Il canneto di Eridu

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Almanacco, XXIV

Ventiquattresima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu.
11 novembre 2012

Dopo qualche giorno di pausa e latitanza torna l’Almanacco del Canneto di Eridu. Penso sia il momento di ripassare, che ne dite? Per cominciare, tornate ad ascoltarvi la sigla, che non lo fate da troppo tempo, dell’Almanacco del giorno dopo. E non è attività oziosa, perché l’Almanacco di oggi vi ricorderà parecchio quella trasmissione, visto che si parla di un santo e di tradizioni.

Oggi, infatti, la Chiesa ricorda san Martino di Tours. E si tratta di un personaggio particolare, che ho sempre apprezzato fin da piccolo, e che figurerebbe anche, se esistesse, nel calendario del Canneto (e non è escluso che prima o poi decida di metterlo giù, magari in un momento di delirio come quello che ha portato alla nascita dell’Oroscopo del Canneto).

Ricordo che alle elementari la nostra maestra (davvero una donna d’altri tempi) ci raccontava talvolta qualche episodio legato alla vita dei santi, e quello di san Martino – legionario romano che dona metà del suo mantello a un povero – mi piaceva assai. Intanto perché non era il solito martire, non veniva premiato con la “santità” solo perché accoppato, ma in virtù di atti concreti compiuti. E poi era raffigurato nell’iconografia medievale come un cavaliere, non come un prete o un flagellante.

Altra prerogativa di san Martino è quella di aver avuto un certo influsso sulla nostra lingua, infatti è noto che quando i contratti lavorativi dei braccianti agricoli, almeno nella pianura padana, avevano durata annuale, era usanza che venissero rinnovati o concludi nel giorno (o nell’intorno) di san Martino, ragion per cui anche il trasloco stesso – per recarsi alla nuova cascina, con il nuovo posto di lavoro e la nuova casa – ha finito per prendere il nome del santo. Fare “sanmartino” ancora oggi significa fare trasloco.

In più il suo mantello (un mantello corto romano, detto cappella) divenne una sacra reliquia, e i prevosti incaricati della sua custodia erano i cappellani, e cappella era anche il nome dell’edificio in cui era custodito. E detto fra noi, vorrete mica confrontare il mantello di san Martino con altre reliquie un tantino disgustose che si trovano in giro, denti, mani, occhi…

Bene, detto questo, arriviamo alla domanda di oggi. Semplice semplice, veloce veloce. Qual è il vostro santo preferito, tra quelli della prima cristianità? Qual è la vita di santo più affascinante che conoscete?

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Almanacco, I

Apro oggi una nuova… una nuova… mmh, rubrica? modalità di scrittura? cazzabubbola? bah, vedete voi. Quello che conta è che inizia da oggi. E che si chiama Almanacco. Presenterà testi brevi, rispetto ai “temi”, ispirati in qualche modo alla giornata. Il santo del giorno, piuttosto che un proverbio, un evento storico accaduto quel giorno, oppure uno che accadrà in un futuro immaginario, o che non è mai accaduto perché lo immagino io e basta, o ché ne so, non voglio mettere limitazioni anzitempo. Una solta di Canneto di Eridu giornaliero (e… quasi, dai), in pillole. Si richiederà la vostra partecipazione, naturalmente. Principalmente in due forme. La prima consiste nell’ascoltare la sigla dell’Almanacco del giorno dopo, se non ogni volta almeno una tantum. La seconda nel commentare, nel rispondere alle domande e sollecitazioni che l’Almanacco porrà.
Peraltro, unicamente per questa volta, sareste gentilissimi a dirmi se vi piace l’idea.

Prima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu. 11 ottobre 2012

L’11 ottobre del 1138 un terribile terremoto, secondo la United States Geological Survey il terzo più violento di ogni epoca, colpì la zona di Aleppo distruggendo castelli crociati e fortezze islamiche, senza alcun riguardo per l’una o l’altra parte impegnate nel conflitto. Questo non può che richiamare immediatamente la tragedia che sta sconvolgendo quella regione.

A questo punto quello che vi chiedo è di dedicare un pensiero alla Siria, mettendo nei commenti qualcosa che riguarda la Siria o una sua città (tipo un rinvenimento archeologico, un famoso episodio storico, una vicenda religiosa, una curiosità). La somma di quei pensieri sarà un bouquet di fiori per la Siria.

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