Il canneto di Eridu

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Almanacco, LXXXIX

Ottantanovesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu
23 maggio 2013

Deve esistere uno strano rapporto misterioso tra il 23 maggio e il fuoco, e tra il fuoco e la follia punitiva dell’umanità. Percepito come elemento purificatore (forse retaggio dei rudimenti della cottura che rende il cibo mangiabile, togliendo quindi l’aspetto impuro del cibo crudo che più facilmente porta a malattie, o forse collegato ad epoche remote e alle tecniche di coltivazione del taglia e brucia, che rende al terreno ciò che dal terreno è stato rubato, rivivificandolo), il fuoco ha avuto la spiacevole tendenza, da elemento di luce e calore, a diventare strumento di morte. E così le religioni, che hanno a che fare per definizione con la morte e con la purificazione, col fuoco hanno stretto un certo legame, che da simbolico e sublimante è divenuto nel tempo, talvolta, aberrante.

Ma che legame c’è tra l’aberrazione del simbolo religioso del fuoco che diviene strumento di morte e il 23 maggio?

Bah, sicuramente niente di più che il caso, ma il caso riunisce il 23 di maggio del 1430 i borgognoni catturano Giovanna d’Arco, che verrà poi venduta agli inglesi ed arsa viva. Il 23 maggio del 1498 è Girolamo Savonarola (“Savonarola! Eh, che è, diamoci una calmata!”) che finisce al rogo. E il 23 maggio del 1592 è la vota di Giordano Bruno, che in quel giorno viene arrestato a Venezia.
Amici miei, occhio, già tira una brutta aria per i blogger ultimamente… Mi sa che se oggi vi beccano il vostro destino è segnato. E si sente già puzza di bruciato.

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