Il canneto di Eridu

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Bestiario, X

L’eterocefalo glabro
Ecco una creatura degna di figurare tra le curiosità di un bestiario medioevale. Alla fine di questo post io vi chiederò se conoscete un mammifero più strano attualmente esistente sul pianeta terra, e voi mi risponderete di no.
È veramente una creatura unica, e da parecchi punti di vista.

Questo roditore praticamente privo di peli vive in un areale che comprende gli stati dell’Africa orientale (Somalia, Etiopia, Kenya), e gode di una vita smodatamente lunga rispetto alle altre specie dello stesso ordine: arriva tranquillamente ai 12-15 anni, secondo alcuni può raggiungere i 30. Rispetto agli altri roditori (e chi ha avuto criceti lo sa bene) questo qui non è soggetto a tumori: pare che abbia un gene che blocca le cellule cancerose.

Fin qui, però, buon per lui, ma niente di eccezionale. Ciò che veramente lo rende unico, tanto per cominciare, è il fatto di essere l’unico mammifero a sangue freddo. Avete letto bene: non termoregola. Vive sottoterra in zone desertiche, quindi è vero che non è che abbia un habitat soggetto a clamorose variazioni climatiche. Detto questo, resta comunque un caso unico.
Ma il fatto è che questa non è l’unica caratteristica che ha in comune, per esempio, con le termiti…
La più evidente è la sua struttura sociale. Questo curioso bestiolino vive in numerose colonie in cui una regina (di massa doppia rispetto agli altri individui) è l’unica riproduttrice, e si accoppia e partorisce con frequenza ragguardevole. Quando la regina muore, alcune tra le figlie più adatte a prenderne il posto iniziano una furiosa lotta dalla quale emergerà la nuova regina.
La colonia, poi, è formata da individui con alta specializzazione: come nel caso degli insetti sociali ci sono operai che si occupano di scavare le gallerie e manutenerle, e operai che difendono la colonia.

Un’altra caratteristica unica è il fatto che questa creaturina è sprovvista di recettori per la Sostanza P. Come risultato è immune al dolore. Ferite, graffi, bruciature non le causano alcuna sensazione. Forse anche per questo la lotta tra le aspiranti regine è feroce e all’ultimo sangue: il dolore è un salvavita fondamentale.

Per concludere, un’ultima particolarità: l’eterocefalo glabro fa due cacche diverse. Eh sì. Una formata da scarti inerti, che abbandona nell’ambiente. E una piena di batteri utili per la digestione, e se la rimangia. No, non lo so il perché.

Allora, conoscete un mammifero più strano attualmente esistente sul pianeta terra?

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10 pensieri su “Bestiario, X

  1. Mauro in ha detto:

    L’uomo?

  2. sarah in ha detto:

    tardigrada!non è un mammifero però resiste alla radioattività può vivere a lungo senza acqua e altre e varie curiosità!!

    • Sarah… ma bleah! Che creature proponi! Ricorda che questo è pur sempre il Canneto di Eridu, non la discarica della Gehenna! 😉
      Solo i nematodi e i rodilegno finora mi hanno suscitato uno schifo più potente di questa tardigrada 😐

  3. Topus in ha detto:

    Non sapevo di questo eterocefalo glabro, molto interressante.
    Non credo esistano mammiferi altrettanto bizzarri, forse l’ornitorinco e l’echidna (che sono un classico delle lezioni di scienza delle medie). Ci sarebbe il Solenodonte, uno dei pochissimi mammiferi velenosi al mondo, e ha un naso che neanche Cyrano de Bergerac. Però, per noi che siamo mammiferi, gli animali più strani rimangono quelli appartenenti ad altre classi.
    Sono fantastiche le ricostruzioni delle forme di vita del periodo cambriano, ci sono un sacco di creature che hanno imboccato vicoli ciechi evolutivi per cui sono diversissime dalle forme di vita cui siamo abituati oggi.

    • Personalmente adoro il Permiano, per l’esplosione dei sinapsidi terapsidi. In particolare poi adoro il cinognato (del Triassico, però), che era uno dei miei animali preistorici preferiti… le ricostruzioni moderne ne fanno un animale davvero bello, del tipo che lo vorrei davvero in giardino… una specie di cane lungo due metri ma basso, arrivava all’altezza del ginocchio di un uomo… un corgi gigante ante litteram…

  4. Luca in ha detto:

    Non è certo al livello di quelli che avete nominato, ma trovo curioso il tilacino, visto che non mi sovvengono molti esempi di convergenza come questo: fondamentalmente si è evoluto verso una forma simile a quella del canide pur essendo un marsupiale.

    • Vero! Le convergenze tra le infraclassi dei mammalia sono numerose.
      Ma ancora più interessante, se ci pensi, è il fatto che queste convergenze le trovi anche a livello di classi diverse! Il terapside cinognato, per esempio, converge incredibilmente col cane/lupo pur non essendo nemmeno un mammifero, ma un lontano parente

      • Luca in ha detto:

        Non conoscevo la “bestiola” in oggetto, a quel che vedo potrebbe essere una sorta di antenato dei canidi; il fatto è che il tilacino si è evoluto parallelamente al cane/lupo pur essendo relativamente simile (e si è estinto meno di un secolo fa)

      • Non è un antenato, è un ramo parallelo, semplicemente è arrivato molto prima alle stesse… conclusioni evoluzionistiche!
        Comunque mi hai convinto, il prossimo bestiario parlerà del tilacino 🙂

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