Il canneto di Eridu

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Almanacco, XXXVII

Trentasettesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu.
30 novembre 2012

Siamo nel 1979, e nel giorno del 30 di novembre viene pubblicato uno dei dischi che davvero possono essere definiti mitici. La storia del rock non sarà più la stessa dopo il successo di The Wall, dei Pink Floyd, opera rock nella quale il gruppo diventa un meta-gruppo, e l’alienazione di un cantante diventa la base di uno spettacolo epocale.
Il film, con Bob Geldolf come protagonista, ottiene un successo analogo, e lancia un’iconografia inquietante e di successo, con il muro che si costruisce man mano, i martelli che marciano costruendo temi grafici svasticheggianti, i bambini messi nel tritacarne dal professore che si tramutano in vermi…

Quale altro disco può vantare un impatto del genere sull’immaginario estetico collettivo?
Quale copertina di un disco (a parte forse l’altro mito pinkfloydiano del prisma di The dark side of the moon) è più famosa e ha fatto più storia?
Ebbene, ditemelo: qual è la vostra copertina di disco preferita?

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Almanacco, XIV

Quattordicesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu.
27 ottobre 2012

Restiamo in tema cinematografico. È il 27 ottobre del 1927, 85 anni fa. Passa per la prima volta in sala un film poco famoso, “il cantante di jazz”. Cos’ha di particolare? È il primo film sonoro della storia (per la verità, trattandosi sostanzialmete di un musical, aggira un po’ il problema della perfetta sincronizzazione tra voce e movimento della bocca), e il cinema cambia per sempre. Ancora più del colore.

Infatti se ancora oggi potete gustarvi tranquillamente un film in bianco e nero, un film muto resta (tranne per i cultori del genere) ormai irrimediabilmente lontano dai nosti gusti.

Ora, da lì in poi si sprecano battute memorabili nelle pellicole, per cui possiamo arrivare alla domanda di oggi: qual è la battuta più bella?
E ok, visto che sono veramente tantitra cui scegliere, voglio essere buono. Cinque battute, cinque. Con calma, scegliete. Cinque. Se poi le motivate, siete dei ganzi.

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