Il canneto di Eridu

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Archivio per la categoria “Almanacco”

Almanacco, XCVIII

Novantottesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu
22 luglio 2013

Il 22 luglio del 1209, nella vergognosa cornice della Crociata Albigese, fa mostra di sé una delle pagine più ignobili dell’intera storia umana. Sto parlando dell’epilogo dell’assedio di Béziers. I francesi e il papato uniscono le forze, e se la prendono con quella che è, per loro, una grave minaccia: la sempre più realistica possibilità che si formi uno stato occitano-catalano, sotto la guida della Contea di Tolosa e del Regno di Aragona, nel sud della Francia. Un’area linguisticamente continua, se non omogenea, che passa dal catalano ai dialetti occitani alpini, in quella grande famiglia di lingue che va sotto il nome di Langue d’Oc. Un’area estremamente coesa, e libera dal punto di vista religioso: trovano libertà d’espressione e predicazione le eresie pauperistiche che danno una risposta alla gente scioccata dal comportamento della Chiesa, e i catari trovano terreno fertile.

Nel 1209 abbiamo la prima ondata crociata, quella detta “dei baroni” perché non patrocinata direttamente dal Re di Francia, al comando di un uomo che non sfigurerebbe accanto ad altre celebri “avventurieri” quali Pizarro o Cortès: Simon de Montfort. Al suo fianco il legato papale Arnaldo Amaury. Ricordate questi due nomi, ricordateli quando dovete citare personaggi che non hanno esitato a sterminare un’intera città, 20.000 persone, passandole una ad una a fil di spada, dopo la resa, fossero soldati, civili, vecchi, donne o bambini, fossero catari o cattolici. Nessuna differenza. «Uccideteli tutti – esclamò Amaury secondo la leggenda – Dio riconoscerà i suoi». Sono assolutamente sicuro che se un Dio c’è, non ha accolto Amaury tra i suoi.

Le città e i nobili locali cercano continuamente la trattativa, il dialogo, e vengono sistematicamente catturati e uccisi. Una violenza e una assoluta mancanza di pietà e civiltà che non può che atterrire. Una crociata: una guerra in nome di Dio. Una crociata contro vicini, connazionali, correligionari. Una guerra di sterminio sul proprio stesso territorio. Forse solo Sarajevo, o il Kosovo, nel dopoguerra europeo, sono paragonabili a quanto accadde nel sud della Francia dal 1209 al 1229. Incidentalmente, oltre ad uccidere migliaia di persone, una religione e un popolo, uccide anche una cultura, portando al declino della lingua occitana che, fino a quel momento, aveva prodotto una delle letterature più alte e poetiche dell’intera europa post-romana.

Almanacco, XCVII

Novantasettesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu
18 luglio 2013

Esattamente dieci anni fa moriva Sandro Ciotti, celeberrima voce radiofonica di Tutto il calcio minuto per minuto. Ora, io non ho mai amato quella fastidiosa trasmissione radiofonica, ma le figure dei commentatori sportivi mi hanno sempre affascinato, sorta di moderni aedi narranti il mito sportivo moderno. Se abbiamo sostituito Achille con Van Basten, abbiamo sostituito Omero con Bruno Pizzul.
“Cantami o diva del Pelide Achille l’ira funesta…” “… e il colpo di testa di Rijkaard ed è gol! E sono due”.

A questo proposito la domanda di oggi è questa: qual è il vostro cronista sportivo preferito? e quale il tormentone?
Meglio il “non va” di Piccinini o lo storico “campioni del mondo” di Martellini? Meglio la voce roca di Ciotti o le impreviste alterazioni tonali di Pizzul? Siete più legati alla narrazione affaticata e carica di enfasi di Galeazzi o lo stile sobrio di Paolo Valenti? Meglio le telecronache di Formula Uno di Mario Poltronieri con Ezio Zermiani, o quelle motociclistiche di Guido Meda?

Almanacco, XCVI

Novantaseiesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu
17 luglio 2013

Trentotto anni fa avveniva qualcosa di storico. Per la prima (e unica, almeno per i vent’anni successivi) volta le due superpotenze, Stati Uniti e Unione Sovietica, collaborarono in una missione spaziale, con l’agganciamento in orbita di una capsula Apollo e una Sojuz (partite due giorni prima rispettivamente dagli storici Space Center di Cape Canaveral e Cosmodromo di Baikonur), e il passaggio degli astronauti americani e dei cosmonauti sovietici dall’una all’altra.
Tra l’altro la missione fu anche l’ultima di una capsula Apollo per gli Stati Uniti, che sei anno dopo ritorneranno nello spazio con le missioni di Space Shuttle.

Nell’occasione della missione ASTP (Apollo-Sojuz Test Program) ci furono anche le prime riprese trasmesse in tutto il mondo della partenza di un razzo sovietico con la capsula a bordo e dell’atterraggio della capsula nel deserto del Kazakistan.

La cortina ha cominciato a vacillare a partire dallo spazio, dunque? Verrebbe da pensare di sì, anche perché non pochi analisti attribuiscono a un costosissimo programma spaziale sovietico, il Buran (lo Shuttle russo) la colpa di aver dato una decisa spallata a un sistema economico già in evidente difficoltà, facendo precipitare poi la situazione e portando al crollo del comunismo.

La domanda per voi, oggi, è questa: fatta eccezione per l’allunaggio, che è di gran lunga il più grande traguardo simbolico raggiunto dall’uomo nello spazio, qual è la missione spaziale che preferite tra quelle compiute sinora?
E poi, quando eravate piccoli e giocavate con le astronavi (cosmonavi?) di Legoland Spazio, preferivate gli omini rossi o bianchi? O i successivi gialli/blu/neri?

Edito alla luce della piega presa dalla cosa sui social network: non voglio più solo sapere qual era il vostro colore preferito degli omini, ma proprio il vostro pezzo preferito di Legoland Spazio! Il vettore grigio? La base missilistica? Il cargo spaziale?
Potete aiutarvi cercando qui.

Almanacco, XCV

Novantacinquesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu
15 luglio 2013

Otto anni fa moriva in un crepaccio sul Nanga Parbat (la nona montagna del pianeta per altezza) l’alpinista italiano – di Selva di Val Gardena – Karl Unterkircher, nel tentativo di aprire una via inviolata sulla parete nord. Ricordo come fosse ieri le notizie dal tg riguardo la missione italiana cercava di salvare i suoi due compagni di cordata.
Uno dei suoi compagni sopravvissuti, Walter Nones, di Cavalese, due anni dopo, nel tentativo di aprire una nuova via di sud-ovest sul Cho-Oyu (quinta montagna del pianeta), morì, probabilmente a causa di una valanga.

Non starò tanto lì a dilungarmi. Per quanto ami la montagna, sono un “montanaro domenicale”: sotto i tremila, al massimo escursionistico e senza ferrate. Roba facile, insomma. Ma pure capisco benissimo la frase di Unterkircher che spiega tutto e non richiede ulteriori parole: «se veramente non dovessimo più ritornare, sarebbero in tanti a dire: “Cosa sono andati a cercare là? … Ma chi glielo ha fatto fare? ”. Una sola cosa è certa, chi non vive la montagna, non lo saprà mai! La montagna chiama!»

Almanacco, XCIV

Novantaquattresima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu
11 luglio 2013

L’undici di luglio è una data interessante, sono accaduti diversi eventi di una certa rilevanza nella storia dell’uomo. Ma in questo almanacco non ci occuperemo di alcun evento epocale. E non pensate di cavarvela con così poco, perché su questo argomento ci torneremo.

L’11 luglio del 1920, nella città azera di Baku, nacque un personaggio notevole, tal Zecharia Sitchin. Autore di vari best sellers, è soprattutto noto come uno dei più famosi divulgatori della cosiddetta “Teoria degli antichi astronauti”, insieme a Peter Kolosimo, Erich von Däniken e Giorgio Tsoukalos (il primo a dispetto del nome d’arte è un modenese, gli altri due svizzeri), un corpus assolutamente non organico di teorie che mettono gli alieni al centro dei più grandi eventi della storia umana, fino a spingersi a considerare gli umani come creati dagli alieni attraverso ibridazione di loro stessi con homo erectus, a ipotizzare che gli antichi dei fossero alieni che ingravidavano donne umane, a credere che molti riferimenti nei testi sacri delle antiche civiltà siano chiare prove della loro teoria, e parlano anche di guerre atomiche nell’età del bronzo, distributori di microonde per navi aliene nascosti nelle piramidi, macchine del tempo e astronauti raffigurati dai bassorilievi maya. Sitchin, in particolare, arrivò a dire che la terra si era formata per lo scontro di due corpi celesti, Nibiru e Tiamat, nella zona della fascia degli asteroidi, evento “descritto” dai testi sumerici e babilonesi.

In questo periodo sto investendo del tempo guardando “Enigmi alieni”, trasmissione che punta tutto su queste teorie, e devo dire che ogni volta che credo siano arrivati al punto più estremo possibile, mi dimostrano che mi sbaglio.
Ora, senza ridere, fate la prova. Cercate di inventare teorie ancora più estreme, più clamorose. Non abbiate paura di esagerare, siate folli, siate tamarri. Vediamo se ci riuscite.
Io non ce l’ho fatta, per quanto mi sia sforzato di sparare alto arrivo sempre largamente al di sotto del loro livello, e quando mi sembra di averli superati scopro che la mia idea è già una teoria, un po’ edulcorata.

Almanacco, XCIII

Novantatreesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu
20 giugno 2013

Un rapido passaggio nel Canneto per un almanacco, che sennò vi sentite soli, visto che da una decina di giorni non posto alcunché. Il rapido passaggio radente è per fare gli auguri a una splendida attrice (e con questo intendo sia che è una splendida donna, sia che è eccellente come attrice): Nicole Kidman, impressa nella mia mente soprattutto per due film, che non sono sicuramente quelli per i quali è più famosa… mi riferisco a “Cuori ribelli” e “The Others”. In effetti c’è stato un periodo in cui la consideravo la migliore attrice sulla piazza.
E voi? Qual è secondo voi la “stella numero uno” tra le attrici in attività?

Almanacco, XCII

Novantaduesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu
31 maggio 2013

Non è precisamente oggi, ma in questi giorni (difficile stabilirmo con assoluta certezza) cade l’inizio del regno di uno dei sovrani più famosi della storia: Usermaatra Setepenra Ramsess Meriamon, più famoso ai giorni nostri come Ramses II (il numero ordinale è apposizione posticcia moderna per rendere più facile la numerazione e gli elenchi dei re, passione che dai temi sumerici – le liste dei re erano un tipico esercizio per gli scribi – perdura tutt’oggi).

Di lui si potrebbe dire molto, dell’eccezionale durata del suo regno (e della sua vita), della sua bellissima sposa Nefertari cui venne dedicata una delle più splendide tombe della valle delle regine, delle guerre con i popoli del mare (in particolare i pirati Shardana, poi incorporati nella sua guardia personale, cosa che fa molto film hollywoodiano moderno, con rinnegati che diventano i più fedeli guardiani di colui che li ha sconfitti) e gli Hittiti e in questo contesto della battaglia di Qadesh contro il re Muwatalli, che si concluse con una parziale vittoria egizia (che però perse il controllo della regione) e il più antico trattato di pace scritto giunto fino a noi (visibile, bellissima questa cosa, nel palazzo di vetro dell’ONU).

Ma la cosa che mi piace ricordare oggi, forse per voglia di sole e caldo, è la sua presenza in Nubia, la regione a sud dell’Egitto, dove fece erigere i due magnifici templi di Abu Simbel, famosi per il monumentale “trasloco” cui li costrinse la costruzione della diga di Assuan.
La Nubia fu sede di una delle civiltà meno note ai più, che la ritengono di solito semplicemente la periferia dell’Egitto, una sorta di colonia dove reperire schiavi e materie prime. Beh, non fu così, o almeno non semplicemente così. Basti pensare che dalla Nubia provenirono diversi faraoni egizi, e che in Nubia possiamo trovare in tre splendidi siti più di 200 piramidi (in Nubia si iniziarono a costruire quando in Egitto si era smesso da alcuni secoli) dedicate ai re e alle regine (pare che fossero vere e proprie guerriere, ben diverse dalle regine alla Nefertari) delle civiltà di Meroë e Napata. Tra queste piramidi figurano monumenti alti anche 30 metri, e con la particolarità di essere stretti a alti (a parità di altezza una piramide egizia aveva in media una base 4 volte maggiore) con un’inclinazione di 70°.
Il fatto che oggi questi siti archeologici si trovino in una delle nazioni più martoriate della terra, il Sudan, non fa che aggiungere scoramento alla mia voglia di siti archeologici visitabili… praticamente tutte le cose che più vorrei vedere nella mia vita sono in aree di guerra conclamata, oppure pericolose, o comunque quantomeno border-line.

Almanacco, XCI

Novantunesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu
26 maggio 2013

Oggi il salto indietro è un poco più lungo, si risale al 1897. E si va nella capitale degli inglesi, Londra, dove il 26 di maggio è in vendita un libro che sarà influentissimo nel creare (o meglio, nel contribuire a creare) un gusto estetico e letterario che chiamiamo “gotico”.
Mi riferisco a Dracula di Bram Stoker.

Confesso di non aver mai letto un romanzo gotico, e confesso anche che l’odierna invasione di teen-gothic per adulescentuli mi tiene lontano dagli scaffali su cui detti libri sono riposti nelle librerie. Forse per questo non sono il più adatto a rispondere al quesito di oggi.

Ma la domanda è: qual è il personaggio da letteratura gotica più affascinante? E perché?

Almanacco, XC

Novantesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu
25 maggio 2013

Almanacco fantafilmico oggi. Praticamente, benvenuti alla grande fiera del geek! Oggi ci ricordiamo e festeggiamo l’uscita nelle sale di due film mitici per la comunità geek mondiale: nel 1977 usciva nelle sale “Guerre Stellari” (poi, anni dopo, veniva enfatizzato il sottotitolo “episodio IV: una nuova speranza”), e nel 1983 era la volta de “Il ritorno dello jedi”. La storia di una generazione cambiava radicalmente.

Oggi, nell’attesa del settimo film della serie, atteso per l’anno prossimo venturo (e che sarà ad opera dello stesso regista autore del reboot dell’altro grande brand della fantascienza nerd, Star Trek), senza frapporre ulteriore indugio passo a porvi ben due domande. A tutti voi, compreso te, viaggiatore ramingo che passi di qua per caso. Orsù, dinci chi tu sie e commenta!

Già, ma non ho ancora fatto le domande… stamane sono confusionario.

1) citate almeno un film che secondo voi cita, strizza l’occhio o copia spudoratamente i film classici della serie. Da par mio vi riporto un clonaccio italoamericano di Luigi Cozzi (alias Lewis Coates), “Star Crash. Scontri stellari oltre la terza dimensione”, recensito dal buon Haranban, uomo che deve aver compiuto uno peccato talmente orrendo che lo ‘nferno non have bastevoli tormenti in serbo, e però lui rincara da se la dose, infliggendosi l’orribile punizione di guardare e recensire per voi la peggio merda.

2) tagliate dalla possibile risposa i due maggiori brand (Star Wars e Star Trek) e ditemi il vostro film di space opera / pulp preferito. Che sia truculento come Alien, ammiccante come Barbarella, per famiglie come Black Hole, o truzzotamarro come Flash Gordon non importa: scegliete!

Almanacco, LXXXIX

Ottantanovesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu
23 maggio 2013

Deve esistere uno strano rapporto misterioso tra il 23 maggio e il fuoco, e tra il fuoco e la follia punitiva dell’umanità. Percepito come elemento purificatore (forse retaggio dei rudimenti della cottura che rende il cibo mangiabile, togliendo quindi l’aspetto impuro del cibo crudo che più facilmente porta a malattie, o forse collegato ad epoche remote e alle tecniche di coltivazione del taglia e brucia, che rende al terreno ciò che dal terreno è stato rubato, rivivificandolo), il fuoco ha avuto la spiacevole tendenza, da elemento di luce e calore, a diventare strumento di morte. E così le religioni, che hanno a che fare per definizione con la morte e con la purificazione, col fuoco hanno stretto un certo legame, che da simbolico e sublimante è divenuto nel tempo, talvolta, aberrante.

Ma che legame c’è tra l’aberrazione del simbolo religioso del fuoco che diviene strumento di morte e il 23 maggio?

Bah, sicuramente niente di più che il caso, ma il caso riunisce il 23 di maggio del 1430 i borgognoni catturano Giovanna d’Arco, che verrà poi venduta agli inglesi ed arsa viva. Il 23 maggio del 1498 è Girolamo Savonarola (“Savonarola! Eh, che è, diamoci una calmata!”) che finisce al rogo. E il 23 maggio del 1592 è la vota di Giordano Bruno, che in quel giorno viene arrestato a Venezia.
Amici miei, occhio, già tira una brutta aria per i blogger ultimamente… Mi sa che se oggi vi beccano il vostro destino è segnato. E si sente già puzza di bruciato.

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