Il canneto di Eridu

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Almanacco, LVI

Cinquantaseiesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu.
14 gennaio 2013

Almanacco telegrafico, perché ho pochi momenti a disposizione. Cinquantanove anni fa matrimonio celeberrimo: Marilyn Monroe sposa il campione di baseball Joe DiMaggio (dai cantiamo tuttinsieme uèr ev iu gon Giò Dimaggìo a nescion torn iz lonli ais tu iuuuu).

E rapidamente passiamo alla domanda: tra i matrimoni celebri ce n’è qualcuno che per qualche particolare motivo vi ha colpiti, toccati, smorbati, stratavanato la fava?

#16. Festa.

Chissà se davvero esiste qualcosa come la sindrome post-festa. Se esiste, io ne soffro.

Quella sottile, liquida mestizia che a tre quarti di serata comincia a infilarsi tra i sorrisi, furtiva e non vista, e poi esplode più tardi, in macchina verso casa.

Quella sensazione che una cosa bella stia ormai per finire. Quell’atmosfera che cambia sapore quando il primo giro di amici se ne va, e si capisce distintamente che ormai l’estate sta finendo.

E saluti se vai via tra i primi. E raccogli bicchieri di plastica se sei tra gli ultimi. E gratti la griglia e riporti dentro le sedie se hai organizzato tu. Ma alla fine, docciato, stanco, senti il fresco delle lenzuola, e quel sottile magone al pensiero che domani non sarà festa. Che è andata.

La gioia agrodolce del natale, dei regali scartati, delle facce felici, delle persone cui vuoi bene riunite con te a tavola, e il pensiero dei natali futuri che forse non saranno così belli.

Ecco, questa la chiamo sindrome post-festa.
Perché se ogni grandezza contiene già il seme della rovina, se ogni altezza comprende il concetto di caduta, ogni bella festa comprende il ritorno alla normalità, del giorno qualsiasi.
Se non altro una volta mi bastava una qualsiasi festa o cena o uscita divertente per essere permeato dal fàntasma tramontizio, oggi mi serve un fine settimana come quello appena finito, con un addio al celibato che in realtà era una grigliata tra amici, con una seconda grigliata per un compleanno, e con gran finale con matrimonio di un amico che definire di vecchia data, ma anche che definire semplicemente amico, pare un po’ poco.

Può non esserci a questo punto un po’ di magone? No, non può.

Quindi perdonate il titolo fuorviante, che prometteva lazzi e svolazzi, e invece vi regala una bottiglietta di aranciata amara, una sdraio, una veranda, un tramonto, e qualche piatto di plastica per terra con gli avanzi per il cane.

Dissolvenza su suono di armonica.

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