Il canneto di Eridu

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Almanacco, LXXIX

Settantanovesima pagina dell’Almanacco del Canneto di Eridu
11 aprile 2013

Cinquantadue anni fa, sul palco di una bettola newyorkese di proprietà di un certo Mike Porco, debutta un ragazzino ebreo appena arrivato viaggiando da clandestino su un treno merci, un ventenne di nome Robert Allen Zimmerman che sì, davvero, in fondo possiamo dire che un po’ di strada ha fatto (no, dannazione, non è quello di “Orrori da gustare”, quello è Zimmern).
Si tratta infatti di un certo Bob Dylan, e porcavacca, se ne ha fatta di strada. E no, non l’ha fatta tutta da clandestino su un treno merci. Anche se dalle sue canzoni potrebbe sembrare così. E non è forse proprio questa la cosa più bella?

Ora, visto che si tratta di uno degli artisti nei quali maggiormente si sono fuse musica popolare, impegno dei testi e alta forma di poesia (e un altro è il nostro De André, e non è un caso se c’è quella “Via della povertà”, “Desolation Row”, ad unirli), mi viene facile chiedervi qual è la sua canzone che preferite, o quella di De André, appunto, oppure quale preferite dei due e perché, e se volete potete pure rispondere a queste domande.
E anzi, parto io, e metto Dylan un filo sopra a De André nel periodo di massimo splendore, nelle vette, diciamo, ma De André più in alto come carriera nel suo complesso, visto che Dylan adesso mi fa impressione sia dal punto di vista estetico che uditivo. Non si può più ascoltare. E scelgo “It’s all over now, baby blue” per Bob e “La città vecchia” per Faber.

E per concludere, un saluto a un altro artista che vanta un debutto importante il 10 di aprile (ma chissà, se avesse pensato a Bob Dylan magari avrebbe aspettato un giorno), si tratta del buon vecchio Talamax, il cui blog, Rondini-HF ha giusto ieri compiuto un anno. Ditemi se questa non è poesia.

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