Il canneto di Eridu

Un blog per tutti e per nessuno

Almanacco, LXXXIII

Ottantatreesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu
24 aprile 2013

Hubble. Ventitre anni fa, nel 1990, lo Space Shuttle Discovery (all’epoca gli Shuttle erano ancora le navette di punta dell’umanità) mette in orbita uno dei più straordinari satelliti artificiali di tutti i tempi, il telescopio orbitale Hubble, che da lì ci regalerà immagini sorprendenti di un universo antichissimo, a due passi temporali dal big bang.

All’epoca avevo quasi quattordici anni e vivevo l’astronomia con una fascinazione totale, e sentivo che se l’umanità poteva “guardare così indietro nel tempo” era in grado – potenzialmente – di fare qualsiasi cosa, e i limiti erano lì solo per trovare un modo per superarli.

Oggi sono meno entusiasta, ho iniziato, vissuto con passione, e poi terminato un lungo viaggio nella fantascienza. Epperò mi guardo ancora intorno con le stesse speranze.

E voi, di quale grande passo scientifico o tecnologico vi augurate di essere informati domattina? E in quale campo riponete le maggiori speranze?

Navigazione ad articolo singolo

14 pensieri su “Almanacco, LXXXIII

  1. Mauro in ha detto:

    Ma anche per motivi personali spero molto nelle terapie genetiche a livello di diagnosi (prima) e cura poi.
    Dal punto di vista più “tecnologico” qualunque tecnologia “green” che permetta l’uso di fonti rinnovabili e riduca i costi di smaltimento dei materiali.

  2. Io avevo superato la fascinazione per l’astronomia, che avevo vissuto più o meno attorno agli otto-dieci anni. All’epoca conoscevo i nomi di quasi tutte le stelle delle principali costellazioni, ed ero capace di riconoscerle in cielo, cosa che ovviamente mi rendeva ridicola agli occhi dei miei compagni.
    Nel ’90 avevo finito il liceo, iniziavo a studiare illustrazione e cercavo di infilare cieli stellati, nebulose, galassie, navette, ufo, in qualsiasi illustrazione.
    In effetti, se non disegno giardini, lo faccio ancora.
    Quando furono pubblicate le prime foto dell’Hubble fu una sorta di manna, perchè allora la fotografia astronomica non era così diffusa, nè c’era internet. Quando vidi al telegiornale le foto dei Pilastri della Creazione, dentro di me mi sono prostrata ed ho pianto, come Frodo davanti agli Argonath.
    Ricordo anche che l’Hubble nacque “viziato” per una deformazione allo specchio di pochissimi decimi di millimetro, ma tanto quanto bastava per non essere quel mostro che sarebbe dovuto essere. Poi ricordo che una missione Shuttle sostituì parzialmente lo specchio.

    Se mi chiedi in quale passo scientifico-tecnologico spero (quindi esclusi i salti biologici, le modifiche al dna, il riposizionamento della nostra colonna vertebrale all’interno del corpo, che ci eviterebbe il dolore alla schiena), credo che due sarebbero quelli economicamente e socialmente più di impatto: il replicatore di materia e il teletrasporto.
    ma quello in cui spero di più è che arrivino gli ufi. Sì, gli ufi. Un bell’incontro ravvicinato del terzo e quarto tipo, con una razza buona e intelligente, che come diceva Jodie Foster in “Contact” ha superato l’adolescenza della sua tecnologia.

    PS ai saggi sto ancora pensando.

    • fabio foggetti in ha detto:

      Ah, Contact. Che capolavoro!

    • Attendo i saggi, non credo che saranno i miei stessi ^^;

      Contact non l’ho mai visto, ma il fatto che il foggio ne parli benissimo, e tutti gli altri malissimo, non lo sta facendo guadagnare posizioni…

    • Mauro in ha detto:

      Lidia, cosa ti impedisce di inserire ufo, nebulose, stelle nella progettazione dei giardini?
      In fondo nella progettazione di un aiuola si può benissimo ricreare un disco volante 🙂

      • Ah, ma se sapessi le stranezze che fanno certi giardinieri! A me non piacciono le aiuole “in foggia di xy”. Penso che i fiori e le piante debbano essere prese per quel che sono e non diventare allegoria di qualche altra cosa. Infatti non mi piace molto l’aiuola alla Muskau, per capirci.
        Mentre c’è qualcuno che ha fatto qualcosa di davvero interessante in Scozia, non proprio con gli ufi, ma quasi. E’ un giardino contemporaneo, a cui forse prima bisogna fare l’occhio, ma è uno dei massimi risultati del giardino contemporaneo, a mio avviso.
        Link: http://en.wikipedia.org/wiki/Garden_of_Cosmic_Speculation

      • Luca in ha detto:

        Si può sempre prendere spunto dai cerchi nel grano

      • Omioddio. Chicca sull’argomento: al festival dell’Oriente ho visto dei libri con titoli del tipo “Guarire con i cerchi nel grano”. NON-STO-SCHERZANDO.

  3. fabio foggetti in ha detto:

    Confido nella fisica, credo sarà la scienza che ci porterà più ricchezza spirituale, più comprensione e più terrore di ciò che siamo.

    • Credo molto nello studio del cervello, e della psiche, ma non è quello che più mi affascina

      Mi affascina quel fottuto sasso rosso in cielo, e la speranza che aprire i mondi apra società nuove e diverse. Ma non lo vedremo noi.

  4. sarah in ha detto:

    spero riescano a trovare il metodo di bloccare le cellule tumorali.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: