Il canneto di Eridu

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Almanacco, X

Decima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu.
23 ottobre 2012

Oggi per l’astrologia tradizionale (una delle cose in cui credo di meno in assoluto, forse ancora meno che nell’omeopatia, anche se di più che alle teorie sull’allunaggio simulato e mai realizzato) entriamo nel segno dello scorpione. Siccome, come detto, per me sono tutte minchiate divertenti solo per avere un simboletto da far incidere sulle medagliette, lo scorpione di cui parleremo è ben altro.

Se avete letto i miei racconti, infatti, avetedi certo notato una presenza ricorrente: la Ritmo Abarth. È stata la mia prima auto (la prima auto mia, non che ho guidato in assoluto), usata, anche se non era proprio la 120 Abarth ma la 105 TC, mascherata da Abarth con scorpioni ovunque. La differenza in potenza c’era, ma trascurabile.
Ora, pur deprecando in tutte le sue manifestazioni e forme la subcultura truzza, quella macchina mi è rimasta in un certo modo dentro, per cui non riesco mai a guardare col giusto sopracciglio alzato le auto da truzzi, le ibiza viola coi vetri neri, le golf con i neon sotto, quelle che appena accendono l’autoradio spostano le rose e i tulipani dall’ombra dei fossi.

Lo so, lo so che dovrei dire che sono bare ambulanti (e lo sono) e che se ne trovano a montagne dagli sfasciacarrozze sul bresciano (e sono mezzedistrutte prima di arrivare, in genere). Ma faccio fatica.

Ora, qual è stata la vostra prima auto? Ne serbate un buon ricordo?

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#35. Sport.

Oggi le Olimpiadi di Londra se ne vanno. E il campionato di calcio va a iniziare.
Mai una buona notizia.

Se ne vanno due settimane in cui si seguono gare di tutti gli sport, si vedono imprese magnifiche di gente che sputa sangue per anni inseguendo il sogno di un giorno di gloria. Se ne vanno due settimane di festa continua, perché ogni giorno c’è qualche stato che sorride, qualche tifoso che sventola la sua bandiera. Due settimane di record, di sorrisi e di lacrime. Due settimane in cui il numero di polemiche, rispetto alla quantità di gare, è irrisorio.

Ci aspetta un anno di polemiche per fuorigioco e goal non visti, e calcioscommesse e squalifiche non date, poi date, poi ritirate, poi ridate. Un anno di facce da culo che tutto hanno imparato dalle facce da culo della politica, un anno di presidenti che dicono (e fanno) cazzate e sportivi ricchissimi, viziati, sleali e di pessimo pregio. E tifosi pure peggiori.

Ci sono volute le Olimpiadi per spurgare il brutto della stagione di calcio, e come risultato non ho più un cazzo di voglia di fubal.

Alle Olimpiadi la festa, le vittorie, i campioni, il tifo per gli atleti della tua nazione, ma anche per i grandi campioni stranieri: Bolt, Phelps, la Felix… sono tutti fenomeni che non vedi l’ora di ammirare in gara, indipendentemente dal tifo.
E le bandiere, e gli inni.
E anche le squalifiche: ché lo spirito olimpico non è facile da descrivere, ma ci vuole un attimo a offenderlo, e chi lo offende va a casa.

E i sacrifici, il talento e la gloria.

E la vittoria. Perché alle Olimpiadi l’importante è vincere.

Ma ognuno ha la sua vittoria.

Ci sono atlete qualificate in paesi in cui le donne atlete sono viste malino, ed arrivare al villaggio olimpico è una vittoria grandissima.

C’è Phelps che è diventato l’atleta più medagliato di tutti i tempi, e se questo non ne fa l’Atleta con la “A” maiuscola, beh, che dire… che altro deve fare? Deve essere anche sportivo? Beh, lo è e lo dimostra, perde i 200 farfalla contro Le Clos e lo aiuta nelle procedure di premiazione, visto che è emozionatissimo e imbranatissimo.

C’è chi è un fulmine, e fa un record del mondo splendido, ma corre intorno come un cazzone facendo ridere uno stadio, senza tirarsela. Perché i grandissimi se la tirano solo se fa ridere.

E c’è la vittoria di Liu Xiang, fenomeno cinese dei 110 a ostacoli, che col tendine strappato, in lacrime, su una gamba sola porta a termine la gara, nell’assordante ovazione del pubblico che ha capito di trovarsi di fronte a una di quelle pagine che nella storia dello sport ci resteranno per sempre, più degli ori, più dei record. E ci mostra che i cinesi non sono un mucchio di numeri, ma persone, con una passione unica.

E ci sono anche i nostri splendidi azzurri, che sparano, tirano con l’arco e di scherma, e picchiano come dei fabbri. E c’è la Cagnotto che piange disperata perché ha fallito per un niente l’obiettivo di una vita.

E per rivedere tutto questo dovremo aspettare quattro anni… E nel frattempo abbiamo avuto con la supercoppa un assaggio della rottura di palle che ci scarriolerà addosso il campionato. E già mi vien male.

E poi c’è un giornalista, che di solito non mi dispiace nemmeno, ma che stavolta non mi è piaciuto per una fava.

Allora, ognuno ha le sue preferenze sugli sport olimpici. Un mio amico eliminerebbe il calcio. Un altro ha dubbi sugli sport il cui esito è determinato dai voti dei giudici.

Il giornalista – che è poi Gramellini, vicedirettore della Stampa – ha invece ipotizzato, gettandosi in un campo minato, che proprio non siano sport la ginnastica ritmica (paragonata a una cosa circense con nastri e clavette), la BMX (chissà poi perché invece il ciclismo su pista dovrebbe essere più sport, mah), il badminton (e anche qui è difficile stabilire perché dovrebbe avere minor dignità del tennis) e il nuoto sincronizzato (chissà perché non lo scherma o il pugilato, invece).

Ho trovato triste lo sminuire quelli che sono sport a tutti gli effetti, con dietro una dura preparazione e una classe notevole (non è che il primo stronzo che arriva fa la medaglia d’oro, per dire).
E ho trovato curioso il tentativo di dare sostegno a questa triste tesi col fatto che ci sono degli interessi dietro l’inserimento di questi sport, quando probabilmente il budget mondiale di tutte queste federazioni di tutte le nazioni sommate non arrivano allo stipendio di un Thiago Silva, ai guadagni di Federer o della Sharapova, o di Bryant, giusto per citare tutta gente presente alle Olimpiadi.

Io, al contrario di Gramellini, trovo fin troppo scarno il programma dei giochi. Ci vorrei innanzitutto il rugby, il golf, il baseball. E poi perché non il kendo, il cricket, il polo, il croquet, l’hockey su pista.
E non mi dispiacerebbero anche lacrosse e calciobalilla, e tamburelloe i salti da fermo, e il tiro alla fune.

E no, non lo troverei svilente per l’Olimpiade. Anzi, trovo questi atleti e queste atlete straordinariamente olimpici.

E voi, di quale sport sentite la mancanza ai Giochi?

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