Il canneto di Eridu

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Almanacco, XXVI

Ventiseiesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu.
14 novembre 2012

Per oggi chiamatemi Ismaele.
Oggi, infatti, un oggi di 161 anni fa, viene pubblicato un romanzo destinato ad essere forse il più grande classico della letteratura statunitense, Moby Dick di Herman Melville. E con esso arriva al palato letterario mondiale uno degli incipit più famosi di sempre, quel “Chiamatemi Ismaele” che per un secolo e mezzo è stato citato, stravolto e perculato nei modi più bizzarri, talvolta banali e irritanti, talvolta superlativi.

Bene, la domanda di oggi è: qual è l’incipit più bello della letteratura mondiale, secondo voi?

Stavolta contravvengo alla mia abitudine di non rispondere alla mia stessa domanda se non dopo alcuni commenti: senza tema d’infallare piazzo al primo posto “Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori” dell’Orlando Furioso dell’Ariosto: perfetto, sublime. Con quella contrapposizione a specchio tra donne e amori, sull’esterno del verso, e cavalieri e armi all’interno.
Al secondo posto Neuromante di William Gibson con “Il cielo sopra il porto aveva il colore di un televisore sintonizzato su un canale morto”.

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