, poi, il 14 febbraio dell’842, si incontrarono a Strasburgo e giurarono, ciascuno nella lingua dell’esercito dell’altro, di essere alleati e nemici di Lotario. Questi giuramenti sono la prima testimonianza scritta di una lingua romanza (l’antico francese, per la parte giurata da Ludovico il Germanico). L’effetto fu il ridimensionamento dell’area governata da Lotario, che si restrinse alla fascia comprendente Olanda, Fiandre, Alsazia e Lorena, Svizzera, Lombardia (la terra dei longobardi) e tutto il regno d’Italia.

Curiosamente, la divisione più o meno persiste tutt’ora. A parte il fatto che l’eterogeneo regno di Lotario si è ulteriormente frammentato. Con ulteriore curiosità possiamo notare che la terra occidentale fu quella degli scrittori (trovatori, chanson de geste, romanzi cortesi, e poi via via fino ai romanzi francesi dell’Ottocento), la terra orientale quella dei musicisti e dei filosofi, la lotaringia quella del commercio e delle arti figurative (unendo in questo tanto i mercanti delle Fiandre ai banchieri della Toscana, ai mercanti veneziani, ai lanaioli fiorentini, ai genovesi, e poi agli olandesi con la loro Compagnia delle Indie, ma anche la magnificenza della Roma dei papi, del Rinascimento toscano, della pittura fiamminga). Il tutto con lodevoli eccezioni per le quali non vale qui la pena di grattugiarmi la minchia.

Ora, qual è il vostro dipinto rinascimentale preferito?

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13 pensieri su “Almanacco, LXV

  1. Topus in ha detto:

    La mia ignoranza abissale in campo artistico mi impedisce di esprimermi con piena consapevolezza, nondimeno provo comunque a esprimere il mio giudizio. Mi rendo conto che i massimi maestri sono altri, Caravaggio, Leonardo, ecc. però a me, da ignorante, piace un sacco Bosch, perchè è pienissimo di figure strambe, allegorie, e cose da vedere. Tipo il giardino delle delizie.
    Però ho anche un ricordo abbastanza vivido di un quadro che abbiamo visto in Portogallo, valore artistico irrilevante, ma allegoria che mi aveva colpito. Il classico memento mori dell’epoca, si chiama “In Ictu Oculi”, ma si parla di Seicento, credo.

    • Bosch è superbo, come Bruegel del resto. E ti dirò, sarò un cazzone in tema artistico, ma a me (lo dico?)… a me… (lo dico?)… a me Caravaggio fa cacare.
      Ecco, l’ho detto.

  2. sarah in ha detto:

    la dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci che però è seguito dalla Flagellazione del Cristo di Piero della FRancesca…

  3. sarah in ha detto:

    appunto! è un quadro meraviglioso nella sua impostazione elegante e “semplice” mentre l’altro di PIero è più concettuale

    • Io da un lato adoro la leggerezza delle madonne di Filippi Lippi e delle dee di Botticelli. Dall’altro ho un’opera stupenda che adoro: San Giorgio e il drago di Cosmè Tura, a Ferrara. Col suo cielo giallo, è più moderno di Mondrian o Dalì.

  4. sarah in ha detto:

    Cosmè è iteressante ma Botticelli non è nelle mie corde. uscendo fuori dal contesto rinascimentale e cadendo nel manierismo guardati il panneggiato di Rosso Fiorentino geniale!

    • C’è stato uno splendido angioletto musicante di Rosso Fiorentino in una mostra a Cremona. Bellissimo, anche se in generale non amo i suoi volti.

      • sarah in ha detto:

        a volte un artista piace per un dettaglio che colpisce particolarmente, per esempio io non impazzisco per Raffaello ma i suoi colori sono magnifici

      • anch’io in generale non impazzisco per raffaello, anche se la madonna della seggiola strappa il cuore da tanto è bella

      • anch’io in generale non impazzisco per raffaello, anche se la madonna della seggiola strappa il cuore da tanto è bella

  5. sarah in ha detto:

    interessante è anche il lato scultoreo del rinascimento!come Donatello!!effettivamentela Madonna della seggiola è interessante!

    • La scultura non mi suscita le stesse emozioni della pittura. Limite mio.
      Che poi non è neanche vero, diciamo che non amo la scultura rinascimentale, preferisco i bassorilievi medievali, o la scultura antica (greca, egizia, mesopotamica).

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