Il canneto di Eridu

Un blog per tutti e per nessuno

Almanacco, LXXIII

Settantatreesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu
18 marzo 2013

Oggi ricorre un anniversario un po’ particolare. Si tratta dell’anniversario di un’esecuzione. Il 699° anniversario, per la precisione, dacché si parla del 18 di marzo del 1314.

In quella data si compie il progetto di Filippo il bello, re di Francia, che risolve il problema del debito condannando a morte i creditori… ovvero i templari. E in quel giorno brucia sul rogo l’ultimo Gran Maestro del potentissimo ordine, Jacques de Molay. Potentissimo ma evidentemente non abbastanza: all’epoca non c’era niente di più potente dello stato, e i templari lo impararono a loro spese.
Nel dubbio, io non compro titoli di stato… hai visto mai, che diventare eretico è un attimo davvero…

Nota di colore: Filippo il bello è il sovrano per il quale si edificano villaggio e castello nel gioco Caylus di William Attia.

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4 pensieri su “Almanacco, LXXIII

  1. Mauro in ha detto:

    Del se non compri titoli di stato (premesso il risparmio) devi per forza comprare titoli e/o azioni private, allora sei molto più esposto all’opzione F4 (Il nome dinastico di Filippo il Bello è Filippo IV) perchè sono i soggetti verso cui si può esercitare l’opzione con minori ripercussioni rispetto ai titoli di stato (salvo la richiesta di un “sacrificio civico”) i risparmiatori votano le aziende no.
    Cmq oggi Malta ha onorato la memoria di Filippo il Bello con un opzione F4 sui conti correnti dell’isola. Chissa che questo non favorisca il ritorno al potere degli ospedalieri 🙂

  2. Matteo Gianola in ha detto:

    Brucia jacques de molay sull’isola dei giudei
    E bruciano i suoi compagni
    Per sempre accanto a lui

    Sul trono di mammona la tiara e la corona
    Bruciano sui bracieri i santi cavalieri

    Perche’ la sola croce che accettiamo di portare
    E’ questa nostra spada infissa sull’altare

    Jacques de molay adesso come ieri
    Non tremano sui bracieri i tuoi santi cavalieri

    E dopo tanti anni la storia e’ sempre uguale
    Le loro voci cantano cullate dal maestrale
    E scruto l’orizzonte ogni giorno per vedere
    Gonfiarsi dei mantelli con le loro insegne nere

    Perche’ la sola croce che accetiamo di portare
    E’ questa nostra spada infissa sull’altare

    Jacques de molay adesso come ieri
    Non tremano sui bracieri i tuoi santi cavalieri

    Jacques de molay adesso come ieri
    Non tremano sui bracieri i tuoi santi cavalieri

    Non nobis, non nobis domine
    Non nobis, sed nomine tua gloriam

    (270bis, Non Nobis Domine)

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