Il canneto di Eridu

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Almanacco, LXXVII

Settantasettesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu
4 aprile 2013

Oggi possiamo essere un po’ più faceti (o molto più seri, dipende dai punti di vista) occupandoci di argomento assai più gradevole rispetto al precedente. Ovvero della fine della civiltà come noi la conosciamo sul pianeta Terra.

No, tranquilli, non sto parlando di un’Apocalisse prossima ventura… ma della tipica situazione che si prospettava in quel foltissimo corpus mitico costituito dagli anime (cartoni animati giapponesi) degli anni Settanta-Ottanta, con ferocissimi alieni che attaccavano il pianeta per conquistarlo/distruggerlo/razziarlo e una squadra di coraggiosi che (al grido di «e difendiam la terra!») si scagliavano contro il nemico, il più delle volte alla guida di un robot (forse la più stupida forma possibile di macchina bellica).

Come mai tutto questo proprio oggi? Perché ricorre un anniversario speciale, e se è vero che oggi ci sarebbero anniversari molto più importanti da ricordare, noi ci dedichiamo a questo: a quel 4 aprile del 1978 quando su Rai2, alle 18:45, venne trasmessa in Italia la prima puntata di Atlas Ufo Robot.

E ora, al mio segnale, scatenate l’inferno, e ditemi qual era, o è, il vostro robottone giapponese preferito!
Prot! (questo è il segnale).

Dimenticavo, per inciso il mio preferito era Daltanious, con il suono mitico leone Beralios.

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Almanacco, XVI

Sedicesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu.
30 ottobre 2012

Salto temporale al 1938. Un giovane dotatissimo e geniale speaker radiofonico mette in scena un convincente adattamento de La guerra dei mondi di Herbert George Wells. La genialità dello speaker sta nel presentare la cosa come realtà, non finzione, provocando panico negli Stati Uniti.

Quell’uomo era Orson Welles.

La domanda è questa: vi è mai capitata con un libro, una trasmissione radiofonica, televisiva, un film o un concerto, un’esperienza per qualsiasi motivo altrettanto sconvolgente di quella capitata ai poretti che credettero allo schersone di Welles?

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