Il canneto di Eridu

Un blog per tutti e per nessuno

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#36. Agosto.

“Luke, scoprirai che molte delle verità che affermiamo, talvolta,
dipendono dal nostro punto di vista.”
Obi-Wan Kenobi, in “Guerre Stellari. Episodio V: L’impero colpisce ancora”

Sono nato in agosto, trentasei (anzi, #36.) anni fa tra due giorni. E mi è sempre piaciuto il mio compleanno. E no, non provo mestizia e tristezza e magone all’approssimarsi di un giorno in cui qualcuno mi dedica un pensiero o mi fa un regalo, e francamente fatico molto a capire perché dovrebbe. Già, perché? Eppure vi garantisco che per alcuni è così.

Si avvicina il loro compleanno e… kablam! si tuffano nella mestizia come uno stronzo si tuffa nell’acqua del cesso, cioè così, ci cadono, ci si lasciano cadere, senza nemmeno l’enfasi del gesto teatrale.
Alcuni per la terribile e atterrente consapevolezza dell’invecchiamento. Eppure si invecchia ogni istante. Alcuni invece approfittano del compleanno per fare tristi bilanci di periodicità annuale di tutto quanto non gli funziona, quando lo si potrebbe fare in qualsiasi altro periodo dell’anno tranne questo giorno, questo giorno in cui, per tradizione, per convenzione, gli si dedica un pensiero. E non vedo perché dovremmo pisciare sulla “convenzione”, dacché è una convenzione anche il linguaggio, e se disprezzassi la convenzione disprezzerei il linguaggio, e potrei quindi evitare di star qui a farmi sto blog di minchia.

Semmai, semmai, è quando il compleanno finisce che un po’ di mestizia inizia a illanguidire il mio spirito (vedi #16. Festa.).

Quindi, in definitiva, mi piace il mio compleanno, e tra pochissimi giorni lo sarà. E il mio compleanno è in agosto, e forse proprio per questo agosto mi è sempre piaciuto.

E fin da piccolo, con agosto, mi sono sempre piaciute tutte quelle cose ad agosto legate. Ad esempio le vacanze, e il mare. Il mare mi piace, sì (vedi #15. Prospettiva.).

Ma anche il numero 8, quello del mese sul datario. Quando a nove/dieci anni debuttai nel mondo del calcio (mondo che poi lasciai pochi anni dopo), lo feci con una bella maglietta lanosa, come si usava ancora, granata, con un bell’otto giallo sulla schiena.

E dopo la mia nascita, visto che ero del segno del leone, mia mamma comprò un leoncino di gomma, che fu anche il primo gioco, e che compare nel quadro che dipinse a festeggiare la mia nascita, e quindi anche il leone mi piace.

E mi piace il sole, e il caldo, e mi piacciono i colori del sole e del caldo. Mi piace da sempre l’arancione, che era il colore di agosto e del numero otto nei posterini in classe alle elementari (e la tigre che, arancione e nera, da piccolo era il mio animale preferito) e mi piace il giallo, che è il colore che scelgo sempre quando partecipo a qualche gioco in cui devi scegliere il colore delle pedine da utilizzare.

E il giallo è proprio un bel colore. Che poi, sarà anche vero che il colore più bello, il colore più forte, più violento e più leggibile sono tutti funzione del colore di sfondo, ma su sfondo nero (che è uno dei due più comuni) il giallo spacca di bestia.

E il giallo, l’arancione, il mare, il sole, il caldo, le vacanze, il gelato, il leone e la tigre, le sere calde in cui si esce tutti, gli amici, il compleanno, la festa e la gente che si ricorda di me, sono tutte cose fiche.

Agosto è come i girasoli, il mare, la pizza. Come il Natale.
Se li odi è colpa tua, non loro.

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