Il canneto di Eridu

Un blog per tutti e per nessuno

Almanacco, LXXII

Settantaduesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu
15 marzo 2013

Ok, siamo arrivati alle “idi di marzo”. Nel 44 a.C. Giulio Cesare viene assassinato da un gruppo di senatori romani, e da questo omicidio il mondo romano inizia a sgretolarsi e mutare, crolla in una nuova guerra civile che porterà dapprima alla fine dei congiurati Bruto e Cassio, e poi alla guerra tra Ottaviano e Marco Antonio e all’Impero.
Nella storia non è il primo né l’ultimo omicidio al vertice che potrebbe aver influito in maniera determinante a cambiare la storia. Un altro, molto più recente e forse meno decisivo, è stato quello del Presidente americano John Fitzgerald Kennedy.
Quando mi trovo di fronte a personaggi storici importanti che di colpo vengono uccisi così mi resta una specie di magone. Cosa avrebbe potuto fare se non fosse stato ucciso? Quale strada avrebbe preso la storia del pianeta?

A voi ora. C’è qualche storico omicidio che quando viene narrato finisce per darvi quello stesso senso di magone? Quella sensazione di «peccato, non sapremo mai come sarebbe andata con lui»?

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21 pensieri su “Almanacco, LXXII

  1. sarah in ha detto:

    ce ne sono tanti! a partire dall’uccisione del Medici nella conguira dei Pazzi! Se i Pazzi non portato a termine la congiura sarebbe in qualche modo mutato il corso della storia fiorentina?e se Trotsky fosse vissuto avrebbe potuto modificare in modo sostanziale la storia del comunismo russo e non?

  2. Bob Kennedy senza dubbio.
    Gli uomini di potere se la passano male, se sono troppo scomodi vengono assassinati o suicidati.
    Non mi è venuta una “lei” di potere che sia stata assassinata, anche perchè da quando le donne hanno inizato a condividere qualche briciola di potere politico con gli uomini queste cose si fanno in maniera più discreta.

    • Uhm, una sfida interessante. Ci ho pensato e così su due piedi non me ne è venuta in mente nessuna… forse Giovanna d’Arco, anche se ormai la sua carica era finita. Come Elisabetta di Wittelsbach, anche lei quello che poteva dare al momento dell’omicidio ormai l’aveva dato.
      Forse Irene la Grande. Se non fosse stata deposta e fossero andate a segno le nozze con Carlo Magno l’occidente cristiano avrebbe riavuto un impero dall’Atlantico all’Anatolia…

      • Avevo pensato anche io a Sissi, ma ormai la povera donna viveva come una comune borghese.
        Devo confessare la mia ignoranza su Irene la Grande, che ho cercato in rete, col risultato di trovare tutta la bio-discografia di Irene Grandi. Poi dicono che le enciclopedie non servono più…tzè!

      • È stata la prima (e credo unica) donna a diventare Imperatore di Costantinopoli. Ovvero a prendere per se stessa non il titolo di imperatrice (bassilissa) spettante alla consorte dell’imperatrice, ma quello di Basileus, concernente la regalità diretta e non riflessa.

        http://it.wikipedia.org/wiki/Irene_di_Bisanzio

  3. La questione Giulio Cesare è connessa alla presunta superiorità morale di una parte politica: in questo caso i solerti difensori della Repubblica Romana ovvero dell’aristocrazia.
    Cesare fu erede di Caio Mario, il grande generale delle legioni che nacque da una famiglia plebea, e come tale, nel suo periodo di potere, diede molti onori e peso politico alle legioni, ai veterani, quasi tutti provenienti dal popolo. la sua popolarità era tale, come generale, come legislatore, come dittatore (inteso come guida non nel senso dispregiativo del termine) che gli esponenti dell’aristocrazia, sempre più dileggiata e sempre meno potente a livello politico (a livello economico la nascente borghesia commerciale e produttiva li aveva già superati da decenni) che impersonificò in Cesare la causa del suo declino e del declino della Repubblica, che in realtà, ribadisco, era un’oligarchia aristocratica, benché dall’epoca dei Gracchi qualche rappresentante della plebe fu ammesso al cursus honorum, e volle eliminarlo.
    Si giustificarono con una presunta superiorità morale, da difensore delle Repubblica e della presunta democrazia (anche se era prematuro parlarne), ma furono gli artefici della fine della stessa e dell’inizio dell’Impero…
    “È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi.” (cit.) e così fu, con gli applausi a una celebre elegia funebre resa immortale da Shakespeare.

    • Bell’intervento. In fondo la storiografia non è la storia, e amare la seconda non significa sempre amare la prima. Se la storiografia è in mano al senato, di certo non saprai molto sugli imperatori. E viceversa.

  4. Politici: se si cita JFK, si dovrebbe aggiungere anche Lincoln; a cascata, parlando di personaggi che hanno fatto la storia (politica?) mi vengono in mente Gandhi, Malcolm X e Martin Luther King. Come sarebbe il mondo con loro? Io dico banalmente: “Migliore”
    Poi potrei dire Francesco Ferdinando. Senza il suo omicidio sarebbe scoppiata comunque la Prima Guerra Mondiale? Probabilmente sì, ma sticazzi io lo cito lo stesso.
    Poi tiro fuori John Lennon -> non sarà stata una rivoluzione storica, di sicuro ci sono meno canzoni belle in giro. Oh.
    Ma sono certo di avere dei nomi fichissimi, ma la mia memoria ora sta facendo cilecca…

    • Eh, hai sparato forte, con un bel gruppetto iniziale. Nel quale però non posso fare a meno di notare una strabordante dominanza di americani (tutti, a parte Gandhi e Francesco Ferdinando, che però è tangenziale, nel senso che il suo omicidio scatena la grande guerra, ma lui non era personaggio di grandissima rilevanza).

      Ma, e in Italia?
      Sparo una sequenza da brividi, alcuni perché avrebbero avuto la possibilità di incidere attraverso le loro opere, altri magari attraverso le confessioni, ma sarebbe cambiato qualcosa con ancora in vita Mattei, Calvi, Sindona, Moro? O Raul Gardini? O, non ucciso, ma mancato in un momento chiave, Berlinguer?

      E in Israele? Rabin?

  5. Topus in ha detto:

    Nessuno mi provoca il magone che mi provoca l’assassinio di Giulio Cesare.
    Più avanti nella storia romana mi sovviene l’assassinio del generale Stilicone al tramonto dell’impero romano. Una figura che sembrava essere in grado di tenere testa alle incontrollabili invasioni e in grado di ridare forza al morente impero. Fatto fuori, e con esso avviato il declino finale (poco dopo ci sarebbe stata la deposizione di Romolo Augustolo).
    Ricorderei anche l’assassinio dell principe ittita Zananzas, inviato come sposo alla regina Anksunamun, possibile suggello di una dinastia egizia-ittita e assassinato nel deserto. Dopo l’eresia di Amarna la restaurazione totale.

    Sul discorso donne di potere mi viene subito alla mente Maria Stuarda (la cosiddetta Bloody Mary, Maria la Sanguinaria), mandata a morte a favore di Elisabetta I, cioè quella che sarebbe diventata la più famosa regina della storia inglese. Lo vedo come un possibile importantissimo punto di svolta, chissà come sarebbe andata la storia con Maria Stuarda.

    • Sai quanto mi commuove la vicenda di Tutankamon e Anksunamun, e poi del principe ittita. E sai quanto avrei voluto giocare un’avventura con un gruppo di avventurieri inviato per proteggere il principe, con annesso fallimento e successiva indagine per scoprire i mandanti.

  6. fabio foggetti in ha detto:

    Ah, l’ucronia

  7. Gesù. Non è un esclamazione, è proprio il mio candidato.

  8. Mauro in ha detto:

    Non credo che gli omicidi politici influenzino molto gli eventi storici, nel senso che la razionalità limitata che li genera non è in grado di prevedere gli esiti storici di medio e lungo periodo. Molto più agevole fare il contrario, uccidere Mussolini nel 1919 avrebbe probabilmente cambiato la storia del mondo, nel senso che il suo contributo ai regimi totalitari di destra (e probabilmente ai regimi totalitari tout-court) è stato fondamentale.
    La morte di Kennedy, Martin Luther King, Che Guevara, Lincoln, per certi versi Cesare, non ha impedito l’evolversi degli eventi in un determinato modo, anzi forse l’ha accentuato. Perchè la morte violenta di personaggio storico è spesso l’atto fondativo del suo mito.
    Nota per razionalità limitata non intendo l’eventuale follia di chi uccide un certo personaggio ma l’oggettiva difficolta di cogliere tutti gli aspetti di un determinato evento vivendoci dentro.
    @Lidia Zitara, probabilmente l’omicidio di Bhenazir Bhutto nel 2007 ha contribuito a mantenere “fluida” la situazione in Pakistan togliendo dallo scenario una alternativa credibile a Musharraf, ma anche qui chi “razionalmente” avrebbe dovuto trarne beneficio, Musharraf stesso, non ne ha goduto, anzi la sua carriera politica è stata seppellita assieme alla Bhutto.

    • Sì, interessante anche quello. Cosa sarebbe successo se Hitler fosse stato ucciso in uno dei famosi attentati?
      O Alessandro, prima di Gaugamela. La Persia avrebbe abbattuto la Grecia definitivamente, e con essa il pensiero occidentale?

      • Mauro in ha detto:

        Attenzione, uccidere Hitler quando era Hitler non avrebbe cambiato una emerita mazza a livello “storiografico” (imho) e se proprio vuoi saperla tutto neppure uccidere Hitler se non forse che non vi sarebbe stata una II guerra mondiale o forse si ma “ribaltata” nel senso regimi totalitari di destra alleati alle democrazie occidentali contro la russia comunista, con un fronte spostato molto più a est. In ogni modo a mio avviso l’evento “morte di Hitler prima che diventasse Hitler” avrebbe influenzato meno la storia mondiale, della morte di “Mussolini prima che diventasse Mussolini”. Con Mussolini morto il mazzo di carte sarebbe stato diverso, con Mussolini vivo e Hitler morto sarebbe lo stesso con carte date diversamente.
        Non credo che la Persia avrebbe comunque abbattuto la Grecia, la spinta espansionistica era finita e il sistema “federale” instaurato dai Persiani era in una fase stallo e/o decadenza, insomma Alessandro fece cadere solo un enorme castello di carte, per certi versi.

      • Già, ma se fosse caduto in altro modo non sarebbe stato ellenizzato. I greci non avevano mai avuto tendenze imperialistiche, se non commerciali. O meglio, le avevano avute, ma alla “veneziana”: porti, città, empori, non controllo del territorio. Non alla persiana, diciamo.

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