Il canneto di Eridu

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Bestiario, IX

Nona pagina del Bestiario del Canneto di Eridu
Il lupo

Se ci fosse qualcosa come un “senso dell’universo”, sono sicuro che dipenderebbe, tra poche altre cose, dallo sguardo del lupo. L’armonia delle forme e dei colori, l’inclinazione delle linee, l’inquietudine, la viva intelligenza, la curiosità, l’attenzione. Lo sguardo degli dei, mi verrebbe da dire. È tutto in quegli occhi, in quel muso, in quell’espressione.

Se l’uomo è in qualche modo centrale nell’universo, lo è di certo anche il suo alter ego, il lupo. Il rapporto tra le due creature è incredibilmente stretto: intanto sono creature che fanno branco, con una struttura sociale complessa e gerachizzata, e che condividono territori simili. Sono pressoché onnivori, sono cacciatori, hanno una suddivisione dei compiti all’interno della loro società.
Non poteva che essere un lupo il primo animale ad avvicinarsi all’uomo e a divenirne compagno di viaggio e di caccia (e non creatura allevata per cibarsene): la più antica traccia che ci è giunta di questa simbiosi è di dodicimila anni fa: in Israele abbiamo trovato una tomba di un uomo con il suo cane, ascrivibile alla cultura natufiana.

E così, mentre la controparte “buona” del lupo, quella più vicina all’uomo che percorreva la strada della civiltà, dell’agricoltura, dell’allevamento, delle città, rafforzava il suo legame con il nuovo branco, fino a essere riconosciuto come “il migliore amico dell’uomo”, veniva via via esiliata la controparte “cattiva”, quella non addomesticata e più coerente con la sua natura, quella più simile all’uomo selvaggio nella sua fase pre-civile. Il lupo come bestia selvatica suprema, come opposto alla civiltà e per questo suo più grande nemico, diveniva così il cattivo delle fiabe, per atterrire i bambini. Diventava al contempo esempio di ciò che l’uomo non doveva essere (ammonimento per i bambini: fuori dalla civiltà, fuori dalle regole da essa portate, c’è la ferocia, il caos, il male) e ciò che aveva perduto.

Nel mito sumerico è un uomo dei boschi, un uomo selvaggio, Enkidu, che viene mandato a uccidere Gilgamesh, l’uomo civilizzato, il re di Uruk talmente forte, fiero e arrogante da irritare gli dei. Ma Enkidu conosce la civiltà (tramite l’incontro con la prostituta sacra) e viene “addomesticato”, e come il lupo addomesticato diviene il migliore amico dell’uomo, anche Enkidu, una volta civilizzato, diviene l’inseparabile amico di Gilgamesh. Vista l’antichità del mito sumerico – a un’epoca nella quale la città non era cosa scontata, e la popolazione nomade che sopravviveva di razzia era ancora normalità – possiamo credere che questo motivo epico fosse chiaramente percepito dall’uditore, anche sotto la stratificazione di elementi culturali e filosofici (il rispetto per gli dei e il potere, e soprattutto il confronto dell’uomo con i propri limiti e la propria mortalità).

Il tema dell’uomo dei boschi, dell’uomo lupo, si mantenne forte nelle leggende europee. Due lupi (Skoll e Hati) alla fine dei giorni raggiungeranno e sbraneranno la luna e il sole nella mitologia nordica.
E arriviamo al medioevo, con il fiorire delle leggende sui licantropi (e gli altri mutaforme), portatori dell’elemento del doppio, dell’uomo-bestia. Del conflitto interiore tra la natura e il caos, e l’ordine e la civiltà. Dell’ordine sociale garantito dai freni inibitori che non sono propri dell’animale selvaggio. In pratica, nel mito del licantropo confluiscono tutti i pensieri dell’uomo su ciò che lo differenzia dall’animale.

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7 pensieri su “Bestiario, IX

  1. fabio foggetti in ha detto:

    In quel tempo, in quel tempo lontano

  2. Mauro in ha detto:

    Curioso come le popolazioni nativo americani invece avessero completamente invertito i ruoli cane – lupo. Il primo era cibo che si muoveva da solo il secondo era un simbolo rispettato.

    • Se ci pensi non è così strano: i nativi americani avevano mantenuto un sistema di caccia/raccolta, quindi per loro erano i lupi quelli più vicini a loro. Ed è altrettanto normale che disprezzassero il cane!

  3. sarah in ha detto:

    C’è unalunga tradizione sull’uomo bestia legata anche all’orso e alla sua figura come anche nelle zone alpine c’è la tradizione dell’uomo salvatico. POi se vogliamo possiam parlare dei cani maledetti coma il MOddey Dhoo(spero di avere scritto giusto il nome)che però esce dall’ambito uomo bestia!!

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