Il canneto di Eridu

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Almanacco, XXXI

Trentunesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu.
21 novembre 2012

Il 21 di novembre sta per finire, ma sono ancora in tempo, pur sul filo di lana, per buttare in circolo sulla rete un almanacco.

Già, perché ieri sera sono andato con la mia compagna Fiore, e un amico, il Mucco, al cinema, a godermi un sontuoso concerto (sì, questa moda dei concerti storici riproposti al cinema non mi dispiace, a gennaio andrò a vedere i Doors): il live at Budapest del 1986 dei Queen, uno dei primo (o proprio il primo) concerti di una rock band occidentale oltre-cortina. E sentire cantare I want to break free da 80.000 ungheresi – che solo trent’anni pima avevano avuto i carrarmati sovietici per strada – mi ha fatto un certo effetto.

E oggi è il 21 di novembre, e si celebra il 37° anniversario di uno dei dischi più epici dei Queen, quell’A night at the opera che contiene anche Bohemian Rhapsody, una delle canzoni più geniali di sempre. Quindi, che dire, Freddie, non so se puoi sentirci, ma di sicuro possiamo ancora sentirti noi, e porcavacca se è un gran bel sentire!

E ora la domanda. E siccome mi ero dimenticato di scriverla e l’ho aggiunta post pubblicazione, faccio ammenda dei peccati della mia memoria porca e laida e dando il buon esempio rispondo io per primo. Visto che spesso la musica resta legata a dei momenti e a dei ricordi, avete qualche particolare ricordo legato ai Queen?
Il mio ricordo risale a quando da piccoletto andai coi miei alla Fier di Milano – Grafitalia, e c’era allo stand della Man Roland una macchina da stampa lunga dieci metriche andava al ritmo di A kind of magic.

Almanacco, XI

Undicesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu.
24 ottobre 2012

Oggi è un giorno denso. Il 24 di ottobre sono accaduti eventi importanti sia per la storia nazionale che mondiale.
In questo giorno finisce la guerra dei trent’anni, c’è Caporetto e l’anno dopo stesso giorno c’è Vittorio Veneto, nasce l’ONU, c’è il crollo di Wall Street del ’29, l’invasione sovietica dell’Ungheria che mette fine alla svolta di Budapest, c’è il discorso di Eisenhower che richiama gli USA all’intervento in Viet Nam. Viene eletto Allende, e finisce la guerra del Kippur, il governo polacco legalizza Solidarnosc. Insomma, il 24 ottobre è una data pesante, quando arriva occhio ai giornali, si sa mai cosa può accadere.

Ma l’evento su cui vorrei porre l’accento oggi è meno roboante. Anzi, molto più mesto. Nel 2003 c’è l’ultimo volo del Concorde.

Ah, il Concorde. Ricordo che da piccolo lo percepivo come qualcosa di assolutamente nuovo e tecnologicamente avanzato, come l’esempio di cosa potesse fare l’uomo. E immaginavo che un giorno il cielo sarebbe stato pieno di Concorde. Come lo Space Shuttle. Due Scitillanti esempi di tecnologia… finiti in soffitta. Invece di aprire strade, si sono rivelati il fondo di cul de sac tecnologici, ed è con una certa mestizia che li ho visti andare in pensione. E non è come, per esempio, il Commodore 64, perché è finito in soffitta lui, ma non la sua progenie. Gli aerei di linea supersonici e le navette riutilizzabili, invece, non hanno avuto progenie fertile, sono muli tecnologici.

Avete altri esempi di muli tecnologici?

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