Il canneto di Eridu

Un blog per tutti e per nessuno

Almanacco, XCVII

Novantasettesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu
18 luglio 2013

Esattamente dieci anni fa moriva Sandro Ciotti, celeberrima voce radiofonica di Tutto il calcio minuto per minuto. Ora, io non ho mai amato quella fastidiosa trasmissione radiofonica, ma le figure dei commentatori sportivi mi hanno sempre affascinato, sorta di moderni aedi narranti il mito sportivo moderno. Se abbiamo sostituito Achille con Van Basten, abbiamo sostituito Omero con Bruno Pizzul.
“Cantami o diva del Pelide Achille l’ira funesta…” “… e il colpo di testa di Rijkaard ed è gol! E sono due”.

A questo proposito la domanda di oggi è questa: qual è il vostro cronista sportivo preferito? e quale il tormentone?
Meglio il “non va” di Piccinini o lo storico “campioni del mondo” di Martellini? Meglio la voce roca di Ciotti o le impreviste alterazioni tonali di Pizzul? Siete più legati alla narrazione affaticata e carica di enfasi di Galeazzi o lo stile sobrio di Paolo Valenti? Meglio le telecronache di Formula Uno di Mario Poltronieri con Ezio Zermiani, o quelle motociclistiche di Guido Meda?

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16 pensieri su “Almanacco, XCVII

  1. Luca in ha detto:

    Mi piaceva l’enfasi di Galeazzi tanto quanto detestavo il “numero numero” di Piccinini.

    Però facevo un sacco di ghignate coi commenti al wrestling di Michele Posa

    • Oh beh… se inseriamo il wrestling devo ammettere che Ciccio Valenti non è male, anche se però… Dan Peterson… uh-uh, per me numero uno

      • Luca in ha detto:

        Tipo “Kamala panzone che tu sei dell’Uganda”? Insomma quello che mangiava il pesce vivo (non crudo).

        Di Pizzul ricordo le ultime cronache in cui non azzeccava un nome che fosse uno e mancava poco che confondesse pure le maglie delle squadre… insomma era lievemente rincoglionito, un po’ di rispetto mandandolo a quel pa-ehm in pensione prima gli era dovuto.

        Infine menzione d’onore al leggendario Tonino Carino da Ascoli.

      • Comunque l’emozione che mi trasmetteva Pizzul non me l’ha più trasmessa nessuno. E anche la capacità dialettica era di tutt’altro livello. Oggi i commentatori infarciscono di paragoni fintamente dotti (ricordo Pellegatti: “questo gol è pesante come un film di Fassbinder con Anna Schygulla”) ma usano undici parole in tutto (soprattutto Caressa).
        E anche se urlano, si incazzano, sbraitano e sproloquiano incessantemente con il loro sparring partner, non sono emozionanti come Pizzul o Martellini.

      • Luca in ha detto:

        Sì vabbé, erano altri tempi… tempi in cui esistevano dei professionisti. Quando persino Aldo Serena si è messo a fare il commentatore il termine “professionista” ha perso completamente significato.

        E’ palese che si utilizzino metafore e paragoni pomposi per compensare deficienze dal punto di vista tecnico, è un po’ come guardare una trasmisssione di calcio su una tv locale… puttanate a strafottere.

  2. Dan Peterson per Basket e Wrestling
    Flavio Tranquillo e Federico Buffa per il Basket
    Pizzul per il calcio, perchè erano gli anni in cui vinceva il Milan

    I commenti di Poltronieri, mitici ai tempi, forse perchè si era bambini, riascoltati ora, in perle di sport sulla rai, sono qualcosa di soporifero.

    Nota di merito per Pellegatti: le sue tele/radio cronache sono da spanciarsi dal ridere, se assunte con moderazione e giudizio.

  3. Ho trovato serenità e un appagamento sportivo nelle ammalianti telecronache di Gianni Clerici e Rino Tommasi.
    Clerici credo si possa definire uno dei migliori giornalisti tout court italiani. Spiegava il tennis non solo da persona che lo aveva praticato, ma da uomo che si era reso conto che non possedeva talento. Non quello di un Edberg o di un Wilander. Capiva la strategia, e ce la raccontava, anticipava i giocatori, entrava nelle loro teste, riandava a partite del passato facendo paragoni tra tecnica, psicologia, persino col clima.
    Non solo sapeva stare zitto quando doveva stare zitto, ma parlava quando doveva parlare.
    Rino Tommasi era la spalla perfetta. Il famoso “circoletto rosso” il suo marchio di fabbrica (Tommasi annotava tutto su annuari personalizzati che si portava dietro, su cui metteva un circoletto rosso vicino ad un punto che gli sembrava particolarmente ben giocato). Aveva una memoria micidiale, ricordava intere frazioni di partita, e all’epoca mica c’erano il tablet e wikipedia.
    Dialogavano tra loro, Clerici era la “testa”, Tommasi pur non avendo la competenza di Clerici, aveva la capacità di mettere mordente al commento, ma non esagerava mai.
    Parlo al passato come se fossero morti, scusatemi. Ma è stato un bellissimo periodo della mia vita, quello in cui ero ragazza, giocavo a tennis, vincevo, ero magra e il tennis era gratis su tutte le tv.
    Poi iniziarono i canali a pagamento, e non lo seguii più. Le mie conoscenze si fermano a Sampras.
    Clerici e Tommasi mi avevano liberata dell’ansante Galeazzi e della inefficiente Vaccari.
    Una commentatrice che era assolutamente incapace e non aggiornata ma che comunque mi regalò molti bei momenti era Matilde Ciccia, che commentava il pattinaggio in tv.
    Ricordate quando all’epoca delle olimpiadi, che gli italiani persero di un soffio la medaglia d’oro nella danza a coppie, ci fu un exploit del pattinaggio, tanto che ne parlò anche un giornalista famoso, il quale disse che mentre si seguiva l’esibizione una gracchiante voce lo disturbava, ed era il commento implacabile di due ex pattinatori (ora non ricordo i nomi). Io non so cosa avrei dato per dei commenti così precisi durante le esibizioni dei Duchesnay o di Klimova-Ponomarenko. Mi sono dovuta tenere Matilde Ciccia, che pure aveva una bella voce, ma che non sapeva cos’è un doppio twist saltato e nenche uno starlet, o un flying camel.
    Cosa avrei dato ai miei tempi, per quel commento gracchiante.

    Invece uno dei tormentoni che mal sopporto è “Tutti in piedi sul divano” di Guido Meda, il quale ha inoculato agli italiani l’errore storico “i pneumatici” invece del corretto “gli pneumatici”. Meda è già insopportabile, ma visto che questi ragazzi cadono come mosche e ogni anno ne muoiono due o tre, sinceramente non credo che questa competizione possa definirsi “sport”. Quantomeno non uno sport con dignità.

    Mi sono dilungata, scusate, ma il commento sportivo per me è importante, perchè ha in sè delle fortissime componenti tecniche, ma deve essere fatto in maniera artistica, teatrale, recitata. In più c’è il fattore vocale, al quale sono sempre stata inetressata in vita mia (ho una mania per i doppiatori) e quello giornalistico che è la mia professione.
    E poi, tanti bei ricordi.

    • Commento splendido. Hai un’ottima capacità di trasmettere entusiasmo per le cose che ti piacciono.
      Per contro il discorso sullo sport/non sport quando c’è in ballo la vità è molto complesso, e intanto occorrerebbe passare attraverso una definizione di sport.

      Una delle attività di ambito sportivo che porta più morti è l’alpinismo, e pure lo amo visceralmente e trovo che la parola “impresa” si sposi molto di più con lo sport di Messner, Simone Moro, Edurne Pasaban, piuttosto che con quelli di Messi e di Nadal. Quindi la discriminante non può essere quella di quanta gente ci muore.

      • Ciao Cestinante, benritrovato! mi mancavi molto!
        Ho pensato anche io all’alpinismo (soffro di vertigini, ehm, ma credo che sarei potuta diventare una sciatrice di modeste capacità).
        Non mi piace generalizzare, fare di tutta l’erba un fascio, l’argomento, come hai detto è molto delicato. Ricordo benone di una ragazza che morì inghittita in un crepaccio e i genitori dissero: lei avrebbe voluto morire così.
        ma non è la stessa cosa. La responsabilità era interamente sua, non anche di qualche pazzo che per vendere più cappellini non interrompe una gara o non fa coprire una buca dell’asfalto.
        No, un incidente può capitare, ma ci sono delle tragedie annunciate. E in ogni caso il coprirle con il silenzio, come fu per Petere Lenz, solo per non guastare il clima di festa, è eticamente inaccettabile.
        Aspetto tue nuove!

      • Accidenti, è stato faticoso “staccare”, ma è ancora più faticoso ripartire…

      • Ecco perchè non stacco mai completamente!

      • Joseph Maria Ubaldini in ha detto:

        Ma lei e’ una pattinatrice che da’ giudizi cosi’ sferzanti su una delle piu’ importanti pattinatrici italiane e che e’ stata la prima in particolare ad ottenere risultati di rilievo nela danza?

      • Immagino non fosse una risposta a me, ma a Lidia, visto che io non credo di aver mai guardato una gara di pattinaggio, né conosco alcun virtuoso del suddetto sport, a parte la Kostner ma solo di nome preso da qualche prima pagina. L’articolo è vecchio di 3 anni, ma ho ovviamente approvato la pubblicazione. Vediamo se ci sarà risposta.
        Grazie per essere passato di qua!

  4. Giada in ha detto:

    Crudeli vale? 😁

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