Il canneto di Eridu

Un blog per tutti e per nessuno

#39. Dozzina.

Il dodici è un numero particolarmente affascinante.
Lungi da me cialtronesche tentazioni numerologiche di stampo occultista, resta comunque innegabile che il dodici ha un certo significato nella struttura del nostro mondo. Intanto sono dodici le lunazioni (i cicli lunari) complete in un anno, e corrispondentemente (troppo perché non ci sia relazione) sono dodici e più o meno della stessa durata i cicli mestruali delle donne.
È chiaro che di fronte a due cose tanto importanti (un astro maggiore del nostro cielo, e il ritmo della fertilità della donna) il dodici non può che essere un numero che fin dall’antichità ha avuto una certa importanza. In fondo il dodici collega la luna, e quindi la notte (metà del tempo) e la donna (metà dell’umanità), è insomma parte integrante della trama del reale percepito dall’uomo.
E se arriviamo anche ai giorni nostri, apparentemente senza alcun motivo le uova, i fiori, le bottiglie si comprano e regalano a mezze dozzine o dozzine: appare chiaro come fino ad oggi il dodici sia rimasto come un numero pesante nell’inconscio collettivo.

Ma di questo, in realtà, non avevo alcuna intenzione di parlare. Sono stato traviato dal titolo. Perché volevo parlare di “dozzina” intesa come “sporca dozzina”, che dal film del ’67 è diventato, indipendentemente dal valore numerico, il miglior termine possibile per indicare una squadra di gente dotata di gran fornimento di maroni, in grado di svolgere un’impresa disperata. Meglio di “Vendicatori”, a dirla tutta, perché quel termine dà l’idea che ormai la frittata sia fatta e ci sia solo voglia di prendersi una rivincita, e alla fine la vendetta è un piatto di merda. Sì, perché l’obiettivo dev’essere evitare di farci sterminare, dopo sai che mi frega.

Ora, a seguito di uno scambio di idee con un affezionato lettore (che tra l’altro ieri ha tagliato il traguardo di tre dozzine di anni, tanto per dire) ho deciso di concedermi il lusso di immaginarmi un pianeta terra in epoca medievale, incasinato già di suo perché si sa che se li chiamavano secoli bui un motivo ci deve pur essere, e di aprire un portale in grado di far giungere sulla terra creature malvagie e mostruose da una terra sconosciuta, al servizio di un feroce individuo con l’obiettivo dichiarato di conquistare il mondo.

Di fronte, però, la possibilità – per una qualche magia, diciamo – di creare una squadra di 12 individui, presi dalla storia, dal folklore, dalla mitologia, in grado di fronteggiare questa mostruosa invasione. Ebbene, avendo questa possibilità, chi sarebbero i dodici? Come comporre questa squadra di avengiatori ante litteram e, soprattutto, ante tragediam?

Cominciamo a strutturare la squadra.

In primis serve un leader. La storia e la letteratura ne sono piene, ma qui serve qualcuno abbastanza carismatico da essere seguito, abbastanza folle da non fermarsi di fronte a niente e nessuno, e abbastanza leale da mettersi al comando di una missione suicida pur di salvare il mondo. Non va bene un Pericle, troppo politico. Né Carlo Magno o Giulio Cesare, spinti da desiderio di potere personale. E nemmeno Artù, che parte bene a inizio vicenda ma poi si spegne (e poivorrei evitare personaggi arturiani, che potrebbero fare una sporca dozzina da soli). Forse Cincinnato, grande dictator romano, ma sempre di politico, non di guerriero, si tratta. L’uomo giusto è un altro, il leader di questa squadra non può che essere un uomo in grado di trascinare la sua squadra al sommo sacrificio, e in grado egli stesso di sacrificarsi: Leonida I di Sparta. Alle Termopili guidò 300 spartani, più 400 tebani e 700 tespiesi, in una battaglia che ancora oggi è sinonimo di coraggio, eroismo, sacrificio e maroni a grappoli, oltre che capacità di comando, per tenere lì inchiodati alla morte quei 1400 uomini. E quando il persiano Serse disse agli spartani di deporre le armi, Μολὼν λαβέ, «venite a prenderle», gridò Leonida. Più, probabilmente, un invito a comparire in retro di fronte alla fava divina per tutti i persiani. E 20.000 se ne portarono nella tomba, prima di morire a causa del tradimento di Efialte. La merda.

E al fianco di Leonida, suo braccio destro e guerriero disposto a morire pur di salvare il mondo, di certo piazzerei Roland. No, non Cristiano Roland, ma semplicemente Roland, che nella medievale Chanson de Roland difende a Roncisvalle le retrovie dell’esercito carolingio contro gli arabi, e riuscirebbe a portare a casa tutti i suoi se non fosse per il tradimento di un’altra merda, Gano di Maganza. Roland è un esempio di grandissimo guerriero («guerra non fa nessuno grande», n.d. Yoda) disposto al sacrificio persino per l’onore della Francia. Di certo non si tirerà indietro se c’è da salvare nientepopodimeno che l’umanità…
Ah, sia chiaro, il Roland della Chanson, non l’Orlando dell’Ariosto che spacca mezzo mondo perché va giù di testa per la patata di Angelica, quello forse non ce lo potremmo permettere.

Di certo poi servono altri combattenti valorosi. Chi meglio di Cú Chulainn, eroe delle saghe irlandesi, al quale le profezie vaticinano grandi imprese e gloria e vita breve (un po’ come Achille, ma molto meno stronzo). A diciassette anni, da solo, difende l’Ulster dall’esercito del Connacht per mesi affrontandone i guerrieri uno ad uno, e fronteggiando al contempo anche la temibile dea guerriera Morrigan. Sì, direi che è una delle scelte migliori per difendere l’umanità da mostri, draghi, eccetera.
Che poi un eroe celtico ci vuole, è sicuramente più oscuro e sporco di uno statuario greco antico e un francese medievale in armatura scintillante. Cioè, non so se mi spiego, a Cú Chulainn quando si incazza si chiude un occhio e l’altro si ingrossa enormemente, bello da vedere non dev’essere.
Bestione sì, bello no. Per niente.

E ci mettiamo anche Eracle, l’incredibile Hulk dell’antichità, bello grezzo. Dodici fatiche ha compiuto (e ancora la dozzina c’è di mezzo, già per questo non può mancare), non vogliamo donargli la possibilità di compierne una tredicesima e salvare il mondo?
Vogliamo, vogliamo.
Eracle non era un eroe brillante, né sveglio, e neppure il classico compagnone. Facilmente raggirabile, ma allo stesso tempo collerico e dalle pessime reazioni in caso di raggiro, è però fedele alla parola data e dotato di senso del dovere. Altrimenti dopo 4 fatiche avrebbe mandato tutti all’Ade, soprattutto quel pezzo di merda di Euristeo.
Sì, è l’uomo (anzi, il semidio) giusto per il posto del bestione buono.

Altro uomo della prima linea è Beowulf, guerriero del popolo dei geati (tribù di ceppo gotico), che attraversa il mare per portare aiuto a Hrothgar, re dei danesi, la cui “casa degli eroi” (più che un palazzo occorre immaginarsi una costruzione megalitica) è straziata dalle incursioni del gigante Grendel, che nella notte divora i guerrieri. Beowulf sconfigge Grendel, e persino la madre, mostro ancora più potente, e chiude la propria vita uccidendo un drago che vessa la sua terra. Insomma, un gran bel curriculum, non vi pare?

Per chiudere la prima linea di guerrieri mettiamoci un cavaliere cristiano. Anzi, il santo patrono dei cavalieri: san Giorgio. Il megalomartire. La sua vicenda, occorre ricordarlo, ricorda in parte quella di Perseo e Teseo, con un tributo di giovani vite richiesto annualmete da un mostro che a un certo punto porta alla condanna il figlio o la figlia del re. In questo caso si trata della principessa. E il cavaliere Giorgio irrompe, fa stramazzare al suolo il drago, e poi (secondo la Leggenda aurea di Iacopo da Varagine) gli mette al collo la cintura della principessa. Da quel momento il drago segue Giorgio come animale mansueto. E a noi un eroe che abbia un drago al suo servizio serve, eccome, se vogliamo davvero salvare il pianeta!

Ci mettiamo poi Perseo, meno grosso, forse, ma con Pegaso al suo servizio svulazza e può colpire dall’alto. Anche perché se no contro i mostri volanti c’è poco da fare, abbiamo solo il drago di san Giorgio, e in più serve assolutamente qualcuno in grado di volare veloce in perlustrazione. E comunque di personaggi come Perseo che hanno affrontato un sacco di mostri ce ne sono pochi (e il mostro marino che doveva sbranare Andromeda, e la gorgone Medusa…). E per di più è intelligente (a differenza di gran parte dei tamarri elencati precedentemente) e pure ben voluto dagli dei, il ché non guasta.

Ci serve poi un gruppo di personaggi meno da impatto, più furbi e dotati di altre risorse rispetto alla forza bruta.

Dopo tutti questi combattenti di prima linea, ad esempio, è buona norma avere qualcuno in grado di colpire a distanza. Di certo il più famoso arciere, conosciuto da tutti, è Robin Hood. Quello delle ballate medievali tradizionali, quello un po’ oscuro, protagonista di vicende inquietanti, a tratti. Un eroe ben poco solare, e soprattutto slegato dalle vicende di Locksley celeberrime di Ivanhoe e Kevin Kostner. Ma comunque un eroe sufficientemente pieno di sé per tuffarsi in un’impresa oltre il limite del mito.

E un mago è indispensabile. Ma non mi tuffo a capofitto su Merlino o i suoi emuli, scelgo Angelica. L’Angelica dell’Orlando Innamorato, figlia del re del Catai (quindi cinese), bellissima e scaltra, dotata di arti magiche. Tutti si innamorano di lei, e per tutti intendo tutti i più cazzuti guerrieri del pianeta, eppure lei se la cava sempre, e alla grande. Potrebbe essere in grado di intrufolarsi nel campo nemico, e raggirare qualcuno. Sì, potrebbe.

Sempre tra le persone in grado di intrufolarsi nel campo nemico, ci serve una persona veloce, velocissima. E chi meglio di Atalanta di Arcadia, la vergine cacciatrice figlia di Zeus (e questo ne fa una sorellastra di Eracle) e protetta da Artemide, invincibile nella corsa. Certo, una volta venne sconfitta con un bieco trucco, ma ormai dovrebbe averlo imparato…

È l’ora di cambiare ambiente mitico, e spostarci dall’Europa. Aladino compare nella redazione francese de Le mille e una notte, è un cialtrone e un ladro, di lui non ci si può fidare granché. Ma un anello di protezione e una lampada magica con un genio lo rendono automaticamente un candidato ideale. Può colpire in volo come Perseo, ha a disposizione magie come Angelica, anzi, di più. E da ottimo ladro, è anche lui indiziato speciale per missioni di infiltraggio.

E infine, serve una creatura non umana, una specie di mascotte. E dal folklore medievale spunta la volpe Renard, che supera in astuzia tutti gli altri animali! Chi meglio di lui per guidare l’intrusione?

E così siamo arrivati a 12. Molti altri avrei voluto mettere, da Teseo a Sindbad, da Gilgamesh a Enkidu, da Davide a Sansone, da Orfeo a Ippolita, regina delle Amazzoni, e per finire Ossian, il bardo che avrebbe potuto narrare le vicende degli eroi.
E voi, chi scegliereste?

Eccoci dunque a parlare delle fonti del testo.
La “Chanson de Roland”, scritta dal sedicente Turoldo, è l’esempio tipico di chanson de geste francese. Qui parte la materia di Francia. L’edizione di cui sono in possesso, ottima, è edita da Mursia e curata da Finoli e Pozzoli.
Di Cú Chulainn potrete leggere in “Saghe e leggende celtiche – la saga irlandese di Cú Chulainn”, a cura delle solite Agrati-Maggini.
Beowulf è protagonista di un omonimo poema sassone, la cui edizione italiana, per i tipi di Carocci, è curata da Giuseppe Brunetti. Ci ha scritto peraltro un saggio Tolkien, saggio che potete trovare nell’antologia tolkeniana “il medioevo e il fantastico”, nella Biblioteca Medievale di Luni.
Per san Giorgio ho già menzionato la “Leggenda aurea”, mentre per il Robin Hood più antico e folklorico consiglio il prezioso e quasi introvabile “Le ballate di Robin Hood”, a cura di Nicoletta Gruppi, in Einaudi.
De “Le mille e una notte” esistono mille e una versioni in mille e una edizioni diverse. Non sono in grado di eleggerne una a mia favorita, se già io e la mia compagna ne abbiamo due diverse.
“Le metamorfosi” di Ovidio ci parlano di Atalanta, mentre per Angelica chi meglio del Boiardo col suo “Orlando innamorato” e dell’Ariosto e il suo “Orlando furioso”? Le mie edizioni sono in Einaudi.
Per concludere, per approfondire il tema del personaggio di Renart, consiglio, di Massimo Bonafin, “Le malizie della volpe. Parola letteraria e motivi etnici nel Roman de Renart”.
Di Ossian torneremo a parlare, lasciamolo lì un momento.

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17 pensieri su “#39. Dozzina.

  1. fabio foggetti in ha detto:

    Non è molto chiaro nè coerente come tu hai mescolato storia e mitologia. Mi sono adeguato.
    Di donne manco l’ombra…purtroppo

    1) Alessandro il Grande
    2) Zorro
    3) Tarzan
    4) Ulisse
    5) Sherlock Holmes
    6) G3sù di Nazar3th
    7) Jack London
    8-9) Lewis & Clark
    9-12) I tre moschettieri e d’Artagnan

    • Sei il secondo che mi compie lo stesso errore e quindi immagino di non essermi spiegato io: la vicenda si svolgerebbe nel medioevo, ergo i personaggi vanno presi da storia, mito e folklore a partire dal medioevo e andando indietro. Niente Gandalf né Sherlock Holmes, comparsi assai dopo, per dire…

      • fabio foggetti in ha detto:

        effettivamente non avevo capito. Poi ho fatto un altro errore, ne ho messi 13 😀

  2. Luca in ha detto:

    Non mi metto a fare un listone complessivo perché dovrei pensarci su (e magari lo farò anche), ma leggendo mi è venuto in mente Thor che in Ultimates spazza via da solo torme di enormi navi aliene a suon di fulmini.

    E poi, fantasticando parecchio, mi vedo un Archimede (o un dedalo) che costruisce torme di opliti meccanici e improbabili armi costruite con legno e bronzo… ^^

    • Thor è un dio, quelli che ho scelto sono almeno per metà umani… altrimenti hai voglia… Shiva, Inanna, Nergal, Ares, Athena, Morrigan, Kali…

      Mi piace invece l’idea dell’inventore, non ci avevo pensato…

      • Luca in ha detto:

        Personaggi di fine ‘500 valgono? No, perché Miyamoto Musashi ha un bel curriculum con 60 vittorie (con un uno o più avversari) e nessuna sconfitta all’attivo 🙂

      • Fine ‘500 è tecnicamente fuori medioevo. Posso chiudere un occhio per i popoli che non avevano ancora incontrato li europei (forse giusto aborigeni, papua, maori e polinesiani).

  3. Whitto in ha detto:

    Ulisse sicuramente (dotato di un Tom Tom per lo meno)
    G3sù secondo me è geniale (grande Foggio 🙂 )

  4. fabio foggetti in ha detto:

    1) Alessandro il Grande
    2) Ulisse
    3) Sansone
    4) G3sù di Nazar3th
    5) Mosè
    6) Galvano
    7) Ettore
    8) Giasone
    9) Socrate
    10)Leonardo da Vinci (se me lo concedi)
    11)Cleopatra
    12)Il Minotauro

  5. Non credo il discorso sulla dozzina sia utile a niente altro che darti la scusa per parlare di personaggi che ti piacciono (come dovrebbe essere) io ne metterei 6. i vendicatori del film tra l’altro erano 6.
    comunque basta con le ciance. io metterei:

    dante- il narratore.
    wilhelm tell-l’arciere
    san giorgio-il cavaliere
    san francesco-il chierico/ranger
    vlad tepes-il condottiero (pre vampiro). poi diventa il disertore e passa al nemico
    longino-l’immortale
    erik il rosso- il condottiero dopo la defezione di vlad.
    morgana-l’incantatrice
    avicenna- lo scienziato/medico
    ma0m3tt0-il profeta
    Ḥasan-i Ṣabbāḥ- il vecchio della montagna (fondatore della setta degli assassini)
    marco polo-il viaggiatore

    questo se vogliamo solo gente del medioevo.

  6. allora. una cena col vecchio della montagna la farai tu. Se si vuole spaccare il culo a forze nemiche assurde questa gente serve.
    l’incantatrice fa rivoltare i nemici contro i loro compagni
    lo scienziato crea armi per rompere culi (tony stark anyone)
    il profeta ha il favore di Dio (se poi imbrochhi il Dio giusto quello è un’altra faccenda)
    poi un paio d’immortali e uno che parla con gli animali. Piuttoso che fare un gruppo di rugbisti in calore mi sembrava idoneo metterci gente che potesse metterci alleanze e cervello

  7. Topus in ha detto:

    Manco da uno smodilione di tempo e gli ultimi post sono molto interessanti. Allora, lo spirito, se ho ben capito, sarebbe quello di creare una squadra, con diverse competenze, in grado di fronteggiare la minaccia mostraccia. E suppongo europocentrica (e dintorni). Dando per assodato che i personaggi evocati abbiano realmente le caratteristiche e i poteri attribuiti loro da folklore e storia. Bene. Il leader che hai scelto tu è ottimo, per le ragioni da te già citate, ma il senso dai commenti è di dare altri nomi su cui riflettere per cui vado con altri dodici nomi.

    GESU’: leader chierico di alto livello, ispiratore, pronto al sacrificio, forte con i forti, comprensivo con i deboli. Può resuscitare, moltiplica le scorte alimentari. Nell’Harrowing of Hell scende da solo all’Inferno a fare il culo ai demoni e a liberare le anime dei giusti.

    MOSE’: altro leader chierico di alto livello (con anche qualche livello da mago acquisito in Egitto), in grado di evocare portenti, invocare il favore divino, separare le acque, scatenare piaghe e maledizioni, ispirare il popolo e morire per portare a compimento la sua missione; condurrà infatti il popolo ebreo verso la terra promessa, pur sapendo da profezia divina che morirà prima di mettervi piede.

    SANTA MARTA DI BETANIA: ha sconfitto il Tarrasque in Linguadoca. Ho detto tutto.

    ULISSE/ODISSEO: nessuna discendenza divina, nessun potere speciale. Solo la sua intelligenza e la sua forza. Rappresenta perfettamente l’uomo che cerca di forgiare il proprio destino con le proprie forze. Molto forte fisicamente, ma anche in grado di trovare via di fuga, elaborare strategie e piani alternativi.

    TIRESIA: il più grande indovino di tutti i tempi. Utilissima, a fini strategici, la sua capacità di prevedere il futuro. Inoltre, essendo un vecchio cieco che per sette anni della sua vita ha vissuto trasformato in donna, può essere una buon elemento comico.

    TESEO: hai già messo Perseo, che è il mio preferito, ripiego su Teseo, che comunque è forte, coraggioso, sa cavarsela con i mostri mitologici. Adatto alle missioni audaci in cui può guadagnare un po’ di gloria, forse quando è andato negli inferi ha tirato un po’ troppo la corda, ma ha avuto coraggio (e sconsideratezza).

    SENOFONTE: colto e cazzuto. Con l’impresa raccontata nell’Anabasi (il ritorno in Grecia di 10.000 mercenari greci attraverso tutti i territori dell’impero persiano) ha dimostrato di essere in grado di sopportare le situazioni di merda più nera. E portare a casa il risultato.

    RE ARTU’: dato che quando l’Inghilterra sarà in pericolo lui si risveglierà per difenderla e allora utilizziamolo, lui e la sua excalibur. (che poi, essendoci tutta una mitologia sui re della montagna, che dormono in attesa di risorgere per difendere la patria, se non è lui è qualche altro eroe).

    MERLINO: mago di alto livello e astuto consigliere.

    SIGFRIDO: Dragonslayer. Invulnerabile. Basta solo coprire bene quella cazzo di zona vulnerabile sulla schiena.

    SCANDERBEG: un cazzutissimo e invincibile condottiero albanese. Esperto nella guerra, carismatico e patriottico, ha preso a schiaffi tutti quelli contro cui ha combattuto, sia quando era tra le fila turche, sia quando si è schierato contro i turchi e li ha tenuti in scacco nella penisola balcanica per almeno 20 anni. Esiste poi una ricca aneddotica mirata a mostrare la sua grandezza e la sua saggezza. E’ morto imbattuto.

    SINBAD: visto che manca un vero esperto di mare e anche un punto di vista, meno europeista e più mediterraneo.

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