Il canneto di Eridu

Un blog per tutti e per nessuno

Archivio per il tag “campagna elettorale”

Almanacco, LXXIV

Settantaquattresima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu
22 marzo 2013

Oggi la “professione” che va per la maggiore è il comunicatore. Vuoi essere veramente cool? Devi essere il responsabile della comunicazione di qualcosa. Qualsiasi cosa. Certo, ci sono delle differenze: di un’industria può andare bene, ma è molto meglio se ti occupi di comunicazione digitale, di social network, anche di stampa, al limite. Il massimo della libidine è essere il responsabile della comunicazione di un partito, un cosiddetto “guru”. E così senti parlare del guru che ha curato la campagna elettorale di Obama (e poi di Monti, con risultati non proprio simili). O del guru che tiene in piedi il blog di Grillo. O dei guru che preparano i ribelli dei movimenti rivoluzionari (ricordate il movimento arancione dell’Ucraina? bene, era tutto organizzato da questi guru dal punto di vista mediatico, persino l’idea dei fazzoletti arancioni).

Ebbene, oggi, risalendo a ritroso fino all’oggi del 1457, incontriamo un evento che può dirsi fondativo per la comunicazione come noi la conosciamo, la comunicazione di massa attraverso mezzi meccanici/elettronici. Si tratta infatti della data nella quale venne ultimata la realizzazione del primo libro a stampa con caratteri mobili, la Bibbia di Johann Gutenberg.

E ora, immaginate di essere un plenipotenziario bibliotecario incaricato da un misterioso collezionista di mettere in piedi una biblioteca epocale, degna erede della Biblioteca di Alessandria, e di avere a disposizione cifre decisamente importanti. Indicate qualche volume che ci vorreste mettere a qualsiasi costo (mi va bene tutto, da prime edizioni a stampa a caratteri mobili a manoscritti, da codici miniati a papiri e tavolette cuneiformi).

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Bestiario, VI

Sesta pagina del Bestiario del Canneto di Eridu.
Il fringuello

Come promesso, eccomi qua di nuovo per celebrare il Darwin day. Sì, ok, avrei dovuto pubblicare due giorni fa questo articoletto. Sì, ho capito, sono pigro, sono lento, blah blah blah. Adesso però basta fare i precisini.

Fringuelli. È un attimo collegarli al barbuto autore dell’evoluzionismo, alle sue osservazioni di dimensioni e forme dei becchi delle molte specie di fringuello delle Galapagos che, pare, gli ispirarono l’idea che tali specie traevano origine dalla selezione naturale di caratteri genetici. Eppure io, non vogliatemene, quando penso al fringuello penso a Dario Fo e al suo Zanni (da Mistero Buffo, dove tra l’altro si parlava anche di Celestino V e Bonifacio VIII, tornati anche l’oro d’attualità con l’abdicazione di Benedetto XVI), prototipo della maschera dell’affamato, quando sogna di prepararsi un pranzo pantagruelico, di cucinare una gallina e farcirla con un tordo, «un fringulàs, un pàsser»…
E lo trovo straordinariamente attuale, anzi, forse un filo in anticipo sui tempi. Non sono in grado di fare superbe analisi sociologiche, ma se è vero che le mense dei poveri sono sempre più frequentate da gente comune, che fino a poco prima aveva un lavoro e una casa, allora è facile pensare che lo Zanni tornerà ad essere una maschera attuale, troppo attuale, per qualcuno di noi.

E così, passando da Darwin a Dario Fo, ora torniamo a Darwin: adesso sono le classi politiche dirigenti che devono evolversi. In politica le mutazioni vantaggiose ci sono, e sono quelle che fanno prendere voti, e portano all’estinzione dei politici che non si sanno adattare. E a me sembra proprio che i tempi stiano cambiando, e che la nostra classe politica tradizionale l’abbia capito, ma non riesca a dare risposte convincenti, tante e tanto forti sono le resistenze in cui vive e si crogiola.

E se il fringuello è così adattabile, e il politico italiano così poco, c’è speranza che nel medio periodo potremo sentire il cinguettìo dei fringuello e non le stronzate di una campagna elettorale assolutamente ridicola, assurdamente tragica.

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