Il canneto di Eridu

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Almanacco, XCVI

Novantaseiesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu
17 luglio 2013

Trentotto anni fa avveniva qualcosa di storico. Per la prima (e unica, almeno per i vent’anni successivi) volta le due superpotenze, Stati Uniti e Unione Sovietica, collaborarono in una missione spaziale, con l’agganciamento in orbita di una capsula Apollo e una Sojuz (partite due giorni prima rispettivamente dagli storici Space Center di Cape Canaveral e Cosmodromo di Baikonur), e il passaggio degli astronauti americani e dei cosmonauti sovietici dall’una all’altra.
Tra l’altro la missione fu anche l’ultima di una capsula Apollo per gli Stati Uniti, che sei anno dopo ritorneranno nello spazio con le missioni di Space Shuttle.

Nell’occasione della missione ASTP (Apollo-Sojuz Test Program) ci furono anche le prime riprese trasmesse in tutto il mondo della partenza di un razzo sovietico con la capsula a bordo e dell’atterraggio della capsula nel deserto del Kazakistan.

La cortina ha cominciato a vacillare a partire dallo spazio, dunque? Verrebbe da pensare di sì, anche perché non pochi analisti attribuiscono a un costosissimo programma spaziale sovietico, il Buran (lo Shuttle russo) la colpa di aver dato una decisa spallata a un sistema economico già in evidente difficoltà, facendo precipitare poi la situazione e portando al crollo del comunismo.

La domanda per voi, oggi, è questa: fatta eccezione per l’allunaggio, che è di gran lunga il più grande traguardo simbolico raggiunto dall’uomo nello spazio, qual è la missione spaziale che preferite tra quelle compiute sinora?
E poi, quando eravate piccoli e giocavate con le astronavi (cosmonavi?) di Legoland Spazio, preferivate gli omini rossi o bianchi? O i successivi gialli/blu/neri?

Edito alla luce della piega presa dalla cosa sui social network: non voglio più solo sapere qual era il vostro colore preferito degli omini, ma proprio il vostro pezzo preferito di Legoland Spazio! Il vettore grigio? La base missilistica? Il cargo spaziale?
Potete aiutarvi cercando qui.

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Almanacco, LX

Sessantesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu
28 gennaio 2013

Se le mie informazioni sono esatte, oggi è un anniversario particolare. Infatti 55 anni fa, nel 1958, vedono la luce dei piccoli oggetti di plastica che hanno fatto storia, per lo meno la nostra storia, di noi nati negli anni Settanta.

Sto parlando dei mattoncini Lego. Che, tanto per dire, solo sabato sera facevano parte dei regali ricevuti da uno del mio giro, un frequentatore del Canneto.

Ora, se dovessi mettermi a scrivere di Lego probabilmente mi commuoverei e finirebbe in lacrime e melanconia.
E lo faccio.
Vi parlo per esempio di quando a 6 anni i miei mi portarono in un negozio di giocattoli a vedere il castello di Lego, il primo, quello giallo, nel periodo in cui ero intrippato fuori misura con i cartoni animati di «La spada di King Arthur», con tanto di 45 giri in vinile in heavy rotation nel mio mangiadischi. Potrei parlare del fatto che non volevo la stazione di polizia, ma il castello, e mi dicevano che Santa Lucia forse mi avrebbe portato la stazione di polizia, perché il castello… mah… era finito… e invece trovarmelo davanti fu una grande emozione.
Potrei raccontarvi di quanto mi piaceva la serie di Legoland Castello, con la locanda, o il carro-prigione regalatomi da mia nonna, o il technik che mi regalò l’altra nonna. E il castello piccolo grigio con il portone rosso, pezzo macante nella mia collezione.
E il Legoland Spazio dell’amico Juan, che aveva delle piattaforme lunari fatte col gesso, molto belle. E le piattaforme della città che invece facevano parte si una delle mie prime santalucie, a 3-4 anni.

Ma una bella domandona ora la pongo a voi, vecchi miei. Tra tutti quelli che avete avuto, qual è l’oggetto in Lego che più avete desiderato e per il quale avete più gioito? E quale invece quello che avete desiderato e mai ottenuto?

Sì, contano anche oggetti comprati da adulto, o che vorreste ancora comprare…

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